Meteo Giornale » Archivio » Analisi Modelli »

Seconda irruzione artica si o no? Due gli elementi di cui tener conto

Ci accingiamo ad affrontare la prima incursione fredda invernale dell'anno, è vero, ma il nostro lavoro è anche quello di proiettarci oltre e cercare di capire quel che potrebbe accadere in seguito. Ieri dedicammo un apposito approfondimento in merito, sottolineando le difficoltà dei modelli nell'identificare correttamente l'evoluzione del Vortice Ciclonico canadese. Due le soluzione che vi proponemmo: spinta in Atlantico verso sudovest e conseguente reiterazione del freddo sul Mediterraneo, oppure spinta a sudest con inibizione del blocco anticiclonica e rimonta altopressoria alle nostre latitudini.

Ieri sera i modelli lasciavano intendere un allineamento verso la seconda soluzione, mentre stamane abbiamo osservato un nuovo ribaltone: si è tornati, pur con qualche differenza non trascurabile, alla prima. Come andrà a finire? Probabilmente avremo una via di mezzo ovvero temporaneo miglioramento a inizio della prossima settimana e successiva incursione artica (la seconda).

Ma l'articolo vuole mettere in luce anche un altro elemento: quanto peserà il gelo che andrà a stratificarsi sull'Europa orientale? A nostro avviso tanto. L'aria gelida al suolo pone non pochi ostacoli all'avanzata delle miti correnti atlantiche ed è per questo che il tentativo di ripristino delle correnti occidentali potrebbe non andare in porto. Non solo. Lo sviluppo di un blocco anticiclonico tra la Russia Europea e la Scandinavia potrebbe svolgere un ruolo essenziale nel pilotare, stante la persistenza dell'Alta delle Azzorre in Oceano, il secondo impulso freddo in direzione del Mediterraneo. Probabile, quindi, che la reiterazione invernale vada in porto. Magari con minore intensità, ma dovrebbe realizzarsi.

immagine 1 articolo 41982

Pubblicato da Ivan Gaddari

Inizio Pagina