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Meteo Italia. Si rischia un episodio di freddo continentale intenso!

I modelli matematici sembrano trovare una linea comune
Finalmente i modelli matematici, elaborati dai supercalcolatori dei maggiori Centri di Calcolo internazionali, sembrano aver trovato una linea comune e coerente anche per il medio termine e in parte per il lungo. Va però sottolineato che siamo sempre in un territorio molto insidioso, per la configurazione generale, AO a -5, e per le difficoltà insiste nel sistema stesso, caotico e non-lineare.
D'altra parte GFS, GEM e soprattutto ECMWF propongono una evoluzione barica molto simile per i prossimi 7/10 giorni. Vediamo ora l'evoluzione meteo attraverso le GENS.

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Correnti occidentali miti: 11-14 gennaio. Probabilità alta
La prima fase è ormi assodata. Correnti occidentali legate al fronte polare veicoleranno venti al suolo e in quota molto miti, che attraversando le Alpi e gli Appennini assumeranno la tipica forma dei venti di caduta sulla Pianura Padana e sui versanti adriatici, föhn e garbino: venti a raffiche molto secchi e miti, quasi caldi, che faranno schizzare in alto le temperature. Sui versanti esposti, invece, ligure-tirrenico, avremo piogge per stau.

Correnti artiche: 15-17 gennaio. Probabilità medio-alta
Intono al 14 gennaio le temperature torneranno a calare. Infatti la disposizione delle correnti passerà da sud-ovest e ovest a nord-ovest e nord-est. Inizierà a entrare aria artico-marittima. Le temperature crolleranno in montagna, portandosi su valori inferiori alla norma, ma senza eccessi. Avremo piogge e nevicate sui monti, anche a quote medio-basse al Nord.

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Correnti gelide continentali: 18-20 gennaio. Probabilità medio-bassa
Per il terzo step previsionale, quello più importante e decisivo per le sorti di questo fino ad ora scialbo o assente inverno, ripotiamo la carta emisferica ECMWF a 500 hPa per inquadrare la struttura barica di base. Intorno al 17/18 gennaio, ma ampiamente anticipato fin dal 15 gennaio nella sua struttura basica, il promontorio anticiclonico atlantico (onda 2) si eleverà senza troppi ostacoli sino alle latitudini artiche, risucchiando in tal modo aria freddissima collegata al vortice polare europeo, staccatosi dal VP esploso.

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Le sorti dell'Italia, secondo i tre modelli principali
Ovviamente è troppo presto per scendere nei particolari, ma il modello canadese GEM, il modello americano GFS e soprattutto il modello più performante, l'europeo ECMWF, indicano una escalation del freddo simile per i giorni 16-20 gennaio. Qui riportiamo il picco del gelo, il 18 gennaio, nelle tre versioni. Notiamo il blocco altopressorio che regge appena ad ovest dell'Italia e l'aria gelida di matrice continentale che riesce a entrare a fondo nel nostro paese. Si tratta, voglio ribadirlo, di una tendenza a medio-basso valore predittivo, quindi ancora da confermare.

Pubblicato da Aldo Meschiari - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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