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Perché i modelli faticano così tanto a inquadrare le dinamiche artiche?

Il nostro vuole essere un articolo divulgativo, nella speranza che serva a comprendere le complesse dinamiche che accompagnano il previsore nel momento in cui si accinge a stilare una tendenza a lungo termine. Detto che le manovre artiche sono state inquadrate già a fine dicembre - ci sono svariate analisi in tema che ve lo testimoniano - all'approssimarsi dell'evento ci si pone il problema (giustamente) di comprendere l'eventuale influenza sul nostro Paese.

Dapprima osservammo proiezioni modellistiche votate al freddo consistente e duraturo. Poi, gradualmente, assistemmo ai "normali" aggiustamenti con emissioni tra le più disparate. Ieri s'è rivista l'impennata dell'Alta delle Azzorre e l'intrusione del freddo in Italia. Oggi? Beh, oggi siamo appena a inizio giornata ma diciamo che la forbice tra l'evento freddo e l'evento mite non s'è chiusa. Lecito, a questo punto, porsi una domanda: ma cos'è che sta causando il caos modellistico?

Beh, a nostro avviso l'improvviso indebolimento - diciamo pure crisi - del Vortice Polare è la variabile più difficile da digerire. Basti pensare alle proiezioni dell'indice AO per dopo metà mese: vi sono delle corse che puntano addirittura al di sotto della scala numerica di riferimento. Un indice AO così negativo non può non destabilizzare la modellistica numerico previsionale. Se poi ci mettiamo tutta un'altra serie di fenomeni climatici rilevanti (El Nino, giusto per citare il più in voga) ecco che il quadro si complica ulteriormente.

Tirando le somme non possiamo far altro che predicare prudenza rimandandovi ai prossimi aggiornamenti. Accontentiamoci, si fa per dire, di muovere le masse gelide artiche verso sud, poi per l'eventuale coinvolgimento del nostro Paese ci sarà tempo.

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Pubblicato da Ivan Gaddari

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