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Ultime dai modelli. Il ruolo della depressione basso-atlantica nel favorire o meno l'irruzione artica in Europa

Come funzionano i modelli
L'atmosfera è un sistema caotico e complesso, non lineare: nessuno modello mai potrà fornire una visione chiara e attendibile oltre i 7 giorni, perché non dipende dalla efficienza dei modelli, ma dall'atmosfera. Un sistema non lineare è un sistema in cui piccoli errori iniziali evolvono a errori enormi dopo poco tempo: quindi per sua natura l'evoluzione meteorologica non può essere compresa dai super-modelli oltre i fatidici 7 giorni, soprattutto se si presentano scenari estremi come quelli di metà gennaio.

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Lo sforzo previsionale del MTG
Stabilito ciò, lo sforzo del nostro giornale è sempre stato quello di studiare le tendenze oltre questi limiti per dare una indicazione di massima ai lettori sull'evoluzione meteorologica anche nel lungo periodo, supportati da altri strumenti non deterministici, come ad esempio gli indici climatici e le Teleconnessioni. Ma i lettori devono essere consapevoli che si tratta sempre e solo di tendenze, non di previsioni puntuali. Una previsione precisa riguarda sempre un periodo di tempo non superiore ai 3/5 giorni.

L'ipotesi UKMO: il blocco nord-atlantico regge
Veniamo ora alle ipotesi mattutine dei modelli matematici.
Uno dei migliori modelli matematici in circolazione è il modello inglese UKMO. La sua emisferica a 500 hPa di metà mese circa presenta un blocco altopressorio ben formato in area nord-atlantica, in grado di permettere al nocciolo europeo del VP di penetrare nel vecchio continente. Notate come la depressione basso atlantica rimanga molto ridimenzionata. In questo caso l'aria fredda artica riesce a penetrare in Europa.

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L'ipotesi GFS: il blocco nord-atlantico non regge
Il prestigioso modello americano GFS, invece, vede una ingerenza eccessiva della depressione basso-atlantica, in grado di tagliare l'alimentazione subtropicale al promontorio. Il blocco nord-atlantico verrebbe quindi spazzato via, e l'Italia si troverebbe sotto correnti non più artiche ma atlantiche, ben più miti.

Conclusione programmatica
Il periodo di metà gennaio vedrà un terremoto barico emisferico davvero considerevole. Il VP (Vortice Polare) verrà sbriciolato dalle onde troposferiche, come abbiamo più volte spiegato nei precedenti articoli. Il nodo previsionale riguardo al comparto euro-atlantico riguarda il ruolo della depressione basso atlantica nel tagliare o meno l'alimentazione subtropicale al blocco anticiclonico e quindi nel troncare le velleità artiche sull'Europa e l'Italia. Rimanete quindi sintonizzati per capire quale evoluzione predittiva prenderanno i modelli matematici.

Pubblicato da Aldo Meschiari - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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