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Indice AO in caduta libera: da metà gennaio l'inverno farà sul serio

Nei vari approfondimenti su indici climatici e quant'altro abbiamo sempre cercato, nei limiti del possibile, di semplificare un argomento che richiede comunque dei tecnicismi. Abbiamo menzionato varie teleconnessioni, ma in fin dei conti ciò che contava era lo stato di salute del Vortice Polare. Un Vortice Polare che, ultimamente, ha mostrato fragilità ampiamente previste perché derivanti da quella stessa vivacità che l'ha portato a spadroneggiare in lungo e in largo.

I disturbi provenienti dai piani bassi dell'atmosfera, in forma di pulsazioni calde di varia natura, ne hanno minato - pesantemente - la solidità. Uno degli indici più utilizzati per avere un'idea circa la robustezza del Vortice è la cosiddetta "AO" (Artic Oscillation): trattasi della differenza di pressione tra il Circolo Polare Artico e le medie latitudini. Or bene, se tale indici assume valori positivi (è stato positivo nei mesi di novembre e dicembre) è statisticamente probabile osservare alte pressioni alle medie latitudini e basse pressioni sul Polo Nord. Viceversa se l'indice assume valori negativi.

Bene. L'immagine che trovate allegata è null'altro che una proiezione (su base dati GFS) sull'andamento dell'indice. Si evince, facilmente, un vero e proprio tracollo verso metà mese (si arriva addirittura a fondoscala). Diciamo che una previsione di tal genere è di per sé un ottimo viatico per l'arrivo dell'Inverno con la i maiuscola alle medie latitudini. Se poi ci mettiamo altri indici favorevoli (ad esempio una NAO tendente alla neutralità e un PNA decisamente positivo) non possiamo far altro che confermare quanto andiamo dicendo da tempo: grandi manovre invernali da metà gennaio.

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Pubblicato da Ivan Gaddari

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