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Come ingannare le nuvole e placare l'ira degli uragani: cambiamento indotto del Clima, parte 2°

immagine articolo 4159 Aerei come questo in foto, seminarono nubi nei cieli degli Stati Uniti, con ghiaccio secco e poi ioduro d'argento. Dal materiale che ho raccolto su varie pubblicazioni, ho riassunto lo sviluppo di questa serie di articoli dedicata al "controllo del clima". Dalle mie ricerche sembrerebbe che la Scienza ha realmente le potenzialità per cambiare il clima anche su vasta scala, persino di ridurre le conseguenze dell'Effetto Serra, oppure di raffreddare un Continente, tuttavia ciò non succede e ne vedremo le probabili cause.

Il precedente articolo ha trattato la scoperta del ghiaccio secco quale nucleo di condensazione per le nubi. Abbiamo veduto la sospensione degli esperimenti dopo che un test causò, così pare, una tormenta di neve su un ampio territorio del Nord America, dopo ciò le ricerche e relativi test, furono trasferiti in laboratorio.

Per scoprire le modifiche indotte volutamente per cambiare il percorso naturale degli eventi meteorologici, andiamo ancora al dopoguerra, nel laboratorio USA di Schenectady, tra i ricercatori c'era Bernard Vonnegut, un chimico di 32 anni, studioso delle proprietà dell'alluminio sovraraffreddato.

Vonnegut doveva individuare un composto chimico che avesse gli stessi effetti sulle nubi, del ghiaccio secco, ma che non avesse controindicazioni per il trasporto e che magari fosse anche più efficace. Dopo un'innumerevole quantità di prove individuò un composto che avrebbe potuto sostituire il ghiaccio secco: era lo ioduro d'argento, la cui struttura cristallina esagonale, era quasi uguale a quella del ghiaccio.

La prima partita di ioduro d'argento che fu consegnata al laboratorio era difettosa, il test fallì. Fu chiesto altro ioduro d'argento, stavolta puro. Il test ebbe un successo notevolmente maggiore di quello ottenuto con il ghiaccio secco: era sufficiente una minima quantità del prodotto per produrre neve.

Vonnegut calcolò che solo 90 kg di ioduro d'argento erano sufficienti per seminare l'intera atmosfera terrestre.

Dopo la scoperta delle potenzialità di questa sostanza, il progetto cambiò aspetto e venne allargato, con lo scopo di modificare eventi atmosferici violenti, come gli uragani, ma l'utilizzo di ioduro d'argento al posto del ghiaccio secco non fu immediato.

Fu lanciato il progetto Cirrò, il primo studio scientifico su larga scala della fisica delle nubi e delle modificazioni del tempo atmosferico.

Da quel momento, gli esperimenti di semina delle nubi vennero eseguiti in molte regioni degli Stati Uniti ed alla fine del 1947 erano pronti a trattare il primo uragano con l'intenzione di ridurre l'intensità dei venti.

Il 13 ottobre 1947 ebbe luogo il primo esperimento finalizzato a domare un uragano, era il secondo come intensità che si abbatte sulla zona quell'anno: il primo giorno di missione operativa Cirrò, le nubi di un uragano il cui occhio che si trovata a circa 560 km da Miami furono seminate di ben 80 kg di ghiaccio secco (non ioduro d'argento). I responsabili del progetto Cirrò individuarono una sostanziale attenuazione dell'uragano, con una riduzione della piattaforma nuvolosa.

Purtroppo, il giorno successivo, l'uragano riprese intensità e deviò da ovest verso est, giungendo sulla Georgia dove causò danni ed una vittima.

Il comportamento dell'uragano fu definito insolito, e taluni esperti di meteorologia, attribuirono le sue evoluzioni così imprevedibili alla semina delle nubi.

Il primo esperimento di placare l'intensità di un uragano fu fallimentare, taluni minacciarono cause legali, ma poi la tensione si placò anche perché si dimostrò che nel 1906 un altro uragano manifestò un simile comportamento.

Per 11 anni furono bloccate gli esperimenti, gli esperti erano in disaccordo su vari punti: i modificatori del clima sostenevano che non era possibile deviare un uragano, ma controllare alcuni aspetti come vento e precipitazioni. L'opinione pubblica era terrorizzata sugli effetti dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo.

I successivi esperimenti ricominciarono nel 1956 a mezzo del Weather Bureau che varò un progetto nazionale sugli uragani. Tre anni più tardi partirono le prime semine di uragani con ioduro d'argento, non più ghiaccio secco.

Si apre un periodo di fortissimi esperimenti, molti restarono segreti per parecchio tempo, e non solo per usi civili.

Pubblicato da Andrea Meloni

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