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Clima: lo strano comportamento dell'Antartide

immagine articolo 29319
immagine articolo 29319 Grafici relativi all'andamento delle anomalie termiche riferite all'Antartide. Per le spiegazioni vedi articolo.
Una visione oggettiva - Cerchiamo per una volta di guardare alle questioni climatiche in modo distaccato e oggettivo, rimanendo fedeli ai dati piuttosto che alle nostre tesi. Quello che voglio mostrare è una serie di dati relativi al continente antartico, senza tesi preconcette da dimostrare, ma solo uno scenario da svelare. Scenario che sta sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono guardare a occhi nudi, senza gli occhiali della loro idea climatica.

Le temperature - Tre dei cinque maggiori prodotti, che misurano le anomalie termiche relative al pianeta, non registrano alcun trend negli ultimi decenni riguardo al continente antartico. Sia i due dati satellitari, UAH e RSS, che il dato terrestre HadCrut4 fotografano un trend piatto. Aggiungiamo anche che alcune delle storiche basi scientifiche, come Vostok, non mostrano alcun trend. Diversi studi hanno mostrato come l'Antartide occidentale si stia scaldando rispetto a quello orientale. Ma nell'insieme, ed è questo che conta, il continente non mostra segnali né di riscaldamento né di raffreddamento. Anche a livello planetario all'interno del Global Warming troviamo regioni che si raffreddano.

I ghiacci marini - Il trend è invece molto chiaro e sicuramente positivo riguardo all'estensione dei ghiacci marini australi. Questi sono costantemente in aumento, in netta controtendenza rispetto a quelli artici. Anche quest'anno siamo vicino ai massimi storici. Le spiegazioni riguardo a tale comportamento in netta controtendenza con i ghiacci artici riguardano particolari condizioni della circolazione dei venti nella regione.

La massa del ghiaccio - Negli ultimi anni si sta tentando di studiare se vi siano perdite o guadagni nella massa del ghiaccio continentale antartico. Abbiamo ad esempio il progetto GRACE, che attraverso i satelliti cerca di studiare la calotta glaciale. La serie che va dal 2002 al 2009 mostra una perdita di circa 26 Gt (giga tonnellate) all'anno. Si tratta di un valore che corrisponde a meno dello 0,001% dell'intera massa ghiacciata. In sintesi, tra mille anni l'Antartide avrà perso l'1%. Senza contare il fatto che una serie di sette anni può avere qualche significato scientifico e statistico?

Maggiori nevicate all'interno - Secondo la NASA gli oceani più caldi che circondano l'Antartide favorirebbero nevicate più copiose nelle aree interne del continente, che come si sa sono le più secche del pianeta. Ciò favorirebbe un aumento della massa del ghiaccio, che richiede tempi lunghissimi.

Barriere glaciali - Tutti gli studi mostrano una accelerazione nello scivolamento verso il mare di molti ghiacciai antartici (distribuiti in tutto il continente), con maggiore dispersione di grandi masse di ghiaccio in mare. Ma le spiegazioni di tale fenomeno sono controverse, e difficilmente possono essere messe in correlazione con le temperature, vista la loro stabilità nell'insieme.

Conclusione - Se i dati che ho riportato sono corretti, escludendo miei errori sempre possibili, allora un'analisi oggettiva dovrà concludere che l'Antartide sfugge per ora alle dinamiche del Global Warming, presentandosi come una eccezione. Ma andare oltre sarebbe pericoloso: sia nell'interpretare l'Antartide come il termostato della Terra (scettici), sia nel cercare a tutti i costi di forzare i dati a favore della teoria dell'AGW.

Pubblicato da Aldo Meschiari - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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