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Crescono le possibilità di neve al Nord
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Già a partire dal 20 Febbraio, ad iniziare dal Triveneto ed Emilia
I principali modelli matematici continuano a rilanciare la possibilità che la terza decade di Febbraio sia nevosa anche al Nord
Se serenamente analizzaziamo le uscite modellistiche di stamattina, non possiamo non evidenziare come vi sia una buona armonia previsionale dei principali modelli matematici nell'evidenziare un futuro prossimo bianco anche per il nord, probabilmente fino in pianura.
Gli spaghi di Verona e Bologna infatti prevedono temperature a 850 hPa sempre piuttosto basse per tutta la durata dell'emissione. Temperature che si assesteranno su valori inferiori ai meno 5 gradi, più che sufficienti ad assicurare la neve al piano.
Inoltre sono aumentate notevolmente le precipitazioni, assolutamente assenti nei run precedenti, ad assicurare la buona validità della previsione.
Sono spaghi molto chiusi (clusters vicini) altro elemento di sicurezza previsionale.
Le GFS del 20 Febbraio vedono già la formazione di un minimo italico in moto rettrogado dalla zona danubiano-carpatica che dovrebbe già apportare neve nel Nord Est e segantamente in Emilia.
Addirittura poi le ECMWF vedono la formazione per il 22 Febbraio di una LP nella zona tra le Baleari e il Mar Ligure che potrebbe prefigurare scenari nevosi diffusi sulla Pianura Padana.
Successivamente sia le ENS che le ECMWF prevedono la formazione di una grande area ciclonica sull'Italia Settentrionale, foriera di scenari invernali anche per il Settentrione.
Notare come i modelli collochino sia i minimi in quota che al suolo, e anche ciò rassicura circa l'attendibilità di questa previsione.
Concludo inserendo anche gli spaghi di Roma, che propongono ancora per le zone centrali sorprese nevose, anche a quote basse.
Mappe fonte www.meteogiornale.it/mappe.
Aldo Meschiari
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