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Dialogo della Natura e di un meteorologo italiano...
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...dove si enunciano le terribili difficoltà previsionali del bel Paese

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Le Alpi, croce e delizia dei meteorologi italiani. Foto di Michael Kuehl.

Un giorno un meteorologo italiano, stanco degli insulti e delle continue frustrazioni, decise di andarsene in giro per il mondo, per vedere se gli fosse riuscito di trovare un luogo dove il suo mestiere fosse apprezzato e soprattutto fosse più facile.

E con sua grande sorpresa di paesi di tal schiatta ne trovò parecchi: non dovette neppure viaggiare tanto. In Germania, infatti, apprese come la meteorologia fosse molto più semplice e sicura, e così in Francia e addirittura oltre oceano, negli Stati Uniti ed in Canada.

Preso da sconforto e da rabbia furiosa si mise in cerca della Natura, perché potesse rendergli conto della penosa situazione meteo italiana.
Attraversò tutto il globo terracqueo, finché improvvisamente non gli si parò davanti un orribile mostro dalle tre teste che lo scrutava incuriosito. Il buon meteoman italiano notò come nelle sue fauci fossero dilaniati orribilmente famosi meteomen, ma solo in due: stranamente una rimaneva vuota.

E fu a questo punto che finalmente rivolse quelle domande rimastegli sul groppone da troppo tempo, resosi conto che si era imbattuto nella Natura.
"Perché, o Dea, mi hai fatto nascere in una luogo così travagliato?
Perché, ad esempio, collocare una catena montuosa alta come le Alpi proprio all'estremo nord italiano, in modo da impedire a noi meteorologi di prevedere con sicurezza quale sarà la traiettoria di una massa d'aria proveniente da Nord? Tanto che a volte essa si trasforma in Foehn, il vento caldo e secco di ricaduta, a volte riesce a penetrare sul Mar Ligure attraverso la valle del Rodano e formare ivi una Depressione capace di inondare le regioni settentrionali e infine a volte entra dalla Porta della Bora, presso Trieste e congela col suo gelido respiro la Pianura Padana?"

Ma la Natura, masticando e ruminando, si gustava i due meteoman italioti.
"Perché poi accanirti e posizionare il nostro paese in mezzo ad un mare chiuso e caldo, come il Mediterraneo, che rende imprevedibili le conseguenze che venti di varia origine possano avere entrando in contatto con questo?"

Le mascelle della Natura continuavano a muoversi solo per meglio gustarsi i poveri meteorologi.
"E non dimentichiamoci degli Appennini, che tagliano in due la penisola, creando anch'essi non pochi problemi previsionali come il Foehn appenninico, e soprattutto dividendo la parte peninsulare in due regioni climatiche completamente opposte: le gelide Adriatiche, le miti Tirreniche."

Il fastidioso rumore proveniente dallo strano essere iniziava ad indisporre la Natura, in piena fase digestiva.
"Perché poi collocare l'Italia al centro di climi e continenti così opposti: l'Africa con il suo carico di calore e alte pressioni, l'Asia con i suoi gelidi venti siberiani, il Mar Glaciale Artico con le sue incursioni di aria artica marittima e l'immenso Oceano Atlantico con i suoi miti venti occidentali carichi di piogge?"

Ormai stufa e annoiata, la Natura decise alfine di farsi due passi per facilitare la digestione.
Arrabbiatissimo, il meteoman italiano cercò allora di trattenerla:
"Almeno dimmi perché non mi hai fatto nascere in Germania, dove se arriva aria da Nord porterà freddo, se perviene da Est sarà gelido, se viene da Ovest pioverà o nevicherà e se giunge da Sud avranno caldo?"
Ma mentre sbracciandosi (in modo dobbiamo dire molto poco dignitoso) e imprecando e pronunciando termini oscuri in un inutile idioma meteorologichese cercava inutilmente di bloccare la Natura, un improvviso Tornado lo travolse facendone perdere per sempre le tracce...

Aldo Meschiari

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