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Crollo del Ponte di Weijkoff in prospettiva, ma Inverno più vivo che mai

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A metà mese affondo Polare sul Mediterraneo: sarà aria artica, ma ancora tanto freddo e neve sull'Italia

Una colata d'aria artica tenderà a frapporsi fra l'anticiclone delle Azzorre e quello russo che, dopo inizio settimana, non riusciranno più mantenere quella congiunzione che si è rivelata fondamentale per l'arrivo prima del Burian e poi ora di un proiettile d'aria freddissima artica-continentale.

La configurazione meteo a livello continentale subirà un netto cambiamento nella prossima settimana, dopo la lunga fase segnata dal ponte di blocco proteso dalle Azzorre fino alla Siberia, che univa l'anticiclone oceanico con quello russo. Cosa accadrà? In sostanza il ponte anticiclonico verrà meno con l'alta pressione azzorriana e quella russa non più in comunicazione fra loro, almeno temporaneamente. Fra i due anticicloni si inserirà un affondo artico, determinato da un'ondulazione marcata meridiana del Vortice Polare.

Aria fredda artico-marittima invaderà dunque rapidamente i meridiani centrali europei ed il Mediterraneo rapidamente attorno al 15 febbraio, in seno ad un'ampia e profonda saccatura. Questo sprofondamento del Vortice Polare verrà altresì innescato dalla contestuale espansione sui meridiani dell'alta pressione delle Azzorre. In Italia quindi questa fase invernale continuerà ad andare avanti: dalle masse d'aria gelide continentali o artiche continentali, si passerà all'ondata di freddo classica di matrice artica. La discesa fredda sembra molto consistente ed in grado di generare una ciclogenesi profonda sui mari italiani, ma sulla traiettoria della colata i modelli matematici non appaiono ancora concordi.

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Traccia della tendenza meteo by GFS per il 14 febbraio: l'espansione verso nord dell'anticiclone delle Azzorre, non più unito all'alta pressione russa, potrebbe aprire le porte per una severa irruzione artico-marittima. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

Bisogna quindi attendere per capire se il grosso dell'irruzione artica sarà capace di colpire in pieno il cuore del Mediterraneo, oppure se devierà leggermente la rotta verso i Balcani. Quel che sembra certo è che l'inverno continuerà a tener la testa alta, con le correnti atlantiche che non sembrano trovare un varco per tornare protagoniste. La serie d'ondate di freddo potrebbe proseguire anche dopo metà mese, chissà. Questa situazione così dinamica ricorda in parte il febbraio 2005, anche se in quell'anno non si era avuto il Burian che ha invece travolto l'Italia di recente.

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Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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