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GFS-ECMWF serali a confronto: due diverse ipotesi sul tragitto del "Buran"

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Aggiornamenti pomeridiani, le grandi complicazioni mediterranee per l'ondata di gelo dalla Russia. I due prestigiosi modelli propongono due soluzioni distinte.

L'avanzata del fiume d'aria gelida sull'Europa dovrà fare inevitabilmente i conti con l'Arco Alpino, uno sbarramento naturale certamente non facile da valicare, ancor più in presenza d'aria continentale particolarmente nei bassi strati.

In riferimento alla fase apicale del gelo, prevista per gli ultimi giorni della settimana, la situazione si fa intricata, ma non vi era certo da attendersi che tutto fosse semplice: il Mediterraneo è una "brutta bestia", ma ancor più lo sono le Alpi. Ricordiamo che l'aria gelida continentale in arrivo ha caratteristiche molto rigide nei bassi strati e che quindi l'orografia (in particolare le Alpi) è un fattore ancor più importante che può modellare l'irruzione fredda. Così i modelli di previsione, quando mancano circa 4 giorni all'assalto del nucleo gelido più consistente, iniziano a tracciare un quadro evolutivo un po' più dettagliato, visto che la tendenza previsionale va assottigliandosi. Ci sono importanti differenze ed adesso andremo rapidamente a farvele notare, confrontando l'attuale evoluzione fino a 120 ore dei due centri di calcolo.

ECMWF12Z Da Reading non si batte ciglio e confermano l'Italia come obiettivo diretto del nucleo siberiano. Isoterme di tutto rispetto raggiungerebbero l'Italia (anche se il nucleo più gelido rimarrebbe posizionato tra Baltico e Centro Europa): una -15°C sul parte del Nord ed Alto Adriatico, una -10°C su tutto il Centro Italia e Nord Sardegna, la -5°C al Sud. Tutto sarebbe guidato da una giostra depressionaria con perno principale sui Balcani e una lieve curvatura ciclonica sul Tirreno per un minimo barico secondario in prossimità della Sardegna. In sostanza l'aria gelida penetrerebbe in maggior misura dalla Porta della Bora e sarebbe un'ondata di gelo d'entità potenzialmente molto importante, ma con precipitazioni probabilmente non eccessivamente diffuse ed organizzate.

immagine 1 del capitolo  del reportage 22445

Termiche ad 850 hPa by ECMWF per il 4 febbraio: il grande gelo dilagherebbe sull'Italia, con isoterme notevoli. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

GFS 12Z Il modello americano nelle ultime emissioni vede invece la colata d'aria gelida con rotta più occidentale: l'approfondimento di una depressione piuttosto allargata, con minimo barico principale tra la Corsica e le coste francesi, andrebbe in parte a limitare l'ingresso in grande stile del gelo (in entrata dalla Bora) verso le regioni adriatiche. Al contrario, tutto il grosso dell'aria gelida, addossata alle Alpi, tenderebbe a scivolare verso ovest dirigendosi in buona parte verso la zona pirenaica e la Spagna centro-orientale e penetrando in parte verso i mari italiani attraverso la Porta di Carcassone. Questa soluzione proposta dal modello americano sarebbe molto perturbata, più propizia per il maltempo e le precipitazioni in parte dell'Italia, specie al Centro-Sud, ma con il grande gelo che sarebbe confinato al Settentrione. Stando alle termiche attuali, il ridimensionamento dell'ondata di grande freddo non sarebbe però eccessivo (pur con uno stravolgimento che risulterebbe molto importanti per le regioni adriatiche): le nevicate potrebbero cadere fino in pianura a tratti su parte del Centro Italia e Sardegna, ma senza eccessi particolari di gelo, proprio per il gioco delle correnti messo in moto dalla spirale depressionaria.

PREVISIONI METEO ponderate, e curate nel dettaglio, le potrete consultare al seguente LINK
www.meteogiornale.it/previsioni-meteo/italia

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immagine 2 del capitolo  del reportage 22445

L'ipotesi diversa di GFS per il 4 febbraio: notiamo l'asse del blocco gelido decisamente più sbilanciato verso ovest, con maggiore ingerenza verso le zone pireaniche-iberiche. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

I grandi dubbi, che si potranno sbrogliare solo nei prossimi giorni, si giocano quindi sulla possibilità di un evento gelido di grande impatto rispetto invece ad un'ondata fredda che avrebbe risvolti perturbati più importanti, ma con gelo meno estremo per gran parte del Centro-Sud. Restano fondamentali i minimi barici attesi in formazione sul Mediterraneo. A nostro avviso, il modello europeo di Reading sembra ottimista (forse troppo?) nel vedere l'aria gelida riuscire a valicare con troppa facilità la barriera alpina. Questo non vuol dire che la nuova strada presa dalle GFS sarà quella alla fine battuta: tanti aggiustamenti ci dobbiamo ancora aspettare nei prossimi giorni. Vi terremo informati.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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