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Prima fatidica Neve fa addolcire le temperature in Val Padana: come mai?

In attesa del gelo crescente e delle nevicate nei prossimi giorni, l'antipasto nevoso domenicale è stato importante per il Piemonte e Liguria. Questo peggioramento ha fatto però crescere le temperature su parte della Val Padana rispetto a quelle che si misuravano prima: vediamo le cause.

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Santuario Madonna della Guardia innevato sopra Genova, a circa 800 metri d'altezza. Foto inviata dal lettore Max Mar sulla pagina di www.facebook.com/meteogiornale.it

L'attenzione generale è proiettata verso le dinamiche prossime venture, per una colata gelida siberiana d'altri tempi pronta ad impattare verso il Mediterraneo. Questo crescente ruggito invernale possiamo però in qualche modo considerarlo già iniziato da sabato: nel week-end festivo appena trascorso si sono infatti avute le prime abbondanti nevicate sull'estremo Nord-Ovest: dopo tanto digiuno, la neve è caduta in modo consistente tra il Piemonte e la Liguria. Un'ottima anteprima, in attesa delle nuove nevicate e soprattutto del gelo, che dovrebbe salire pienamente alla ribalta nei prossimi giorni.

Si sono registrati dai 20 ai 50 cm di neve sulle pianure piemontesi, con punte di 60 cm in alcune aree del cuneese e dell'alessandrino, specie in collina. Sui monti sono caduti circa 50-70 cm di coltre bianca su Alpi Marittime e Liguri, con un massimo di 80-90 cm misurato nel comprensorio di Limone Piemonte e nelle stazioni al confine con il savonese. Valori più modesti, dai 25 ai 40 cm dalle Cozie alle Lepontine, ad eccezione dei rilevi del biellese, dove localmente è caduto fino a mezzo metro di neve. Quantitativi tutto sommato importanti, che certo danno una boccata d'ossigeno per gli operatori del turismo montano.

La neve non è riuscita a spingersi, in pianura, oltre i settori ovest di Lombardia ed Emilia, come puntualmente avevamo previsto. Un aspetto da tenere in considerazione è legato al fatto che questo peggioramento non ha prodotto un calo delle temperature in Pianura Padana, che anzi sono diffusamente salite più che altro nei valori minimi. Può sembrare strano, ma questo blitz perturbato, come spesso accade nelle fasi iniziali delle ondate di freddo invernali, ha portato un rimescolamento dell'aria per mezzo delle correnti orientali attive nei bassi strati: nonostante si tratti d'aria già relativamente fredda, i venti e le nubi, anche laddove non associate a precipitazioni, hanno rotto le inversioni termiche che dominavano in precedenza e che garantivano temperature ben sottozero. Il picco del gelo da inversione si era avuto a metà mese, con le nebbie e le nevicate chimiche.

Un andamento del tutto diverso si è invece avuto in Liguria, dove le temperature sono effettivamente scese in modo molto brusco rispetto ai valori di qualche giorno fa, soprattutto sulle zone costiere battute dalla Tramontana Scura e dalla fenomenologia (rammentiamo che le nevicate si sono spinte, con accumuli, fino ai 200-300 metri d'altezza): considerando che sulla Riviera ligure non esistono le inversioni termiche, i venti freddi di tramontana (in entrata dalle valli appenniniche) hanno così portato la colonnina di mercurio molto all'ingiù in una situazione di quasi omotermia con le temperature della Val Padana. Milano è stata più calda di Genova, nella giornata di domenica: incredibile davvero, basti pensare che nella seconda decade del mese Milano ha avuto una temperatura media di ben 9 gradi più bassa rispetto a Genova, complici le nebbie. Negli scorsi 3 giorni Milano si è distanziata dal capoluogo ligure, come temperatura media, di soli 1.7 gradi.

Ecco pertanto i motivi per cui la flessione termica, in questa prima fase, è stata certamente pronunciata in Liguria e pressoché irrilevante nel nord padano. Ora però l'arrivo di aria molto più rigida ed il persistere dell'ondata di freddo contribuiranno a far raffreddare in modo importante anche le pianure, ancor più con le ulteriori nevicate. Ci attendiamo giornate di ghiaccio, d'altronde si tratta di aria continentale e quindi più gelida nei bassi strati. A differenza delle coste liguri, di certo in Val Padana il clima rigido sarà destinato a stazionarie a lungo anche una volta che l'ondata di gelo si sarà allontanata, a meno che non intervengano situazioni particolari (per esempio il foehn dalle Alpi o un flusso molto deciso di correnti sciroccali) che possano scalzare in modo repentino il cuscinetto gelido depositato al suolo.

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Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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