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Sarà veramente un'ondata di freddo e gelo storico?
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Se ci distacchiamo dalla pura osservazione dei modelli numerici, possiamo asserire che sussistono ancora dei dubbi sull'arrivo di freddo e gelo storico per tutta l'Italia.
Tutti gli elementi atmosferici sembrano ben incastonati per far sì che nei prossimi giorni, tra la fine di gennaio e gli inizi del mese di febbraio, sulla nostra Penisola e più in genere sul bacino centrale del Mediterraneo, si manifesti una pesante avvezione d'aria molto fredda e continentale, proveniente dalla lontana Russia. Molti modelli ci danno questo segnale, segnale che, come già annunciato in precedenti interventi, segna un cambiamento sostanziale ed importante sulla circolazione nel comparto europeo.
Tutto sembra perfetto ed idoneo per intense giornate di gelo al centro nord e relative nevicate, sempre su dette aree, a quote pianeggianti o medio/basse collinari 200/300 metri. (centro/sud peninsulare) e con probabile coinvolgimento, nella fase più cruenta del freddo, della nostra Capitale. Questa dovrebbe essere l'evoluzione media prevista dal più importante centro di calcolo europeo di Reading. Tuttavia non basta solo il determinismo dei modelli per sentenziare che si verificherà un'ondata di gelo "storica".
Se ci distacchiamo, solo per qualche istante, dalla pura osservazione dei modelli numerici, possiamo asserire che, al momento, sussistono ancora dei dubbi, più o meno forti, che tutto possa presentarsi in una soluzione leggermente discostante da quella sopra descritta. Nello specifico: l'aria molto fredda, d'origini artico continentali, stagnante sull'Europa centro orientale necessita/necessiterà di un potente attrattore, centro d'azione depressionaria, che riesca a convogliare tale nucleo gelido, in successivi impulsi, in direzione del Mediterraneo centrale. Ovviamente tale area di bassa pressione, che andrebbe a rinforzarsi grazie all'azione dei freddi nuclei d'aria in contrasto con il nostro mite mare, potrebbe creare delle situazioni depressionarie molto complesse e leggermente allargate, a forma d'occhiale, verso il Mediterraneo centro occidentale. Questa ipotetica seconda soluzione, favorirebbe l'instaurarsi di una pista preferenziale ove l'aria fredda anziché entrare dalla porta del Rodano, rimarrebbe intrappolata dall'orografia scivolando più in direzione della Francia e della Spagna centro occidentale. In questo caso si stravolgerebbe l'ipotesi deterministica ed il gelo intenso andrebbe a penalizzare essenzialmente le nostre regioni settentrionali ed i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo centro settentrionale, settore occidentale. Per quanto concerne la restante parte della nostra Penisola, regioni centro meridionali, fatta forse eccezione per la Sardegna, si troverebbero in condizioni di freddo meno intenso (gelo) e non tutte verrebbero coinvolte da precipitazioni nevose a quote medio basse o pianeggianti.
Questa osservazione è dovuta, in quanto la complessità del nostro clima, spesso per lo spostamento di qualche centinaia di chilometri di una bassa pressione, determinerebbe un cambio sostanziale rispetto ad una previsione "ideale" fatta esclusivamente sull'osservazione di un modello o più modelli numerici. Mancano ancora 2/3 giorni allo "start" e molte cose potrebbero assumere connotati e contorni diversi da quelli che sono stati attualmente da noi ipotizzati come certi.
Antonio Pallucca
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



