Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » Scienza per tutti »

Tempesta solare, quali influenze sui Modelli di previsione?

L'atmosfera terrestre è stata investita, negli ultimi giorni, dalla più forte tempesta solare degli ultimi 6 anni. La domanda che ci poniamo è la seguente: potrebbe aver avuto qualche influenza sui tentennamenti dei Modelli matematici di previsione?

immagine articolo 22415

Cominciamo col dire che sebbene sia stata definita la più intensa "Solar proton events" dal 2005 ad oggi, ha raggiunto il 2° gradino in una specifica scala che ne misura l'entità e che va da 1 a 5. Anzitutto spieghiamo di che si tratta. Autorevoli fonti scientifiche l'hanno definita come uno "tsunami" di particelle cariche positivamente (protoni) espulse dal sole e in grado di diffondersi nell'atmosfera terrestre.

Secondo la "NOAA Space Weather Scale for Solar Radiation Storms", gli effetti derivanti da una tempesta solare di moderata intensità (il 2° grado della scala appunto) sono i seguenti: a livello biologico i passeggeri e il personale di bordo di aerei in transito ad alta quota potrebbe essere esposti ad alti livelli di radiazioni. Più rari i casi in cui potrebbero manifestarsi difficoltà alle trasmissioni satellitari, mentre le comunicazioni radio nelle regioni Polari risulterebbero disturbate. Non a caso, nei giorni scorsi, molti dei voli con destinazione il Nord Europa sono stati annullati o dirottati verso altri Paesi.

A livello meteorologico, tuttavia, è interessante comprendere se vi possano essere delle ripercussioni a livello atmosferico. Alcuni di Voi sapranno che i Modelli, da giorni, indicano un'ondata di gelo di rilevante entità sull'Europa centro orientale e nel bacino del Mediterraneo. Eppure, nella giornata di ieri, abbiamo assistito ad improvvisi ribaltoni modellistici che hanno gettato nello sconforto i più accaniti amanti delle configurazioni invernali estreme.

Gli stravolgimento modellistici cominciarono mercoledì sera e proseguirono giovedì mattina. Ma fin dal pomeriggio, i Centri di Calcolo Matematici (che elaborano i Modelli di previsione) rivedevano il tutto e tornavano sui loro passi. Lecito, a questo punto, domandarsi se la tempesta solare possa aver avuto una qualche influenza nella lettura delle variabili atmosferiche. Va detto che esistono alcuni pubblicazioni scientifiche che trattano il problema, ma i risultati debbono essere presi con le pinze.

Dagli studi si apprende che gli effetti più significativi si hanno tra l'Artico Canadese e la Groenlandia. Le rilevazioni effettuate in eventi precedenti dimostrano un'intensificazione dell'attività ciclonica in quell'area. Per intenderci, laddove staziona il Ramo Canadese del Vortice Polare. Il processo si è manifestato con una diminuzione delle temperature troposferiche rilevate dalle stazioni ubicate alle quote più alte, con conseguente incremento delle vorticità potenziali.

Quanto espresso rappresenta un sunto dei risultati ottenuti dagli studi condotti, ma dal nostro punto di vista bastano e avanzano per dare una spiegazione al ribaltone modellistico visto ieri. Il concretizzarsi dell'ondata di gelo è legato alla tenuta del ponte anticiclonico in strutturazione tra l'Alta delle Azzorre e l'Alta Russo-Siberiana. Uno degli elementi che avrebbe potuto, e che potrebbe, inbirne la tenuta sarebbe la maggior ingerenza del Vortice Polare Canadese con conseguente accelerazione delle correnti zonali. Ed è quello che i più autorevoli Modelli mostravano in alcune delle loro uscite precedenti. Visioni ampiamente riviste nelle ultime ore e che portano a credere che l'influenza sulla circolazione atmosferica non sia così marcata come si ipotizzasse.

Ivan Gaddari

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina