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Timore di nuovi devastanti terremoti in Giappone: sarà il "Big One"?
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Dopo il sisma del marzo 2011, che ha scatenato la violentissima onda di tsunami e le conseguenze drammatiche per la centrale nucleare di Fukushima, il rischio di un grande terremoto nell'area di Tokio sarebbe più vicino secondo una ricerca condotta da un pool di esperti.
La famosa propagazione dell'onda di tsunami scatenata dal sisma al largo del nord-est del Giappone dell'11 marzo 2011. Questo terremoto, di magnitudo 9, avvicinerebbe l'ipotesi di un possibile forte sisma nei prossimi anni a Tokyo.
In un paese ancora profondamente scosso, quasi un anno dopo il terremoto dell'11 marzo, gli scienziati giapponesi hanno emesso una previsione tutt'altro che rassicurante: Tokyo sarà probabilmente il centro di un probabile forte sisma entro i prossimi quattro anni, a causa delle ripercussioni di quanto accaduto nello scorso anno. Questo studio è stato condotto dall'autorevole Istituto di ricerca sui terremoti della Tokyo University, prendendo in esame tutta l'attività della maggior parte delle 106 faglie più attive in Giappone, modificate dalla scossa di magnitudo 9, il massimo mai registrato sul paese.
Il sisma dello scorso anno non era però il temuto Big One, quello studiato da molti anni e che potrebbe sconvolgere più direttamente l'area di Tokyo: la ricerca individua nella parte meridionale dell'area metropolitana (la piana del Kanto) come il punto più a rischio. Le probabilità di un sisma di magnitudo 7 o superiore sarebbero pari al 70% entro i prossimi 4 anni, mentre viene dato come pressoché certo considerando un periodo più vasto (i prossimi 30 anni). Uno sconvolgimento alle faglie sarebbe già confermato dati degli ultimi mesi: i terremoti di magnitudo fra 3 e 6 si sono verificati alla media di 1,48 volte al giorno nell'area metropolitana della capitale dall'11 marzo fino al 31 dicembre, quasi 5 volte più che nelle misurazioni precedenti, con le zone "calde" a 60-70 km sotto la parte nord della baia di Tokyo.
L'attività sismica così sostenuta potrebbe continuare per un periodo lungo ed è ritenuto probabile che quindi nell'arco di pochi anni il rischio di un forte terremoto su Tokyo possa essere concreto. Un eventuale scossa di 7.3 gradi sotto la parte nord della baia di Tokyo è stato calcolato che potrebbe causare fino ad 11.000 vittime e distruggere circa 850.000 edifici. L'unico rimedio è quello di accelerare ulteriormente con le misure antisismiche, già molto avanzate. Dal punto di vista storico, l'area metropolitana e' stata colpita da una scossa di ottavo grado della scala Richter nel 1923, con la morte di oltre 100.000 persone: cinque scosse più deboli, ma serie, di magnitudo 7 si sono comunque avute nell'area nel corso degli ultimi 120 anni.
Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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