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La neve rispetterà il suo appuntamento?
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Ripartiamo laddove ci eravamo lasciati qualche giorno fa. Cosa ci prospetta il futuro nel comparto europeo e nello specifico sulla nostra Penisola?
Avevamo già descritto in una precedente occasione la possibilità di un fredda avvezione che dal 25 di questo mese avrebbe aperto la pista all'aria fredda e di matrice euro asiatica (anticiclone russo in progressiva espansione verso l'Europa balcanica e centrale). All'epoca tale visione era solamente un'ipotesi, ipotesi che oggi viene confermata, con forza, dalla maggior parte dei modelli di calcolo europei. Al momento non si segnalano particolari situazioni storiche di freddo estremo, quelle ormai restano solo antichi ricordi, ma decenti apporti di nuclei freddi, in successione, verso il Mediterraneo centro settentrionale. A questo punto la domanda dovrebbe trovare la sua giusta risposta e relativa : "La tanto attesa neve interesserà la nostra Penisola?"
Secondo una proiezione basata sull'osservazioni ed analisi di due più importanti Global Model europei, si dovrebbe assistere ad un graduale apporto di aria continentale con direzione ENE/WSW, che favorirebbe, verso il 28/29 del corrente mese il formarsi di una depressione nord africana o basso mediterranea molto allargata. Tale nucleo depressionario fungerebbe da catalizzatore alle correnti fredde balcaniche. Quello che supponiamo al momento è che l'evoluzione di detta bassa pressione possa disegnare "l'indice", a seconda della relativa collocazione, alle manifestazioni nevose principalmente al centro nord. Ovviamente le miti correnti, provenienti dal medio e basso Mediterraneo settore di sud est , andrebbero ad impattare con l'aria fredda già sopraggiunta sulla nostra Penisola, creando un sovrascorrimento di aria relativamente più temperata su detto cuscino d'aria con diverso gradiente termico. Solitamente le nevicate più importanti si ottengono per scorrimento d'aria dalle diverse qualità termiche e diversa umidità. Stanti alle attuali simulazioni deterministiche, vi sono ottime probabilità che la neve, all'incirca per le date succitate, possa coinvolgere ampiamente il settore padano e lasciare ai margini la restante parte della Penisola, regioni centro-settentrionali, ove le correnti sud orientali o grecali, innalzerebbero la quota neve portandola, mediamente, intorno ai 500/600 metri, mentre e localmente a quote più basse per il versante adriatico, 300/400 mt circa. Altra situazione dovrebbe verificarsi al centro sud peninsulare, ove una rotazione più netta delle correnti da SE causerebbe un repentino innalzamento della quota neve.
In ogni caso, le incertezze e i dubbi di chi osserva rimangono sempre in situazioni del genere. Mettiamo che la depressione sfugga un po' troppo a nord-nord ovest, si ipotizzerebbe una mancata previsione per la neve al settentrione e magari si andrebbe a concentrare, localizzandosi, più verso i settori centro-occidentali della Pianura Padana; mentre se tale situazione depressionaria rimanesse ben centrata, nella sua rotazione antioraria allargata, sulle regioni centrali peninsulari, il nord intero sarebbe sotto precipitazioni nevose e di conseguenza le regioni centrali solo a quote medio alte collinari. In aggiunta a queste considerazioni salienti, dovremmo anche tener conto dell'orografia che assume un'importanza determinate per deviare i freddi flussi pellicolari. Insomma questo primo e vero scorcio d'inverno ce lo giochiamo su veramente poche centinaia di km più a nord o più a sud rispetto ad una ipotizzabile collocazione della bassa pressione in questione. Quello che viene trasmesso ai lettori deve essere interpretato come una visione di massima, poiché le vere previsioni meteo, determinate e localizzate, si fanno in un range temporale che non supera mai i 3 giorni, oltre tale soglia si entra nelle interpretazioni di chi è in grado di leggere, oltre tale limite, le tendenze che forniscono i modelli di calcolo.
Antonio Pallucca
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



