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Alpi di confine, la storia si ripete: prevista nuova "abbuffata bianca"

Nuova neve pronta ad aggiungersi a tutti i versanti esteri già abbondantemente innevati. Le aree del confine italiano soggette allo sfondamento

Il sistema perturbato, pilotato da intense correnti nord-atlantiche, si sta adagiando sulle Alpi e innescherà un consistente peggioramento su tutti i versanti esteri e su alcune aree confinali, ove la neve riuscirà a sfondare, esaltata dal concomitante transito della corrente a getto in quota.

MALTEMPO DA SBARRAMENTO Un ammasso perturbato ha raggiunto con la parte più avanzata l'Italia, sopravanzando le Alpi per quel che concerne le frange nuvolose di tipo alto essenzialmente innocue. La parte più attiva a carattere freddo del fronte si sta addossando ai settori alpini più a nord, dove si sta per avviare una fase perturbata esaltata dall'effetto stau. La sostenuta ventilazione nord-occidentale, trovando l'ostacolo alpino, creerà i presupposti per forti precipitazioni dovuti al forzato sollevamento verso l'alto della massa d'aria.

La giornata peggiore sarà proprio quella di venerdì, con nuove abbondanti nevicate sui versanti svizzeri, su quelli occidentali austriaci e parte di quelli francesi: Le bufere di neve sfonderanno ancora una volta in modo più efficace sulla Val d'Aosta, con accumuli particolarmente ingenti (superiori ai 50-60 cm in 24 ore) ed i confini di ponente. Fra le altre zone interessante, per il Piemonte la neve cadrà in particolare sull'Alta Val di Susa e la Val d'Ossola, poi risulteranno coinvolte in Lombardia i confini delle Alpi Retiche e tutta la parte dell'Alto Adige.

Il graduale abbassamento termico, atteso nelle prossime 24 ore in montagna, porterà la neve a cadere a tratti fin verso i fondivalle. L'afflusso di correnti nord-occidentali, al seguito del transito della perturbazione, si protrarrà anche nel week-end e pertanto le nevicate, seppure meno abbondanti, seguiteranno ad interessare le zone di confine più esposte in particolare nella giornata di sabato. Nel complesso, la fase perturbata promette bene e sulle zone più esposte, specie oltreconfine, potrà cadere anche oltre un metro di neve fresca.

immagine 1 del capitolo  del reportage 22345

Le nevicate stimate per venerdì 20 gennaio, la giornata più perturbata per versanti esteri alpini e creste confinali. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

immagine 2 del capitolo  del reportage 22345

Le nevicate attese sabato 21 gennaio che continueranno a cadere, seppur meno intensamente, sui versanti nord-alpini, soggetti alle correnti fredde settentrionali. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

Come già accaduto spesso in quest'inverno, la traiettoria del sistema nuvoloso appare troppo orientale, a causa dell'ingombro opposto dall'anticiclone delle Azzorre poco più ad ovest, per penetrare in grande stile sul Mediterraneo Centrale e così l'intero sistema verrà deviato sul comparto balcanico. Le intense correnti nord-occidentali saranno proprio legate all'aspro gradiente barico fra l'anticiclone, con massimi prossimi all'Iberia, ed il minimo orografico che si genererà sottovento all'Arco Alpino e che tenderà rapidamente a scorrere verso l'Adriatico ed i Balcani. Per questo motivo il Nord Italia resterà ancora una volta a secco, così come tutti i versanti più a sud dell'Arco Alpino e Prealpino.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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