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Gelate, nebbie e neve chimica. Ma arriva aria temperata atlantica

Le correnti da ovest/sudovest stanno fluendo sul Mar Ligure e nel Tirreno Settentrionale, preannunciando un cambio di circolazione che vedrà affermarsi temporaneamente correnti più miti e umide atlantiche.

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Da nord sta per giungere un fronte perturbato preceduto da un incremento della ventilazione mite e umida atlantica. Le nubi si accresceranno sulle regioni Tirreniche, con piovaschi, e sulle Alpi di confine ove tornerà la neve. Fonte EumetSat 2012, rielaborazione grafica a cura della Redazione del Meteo Giornale.

Apparentemente lo scenario meteorologico è quello dei giorni prima: nebbie in Val Padana, forti ed estese gelate, qualche episodio di neve chimica e galaverna. Anche l'immagine satellitare, pur osservata attentamente, non è di grande aiuto. Eppure, analizzandola con la dovuta esperienza, si notano alcuni particolari estremamente interessanti. Anzitutto c'è una profonda area ciclonica, o Bassa Pressione, tra l'Islanda e il Regno Unito. Da essa trae origine un'enorme saccatura, che spinge il fronte perturbato a ridosso delle Alpi.

Le Alpi, considerando che la saccatura verrà da nord, rappresenteranno un baluardo insormontabile e si evince come le nubi siano in rapido incremento sui versanti esteri. Non a caso vengono segnalate le prime nevicate e col passare delle ore assisteremo ad un'accentuazione dei fenomeni. L'intensificazione coinciderà col rinforzo dei venti, che provenendo da Nordovest diventeranno rafficosi di foehn sui crinali e nelle valli esposte, propagandosi probabilmente sino alle pianure più settentrionali. Attenzione perché l'intensità, sulle creste e sui pendii, potrà risultare addirittura burrascosa o tempestosa.

Possiamo notare, tuttavia, come un po' di nubi alte e sfrangiate stiano riuscendo a fluire all'interno della Val Padana. Nubi non visibili a occhio nudo perché nebbie e foschie impediscono al cielo di mostrarsi. I banchi di nebbia si estendono dal Piemonte al Riminese e sino all'Anconetano. Lo si è detto ieri, lo ribadiamo oggi: sono segnalati episodi di neve chimica, causata dal ben noto Pm10 presente nell'aria.

Un qualcosa che non è possibile evidenziare attraverso l'immagine satellitare è la circolazione temperata Atlantica. I venti da ovest, o da sudovest e quindi di Libeccio, hanno raggiunto il Mar Ligure e l'alta Toscana provocando un incremento della nuvolosità a ridosso dei contrafforti marittimi. Nubi che saranno capaci di causare pioviggini o piovaschi. Nelle prossime ore, quando la ventilazione occidentale prenderà il sopravvento in tutta Italia, gli annuvolamenti interesseranno decisamente tutte le regioni Tirreniche e i piovaschi potrebbero riguardare anche le coste laziali, toscane, calabre e quelle sarde di ponente.

Ovviamente, data la provenienza dei venti, fluirà aria ben più mite che porterà su le temperature. Basterebbe guardare la Liguria per rendersi conto di cosa è in grado di fare l'azione Atlantica: attualmente, su Genova, abbiamo una temperatura 12 gradi. Ben superiore al resto d'Italia, ove invece persistono estese e forti gelate. Gelate che hanno riguardato anche città come Roma e Napoli, piuttosto che le numerose città ubicate in conche o valli. Le massime, comunque, sono attese in deciso e diffuso aumento. Le minime, la prossima note, avranno lo stesso andamento.

Ivan Gaddari

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