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Comunicati NOAA e Modelli nel "caos", cosa c'è di vero: solo una bufala?

Negli ambienti di discussione della Rete, frequentati dai meteo appassionati, si è diffusa la notizia che le mappe GFS ed ECMWF non fossero da considerare valide per errori di inizializzazione. A questo sarebbero dovuti i ribaltoni di previsione dell'ultimo periodo? Troppo facile forse...

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COLPO DI SCENA, GFS ed ECMWF CARTA STRACCIA? Tempi davvero difficili per i modelli matematici prodotti nei grandi centri di calcolo mondiali, non bastavano le difficoltà accusate nelle ultime settimane: il messaggio forte fatto passare in alcuni ambienti d'informazione meteorologica era quello che i due prestigiosi modelli di previsione stessero elaborando delle tendenze meteo completamente stravolte, se non proprio falsate. Le emissioni modellistiche tracciate ieri (e anche quelle dei giorni precedenti) non erano quindi da considerarsi valide: un'interpretazione probabilmente estrema, nata da un comunicato NOAA dove si faceva riferimento ad errori d'inizializzazione.

Quale migliore occasione per dare quindi la colpa ai modelli degli abbagli avuti nell'ultimo periodo e giustificare così i repentini cambi di tendenza che tutti i previsori hanno dovuto affrontare? Effettivamente la confusione dei modelli ha regnato sovrana finora, ma riteniamo che non siano questi errori di input ad aver stravolto determinate linee di tendenza, quanto piuttosto altri fattori. Sarebbe vantaggioso per noi sostenere il contrario, ma dopo accurate verifiche non ci sono prove di tutto ciò: bisogna anzitutto ammettere che gli errori d'inizializzazione sono del tutto normali per i centri di calcolo (basti pensare ai vari metar "sballati" dalle varie stazioni meteo dislocate nel mondo), ma la fase di assimilazione dati nei modelli è assai sofisticata e non si limita soltanto ad introdurre i dati atmosferici rilevati dalla strumentazione terrestre.

Gli ultimi comunicati NOAA, che hanno creato tutto l'equivoco (?), sono dei bollettini che illustrano delle semplici diagnosi (incentrate tra l'altro sul Nord America) sul comportamento dei modelli a fronte di alcuni errori di init e come questi possono quindi influenzare la previsione, fornendo un giudizio caso per caso. In sostanza, gli errori di inizializzazione sono ricorrenti e di fatto quasi sempre presenti. Sarebbe semmai eccezionale se i dati di partenza fossero completi e senza errori, perché vuol dire che la previsione meteo potrebbe avvicinarsi alla certezza, cosa da cui siamo ovviamente ben distanti. Ammettendo il fatto che alcune boe oceaniche avessero rilevato dati molto sballati come si è sentito dire, il loro impatto sarebbe probabilmente trascurabile, sempre che queste misurazioni siano effettivamente finite nel marasma dei complessi calcoli dei cervelloni, bypassando il controllo di qualità.

Per finire, si è quindi probabilmente creato un caso molto più grande di quello che è realmente. E' vero che i bollettini hanno evidenziato errori di init che hanno compromesso qualche dettaglio evolutivo sui GM (Global Model) anche nel brevissimo termine, ma tutto sembra rientrare nell'ordinaria amministrazione. Da qui a dire che i modelli non sono da considerarsi validi ce ne passa e non vi sono certo prove per giustificare la bassa predicibilità mostrata dalle mappe con questa presunta lacuna o errori pesanti in fase di partenza.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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