Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » Sotto la lente »

Cristalli di neve da nebbia, si è creato un caso: ulteriori delucidazioni
4 Commenti » Commenta

Per il terzo giorno consecutivo la neve chimica è tornata a colpire in alcune zone della Val Padana, dove il paesaggio ha assunto connotati polari, in gran parte da attribuire alla galaverna, fenomeno quest'ultimo diverso che accade normalmente con la nebbia e temperatura sottozero.

immagine articolo 22336

Paesaggio innevato di ieri a Sedriano, nel milanese, dove il deposito di "neve chimica" è stato davvero considerevole, fino a circa 5 centimetri. Scatto a cura di "pinpaul" (www.mtgforum.it)

Neve da nebbia o neve chimica, ma certamente non si tratta di "neve vera" come quella che normalmente cade dalle nubi. Gli episodi di questi ultimi giorni hanno creato sconcerto e dibattito, considerando che tanti mal sopportano che si debba parlare di neve chimica, termine coniato per descrivere come in questo processo entrano in gioco i nuclei di condensazione di alcune sostanze inquinanti: queste particelle, avendo una struttura cristallografica esagonale simile a quella del cristallo di neve, unendosi al vapor acqueo generano dei veri e propri fiocchi di neve che, svolazzando e aggregandosi fra loro, si depositano poi al suolo. La neve chimica è ben nota ed i primi episodi distinti sono stati osservati circa trent'anni fa e ora, rispetto agli anni passati, grazie alla Rete vi sono maggiori testimonianze attraverso video e foto.

La presenza d'inquinanti nell'atmosfera è ben nota nel catino padano per la sua conformazione e certamente questi episodi di neve cosiddetta chimica non rappresentano nulla d'allarmante in tal senso: non si tratta di un campanello d'allarme eccezionale. La concentrazione d'inquinanti può infatti essere molto superiore in una normale giornata nebbiosa come le tante che vi sono state nello scorso dicembre, pur senza che vi siano state queste particolari nevicate. Ricordiamo infatti che questo tipo di episodio è possibile solo in condizioni climatiche particolari, soprattutto in presenza di temperature abbondantemente sotto lo zero non solo in prossimità del suolo, ma anche negli strati immediatamente sovrastanti. Per quale motivo queste sostanze inquinanti sono le indiziate di questi episodi nevosi così singolari? Gli aerosol di derivazione industriale modificano la temperatura di cristallizzazione dell'acqua in atmosfera dai -15°C dell'acqua pura a valori superiori, che possono essere anche attorno ai -8/-10°C, valori che si sono misurati tutti questi giorni anche in pianura.

Da un certo punto di vista questi fiocchi di neve, che si formano con la combinazione di questi nuclei di "ghiacciamento" da rilascio industriale, rappresentano un fatto positivo nel fatto che contribuiscono in qualche modo a pulire l'aria, esattamente come avviene per le normali precipitazioni da nubi. D'altronde, anche nella formazione delle precipitazioni nella parte superiore dell'atmosfera (quelle quindi che nascono all'interno delle nubi) entrano in gioco le particelle più varie, comprese quindi quelle legate all'inquinamento industriale che non riguarda solo il suolo, anche se quando vi sono forti inversioni termiche (come nella fasi attuale) la concentrazione di polveri è molto elevata.

Effettivamente per i non addetti ai lavori è pressoché impossibile distinguere queste nevicate chimiche da quelle normali. L'impatto sul paesaggio è lo stesso ed in qualche caso, come è successo ieri, la neve caduta (senza il supporto delle nubi) può creare uno strato notevole, anche di qualche centimetro. La particolarità è quindi legata al fatto che queste nevicate non sono avvenute con la presenza di nubi: qualche lettore è persino arrivato a contestare questa tesi, come se la neve chimica fosse un qualcosa di escogitato per non ammettere l'eventuale errore previsionale. Vi possiamo assicurare che nubi non ce n'erano affatto e questi episodi nevosi sono stati del tutto localizzati e derivanti da quanto appena descritto, sia che la si voglia chiamare neve da nebbia o neve chimica.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina

Lascia un commento

(commento da 100 a 1000 caratteri)

I commenti dei lettori

lorenzo ha scritto il 19-01-2012 ore 10:11

anche a cremona si è verificato questo fenomeno con accumulo di quasi 2 cm nei pressi di una fabbrica . nel resto della zona solo galaverna . spero che questa situazione resti a lungo visto che quest'anno abbiamo avuto assenza di neve e poco freddo

Andrea ha scritto il 18-01-2012 ore 22:13

Buonasera. Anche qui nella pianura vicentina è arrivata la nebbia e con essa anche galaverna e neve chimica. Il paesaggio è fiabesco ed è bellisimo uscire di casa alla mattina e trovare tutto completamente imbiancato e poi finalmente anche di giorno le temperature restano sotto zero come dovrebbe essere nel mese più freddo...questo è anche un bell'esempio di quanto freddo può crearsi da sola la Pianura Padana! Spero continui così a lungo.

luca ha scritto il 18-01-2012 ore 20:13

anke nella mia zona ( lodigano\sud milano)capita il fenomeno della neve chimica anke se nn mai con ammucmli misurabili in cm ma solo con delle sploverate però si attacca su ogni cosa strate tetti macchine campagne !! sta mattina per esempio mi sono alzato e cè stato sto fenomeo nella notte perke cera un piccolo velo di bianco dappertutto strade comprese !
uffa ma la neve vera quandè ke si fara vedere almeno una nevicata in tutta la stagione!!

Alfredo Boracchini ha scritto il 18-01-2012 ore 18:35

confermo in pieno. nella zona di reggio emilia dove vivo (vicino c'è una centrale gas) quando si va vicino ai -5, si ha un bel centimetro di neve chimica su tutto (asfalto incluso). Spostandosi di 1km, solo brina (che non raggiunge 1 cm su asfalto). Nell'ultima settimana, il fenomeno si è verificato 2-3 volte.