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Influenza artica in graduale riduzione sotto la spinta dell'alta pressione

Anticiclone rimonta sull'Italia, dove si andrà a ridimensionare l'ondata di freddo giunta dai Balcani.

Riprende a guadagnare terreno l'anticiclone sull'Europa Centro-Occidentale, confinando sempre più ad est il lago d'aria gelida. Freddo da battere i denti anche in Italia, in quanto l'aria rigida ha avuto modo d'adagiarsi nei bassi strati: ma da ovest si approssimano sbuffi d'aria mite.

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Copyright © EUMETSAT 2012, rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale.

La colata d'aria fredda, scesa negli ultimi giorni, sul comparto balcanico-danubiano, ha avuto modo di propagarsi su quasi tutto il Continente, sfruttando il canale di scorrimento del bordo meridionale di quella struttura anticiclonica che, notevolmente ridimensionati, si era portata con i massimi barici sul Regno Unito. Ora lo scenario sta di nuovo cambiando e stiamo assistendo alla nuova espansione di un campo altopressorio, di matrice sub-tropicale oceanica, che è tornato ad abbracciare l'Europa Occidentale, ma gli effetti evidenti si percepiscono anche sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo.

La depressione perturbata, d'estrazione atlantica, che era penetrata sulla Penisola Iberica è affondata sul cuore dell'entroterra nord-africano lasciando così campo libero all'anticiclone. Inevitabilmente la saccatura colma d'aria gelida è costretta a retrocedere sull'Est Europeo, limitando così la sua influenza sull'Italia. Lo scenario meteo è così migliorato sia sulle regioni adriatiche, dove ieri era nevicato a quote basse, che sulle estreme regioni meridionali, dove era attiva un'area di confluenza fra le correnti balcaniche e quelle mediterranee.

Nel contempo, sono rimaste protagoniste le nebbie sulle pianure del Nord: l'aria stagnante ha dato manforte all'insistenza dei banchi nebbiosi, che hanno dato origine ad ulteriori fenomeni di galaverna e persino neve chimica, a causa dei nuclei di condensazione legati ad alcune sostanze inquinanti. Le temperature molto rigide, con punte minime in alcune zone della Val Padana, prossime ai -10°C, hanno consentito questo fenomeno, che ha generato accumuli di manto bianco localmente di qualche centimetro laddove questa precipitazione è stata più intensa. La neve chimica è venuta giù anche in alcune zone di Milano e le conseguenze al suolo sono state pari a quelle di una vera nevicata.

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Il paesaggio imbiancato da neve chimica a Sedriano. Fonte Centrometeolombardo.

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Tracce di neve: ecco come appariva questa mattina Teramo. Fonte www.meteoteramo.it

Le temperature sono rimaste piuttosto basse, in quanto l'aria fredda è pesante e tende a rimanere incollata al suolo. Per spodestare l'aria fredda servirà un ricambio d'aria e non la semplice rimonta di un campo anticiclonico. Sbuffi d'aria più mite non tarderanno ad arrivare dall'Atlantico e le frange nuvolose che hanno raggiunto la Gran Bretagna e la Francia sono il sintomo del progressivo cambio di circolazione.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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