Meteo Giornale » Archivio » Amarcord Meteo e Clima »
Da un eccesso all'altro: ecco la situazione degli USA un anno fa
- Leggi anche:
- Intrusione polare sul nord-est USA: "Shock termico" dopo i record di caldo

- USA tra i record di caldo del Midwest e le grandi nevicate dell'Alaska

Il clima davvero rovente simboleggia un inverno che stenta a manifestarsi anche negli Stati Uniti, anche se proprio ora la stagione fredda sembra dare segnali di vita. Tutta un'altra storia si viveva all'inizio del 2011, momento clou stagionale: i blizzard avevano davvero lasciato il segno.
Altezza del manto nevoso in pollici (inches) osservato lo scorso inverno, esattamente l'11 gennaio 2011: tutti gli stati, tranne la Florida, avevano a che fare con la neve. Sulle zone colorate in fucsia, l'altezza del manto nevoso supera il mezzo metro. Fonte wsi.com
Si salva solo l'Alaska, ma in tutto il resto degli Stati Uniti questo primo scorcio invernale è stato davvero notevolmente mite: le montagne della Sierra della California sono quasi prive di neve ed i laghi nel Michigan non si sono ancora congelati. E a proposito di neve, normalmente nel North Dakota in questo periodo quasi tutto il territorio risulta innevato ed invece in questi giorni addirittura il 99% del territorio appare privo di neve. Sono solo alcune delle stranezze climatiche di un inizio di gennaio che ha avuto una parvenza quasi primaverile, senza che nemmeno dicembre abbia mostrato un volto davvero invernale.
Appaiono davvero sconvolgenti le differenze con quello che era l'inverno di un anno fa, caratterizzato da continue tempeste di neve capaci di spingere anche sulle nazioni più meridionali degli Stati Uniti: in ben 49 dei 50 stati si aveva neve a terra e l'unica eccezione era rappresentata dalla Florida, ove il clima risultava ben più mite con ampi contrasti rispetto ai restanti territori, anche quelli poco più a nord. L'assedio del gelo non mollò la presa nemmeno nel seguito, tanto che si erano avuti dei veri e propri record nevosi a febbraio e marzo, mesi nei quali il grande inverno aveva invece tirato i remi in barca nel Continente Europa. Proprio per i grandi quantitativi di neve, la stagione del disgelo fu particolarmente lunga in primavera e fu la causa anche di alcuni episodi alluvionali, per lo straripamento dei grandi fiumi.
Fra i primari maggiormente degni di nota dello scorso inverno, a parte alcuni record di gelo, si ricorda il blizzard d'inizio febbraio a Chicago, che aveva scaricato la bellezza di 51 centimetri di neve (ben più del doppio della neve che in genere cade di norma nel corso di tutto il mese), facendo la storia su tutta l'area di Chicago in Illinois, piazzandosi al terzo posto tra le tempeste di neve più intense che si siano mai avute. A proposito delle montagne della Sierra, dove ora manca la neve, il totale stagionale dello scorso inverno, considerato nel suo insieme, era stato da record arrivando a ben 762 pollici: il record precedente risaliva al periodo 1994/1995, quando le precipitazioni nevose accumulate equivalsero a 662 pollici.
Si tratta di aree molto nevose dove la media delle precipitazioni nevose è pari a 400 pollici e questo significa che quest'anno la grande penuria di neve finora riscontrata assume dei contorni eccezionali ed al tempo stesso preoccupanti. Ci sarebbero modi e tempi per rimediare le sorti di un inverno molto sbiadito e di sicuro gli scossoni barici che si stanno verificando ad ampia scala sull'Emisfero Settentrionale hanno molte più probabilità di trascinare importanti ondate di gelo negli Stati Uniti piuttosto che nel Mediterraneo, a parità di latitudine.
Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



