Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » L'Opinione »

Briciole di neve e nulla più, quando si sta ai margini delle colate artiche
13 Commenti » Commenta

L'incapacità delle colate artiche di penetrare di forza sul Mediterraneo lascerà per il momento l'Italia in una sorta di limbo barico, un'indeterminatezza che di certo prolungherà l'agonia di una stagione iniziata molto male, ma che potrebbe cambiare volto da un momento all'altro.

immagine articolo 22285

Cresce l'attesa per una seconda parte d'inverno che potrebbe riservare forti emozioni, di sicuro maggiori di quelle avute finora, anche se a dire il vero basterebbe ben poco. Gli scenari meteorologici di cui vi stiamo riferendo questi giorni promettono ottime potenzialità per ipotesi maggiormente favorevoli al gelo sul lungo periodo, anche se in questa fase lo sguardo predittivo ai modelli matematici a distanza di oltre 7 giorni rappresenta un esercizio quasi inutile. Troppi i fattori in gioco, tra cui uno stratwarming (riscaldamento in stratosfera sul Polo Nord) che dovrebbe raggiungere il picco solo fra 7 giorni e le cui ripercussioni verso la troposfera saranno tutte da monitorare solamente nei giorni immediatamente successivi.

Chissà, magari il gelo, quello vero, riuscirà a sbarcare davvero prima o poi anche in Italia, ma il vero problema di questo scorcio invernale è un altro, principalmente legato all'assenza di nevicate significative: non vi è stato un solo evento anche in quelle città (pensiamo per esempio al Piemonte) dove di certo la neve non è un evento così raro, ma manca la neve anche in montagna. In quasi tutta Italia, parliamo delle montagne, anche laddove è presente la neve, siamo in genere ben al di sotto dei canoni tipici del periodo. Fanno eccezione solo quelle zone alpine maggiormente vicine ai confini, in quanto proprio i versanti esteri sono stati seppelliti da nevicate imponenti. E poi, a conferma di una stagione particolare, c'è più manto bianco nell'Etna piuttosto che in gran parte della località alpine.

La sofferenza da neve che non si degna di farsi vedere è particolarmente sentita al Nord Italia, rimasto intrappolato costantemente nella rete anticiclonica, il quale non gode da ormai troppo tempo di configurazioni particolari alla dama bianca. Il cuscinetto freddo, quello per cui si dovrebbero realizzare gran parte degli eventi nevosi ideali per la neve in Pianura Padana, sembra diventata una ricchezza superflua, un vantaggio completamente sprecato: mai sfruttato negli ultimi 12 mesi, con un digiuno da neve sempre più difficile da sopportare. E le cose non vanno poi così meglio in Appennino al Centro-Sud, nonostante la migliore esposizione alle fugaci ondate di freddo che hanno lambito soprattutto i versanti adriatici.

Troppo poca la neve caduta così a sprazzi e anche la nuova irruzione fredda prenderà l'Italia solo di striscio, ancora una volta sul lato orientale: se solo avesse preso delle traiettorie più favorevoli tuffandosi direttamente sul Mediterraneo, tutto il contesto sarebbe stato ben diverso. Dobbiamo prendere atto che sono le ciclogenesi mediterranee quelle capaci di portare tanta neve, magari non sempre a quote basse, ma di sicuro in abbondanza sui rilievi. E allora l'aria fredda non può certo continuare a solo lambirci marginalmente, serve un salto di qualità e la speranza in tal senso non può che essere proiettata alla terza decade del mese. Se la neve non si degnerà di farsi vedere in modo decente, a prescindere dal freddo che dovesse eventualmente riuscire ad arrivare, quest'inverno resterà in qualche modo con le ali tarpate.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina

Lascia un commento

(commento da 100 a 1000 caratteri)

I commenti dei lettori

Dario ha scritto il 13-01-2012 ore 20:16

Beh, caro Michele, qui a 44.6N e 11.4E i tuoi dati ce li sognamo:
2011 complessivi 287mm ma la cosa più straordinaria è il secondo semestre, con soli 87mm, sarei curioso di sapere quante altre zone d'Italia hanno dati simili.
Per adesso gennaio ricalca il trend, con 6mm, peraltro giunti pure inaspettati.
Giornate splendide, limpide e con tramonti mozzafiato. La natura d'inverno può essere bella anche senza neve.

Michele ha scritto il 13-01-2012 ore 08:20

Concordo pienamente con Nec, siamo tutti a discutere di neve e gelo ( che piacciono anche a me, beninteso) ma trascuriamo forse il fatto che quello che manca in realtà e la pioggia, e + in generale le perturbazioni.
Riporto, senza pretesa di rigore statistico, ma solo a titolo informativo, i dati relativi agli accumuli (in mm ovviamente) dinov-gen 2011 e 2010 relativi a Lat 45,88N Long 13,48E:
2010 gen=77 nov=323 dic=224
2011 gen=67 nov= 26 dic= 63
e a gen2012 siamo a 41
Saluti a tutti

Francescomattia L. ha scritto il 13-01-2012 ore 00:56

Bell'articolo! schietto e sincero..

Jonathan ha scritto il 13-01-2012 ore 00:31

A forza di speranze, prima o poi ci si sbaglia (o ci si azzecca nel peggiore dei casi)...se poi mi sbaglierò, amen come sempre, ma ad oggi i nevofili resteranno ancora un po' delusi ;)

Alberto ha scritto il 12-01-2012 ore 22:27

Articolo molto concretio e realistico questo purtroppo. La speranza ovviamente è sempre l'ultima a morire ma non dimentichiamoci che la stagione avanza ed i mesi in cui l'inverno può realisticamente esprimersi nel nostro caldo Mediterraneo sono propio pochi e stanno, giorno dopo giorno, scivolando via, fra tante speranze e costanti delusioni. Si parla di inverni caldi, E' vero, ma il guaio è la frequenza preoccupante con cui si ripetono. A testimonianza di questo vi è forse anche l'attenzione, l'attesa e la "trepidazione" che avvenimenti come quelli di questi giorni inducono anche qui al nord, dove invece dovrebbero essere in questi mesi un po' più, come dire, "di casa". Pare che la natura oramai faccia una fatica incredibile ad esprimere da noi le stagioni fredde.

blizzard ha scritto il 12-01-2012 ore 22:23

Io comunque su una cosa non sono proprio ; Che questo inverno sia peggio degli altri _negli ultimi diciamo ........................20 anni me ne ricordo, come si dice qui, una CIFRA;Ed e'proprio da qui che nasce il mio scetticismo _Non ho fatto altro da anni che sentire :"Gelo in arrivo NO troppo a d est /NO troppo a d ovest /NO troppo SUD NO troppo a nord..............LE Alpi hanno sventato la minaccia ..anzi NO erano gli Appennini ..Lo scirocco e'intervenuto su assist della lacuna iberica ..o era la laguna ?! No quella e'ghiacciata l'ultima volta troppo tempo fa ARGGGGGGGHH risultato finale 2 a 47 con espulsi BURAN E WEJKOFF (l'avevo detto che erano 2 bidoni ) La prox schiero Don Nicola dal primo minuto

nevone 85 ha scritto il 12-01-2012 ore 21:57

quanta tristezza mette sto articolo, io abito proprio in piemonte, pensare al 2009 e 2010 viene l' angoscia , quelli si che son stati due inverni con la I maiuscola, forti gelate, frequenti nevicate, nebbia, pioggia, vento, non era mancato niente ! questo purtoppo penso che non è l' inverno giusto, inverni caldi come questo sono rari ma possono cmq capitare ogni 5 o 6 anni, ricordo quello del 2001, poi quello del 2007( il peggiore) e infine questo del 2012 che difficilmente ormai si rimetterà in quadro, dobbiamo farcene una ragione, la primavera è alle porte !!

markus ha scritto il 12-01-2012 ore 21:51

Salve Sig. Meloni, se non arriveranno perturbazioni degne di nota (abbinate ad un contesto di freddo continentale), questo inverno sarà da ricordare come il MENO nevoso di tutti i tempi!!!!

Nec ha scritto il 12-01-2012 ore 20:49

direi che non solo si lamenta l'assenza di nevicate significative dove di solito la neve ama abitare ovviamente sulle montagne, ma soprattutto di pioggia nella pianura, dove la neve è solo un bel episodio. Nella zona a sud del Po da Modena al mare è siccità. Inoltre questo tardo autunno così prolungato ha fatto si che le piante hanno già le gemme schiuse: non hanno, come noi, sentito l'inverno e in virtù di ciò una colata gelida, auspicata oggi da tanti, sarebbe, credo, un grosso danno per le culture e per noi umani.

paolo giorgi ha scritto il 12-01-2012 ore 20:48

Finalmente un articolo che fa chiarezza e dice con realismo come stanno le cose. E,aggiungo ancora, che spegne sul nascere facili entusiasmi creatisi sin da ieri. Forse si poteva essere più realisti già da 24 ore anzichè fantasticare su scenari dalle bassissime probabilità di riuscita. E infatti ora parliamo di ipotetiche fasi invernali nella terza decade del mese. E sappiamo bene che poi febbraio sarà "inizio di primavera".......

MAX ha scritto il 12-01-2012 ore 20:31

La pagnotta se la mangiano sempre gli altri a noi solo le briciole!!! Cmq l'ho già detto in molti commenti è inutile aspettare l'inverno che non ci sarà. Scommettiamo in una bella sciroccata??

francesco ha scritto il 12-01-2012 ore 20:26

Egregio Sig. Meloni,
vorrei ringraziarLa per la Sua chiarezza, e analisi razionale che descrive nei termini corretti il momento metereologico che stiamo vivendo. FiNALMENTE un approcio razionale al problema.. ovvero l'evidenziazione che l'anomalia meterologica del momento che fa più notizia di tutti è l'assoluta mancanza di neve nelle alpi e prealpi. situazione drammatica con accumoli al suolo tendenti a zero fino a 1500metri. D'accordo arriverà anche il freddo..e le nuvole? ci vorrebbero due o tre perturbazioni di fila per raddrizzare la stagione.. manca la miccia.. speriamo bene cordialità

Blizzard ha scritto il 12-01-2012 ore 20:22

Adesso cominciamo a parlare chiaro_Aaspettiamo un altra settimana ...................poi un altra ..................poi un altra ....................poi un altra ..................a che mese siamo arrivati? AD APRILE !!! E che diamine mica pretenderete il gelo adesso che stanno per riaprire gli stabilimenti balneari;quest'anno contiamo di rimanere aperti fino all'Immacolata non vogliamo sentire storie !!!!!!!