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Gli effetti dei cambiamenti climatici: la Groenlandia

Quando un pezzo di 100 miglia quadrate - una superficie quattro volte più grande di Manhattan - si staccò dal ghiacciaio Groenlandese Petermann, nell'estate del 2010, gli scienziati sapevano che si trattava di un evento storico. E' il distacco più grande avvenuto nella regione artica negli ultimi 50 anni.

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Nell'ultimo anno gli scienziati erano stati in grado di valutarne l'entità attraverso la visione delle immagini satellitari. Almeno fino ad ora. Alcune spettacolari fotografie, rese disponibili soltanto nelle ultime settimane, offrono una nuova prospettiva: un raffronto tra l'Estate del 2009 e l'Estate del 2011, col quale si documenta il profondo cambiamento strutturale.

"Anche se sapevo cosa aspettarmi, avendo visto le immagini satellitari, non ero preparato a quanto è apparso davanti ai miei occhi nel momento in cui ho fatto la foto. Qualcosa che mi ha lasciato senza parole," ha dichiarato Alan Hubbard, lo scienziato della Aberystwyth University del Galles che ha effettuato lo scatto più recente. E le notizie, a quanto sembra, sono pessime. Hubbard sostiene che un altro pezzo del ghiacciaio, delle dimensioni di circa circa la metà del precedente, è pronta a staccarsi.

Jason Box, uno scienziato del Byrd Polar Research Center presso la Ohio State University e autore del precedente scatto del 2009, precisa che l'estate del 2010 è stata la più calda della storia climatica della Groenlandia, ovvero dal 1873 data di inizio delle rilevazioni. "Siamo testimoni di cambiamenti climatici improvvisi," continua Box. "Non è il futuro a preoccupare, è il presente".

Ivan Gaddari

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