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Quando verrà il freddo? Probabilmente lo so...
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Teoria tra il determinismo ed il probabilismo.
Osservando l'evoluzione futura, già descritta in precedenti editoriali, ove si inizia a percepire una probabile, quindi non certa, situazione molto fredda per la nostra Penisola, entriamo in crisi per dover spiegare in quali filosofie o scuole di pensiero, che riguardano lo studio di fenomeni atmosferici, si colloca una previsione.
Il concetto, strumento di partenza, è l'insieme delle griglie nelle quali viene suddivisa l'atmosfera e dalle quali si ricavano delle misurazioni che successivamente vengono rielaborate da sistemi di calcolo molto complessi ed espressi in algoritmi matematici (determinismo atmosferico). Questo segna e determina che, da un punto d'origine certo (osservazione ed analisi dei dati reali e misurati sulle varie parti del Globo), si possa calcolare, con una forbice d'errore più o meno ampia, l'evoluzione del tempo che farà nei prossimi giorni. Di conseguenza l'evoluzione caotica dell'atmosfera viene calcolata numericamente e poi tradotta in piste di tendenza o disegni sinottici. Chi osserva, successivamente, l'andamento del clima e la relativa evoluzione, si pone davanti ad un mare di incertezza che è il risultato di centinaia e centinai di calcoli, ognuno caratterizzato da soluzioni anche molto divergenti tra loro.
Questo è il primo passo alla successiva considerazione. Analizzati i dati elaborati matematicamente e riferiti ad uno stato di partenza, stato in cui versa l'atmosfera in un determinato momento, quale potrebbe essere la situazione/evoluzione, tra le mille prospettate, che sia in grado di soddisfare il principio del probabile?
Certamente dato per certo un riscaldamento stratosferico in sede polare ed ancora in atto, riscaldamento che dovrebbe riuscire a far collassare il Vortice Polare in aree ben più meridionali, possiamo attribuire alla reale verifica di tale fenomeno una media alta probabilità di accadimento. Perché medio/alta probabilità? Sicuramente lo SW (riscaldamento stratosferico) si è palesato in un periodo molto fertile e statisticamente il più freddo dell'inverno (terza decade del mese di gennaio). Di conseguenza perché non attribuire, aldilà dei calcoli numerici, una buona dose di probabilità che esso si verifichi? I due concetti non sono in netta antitesi, ma sono collegati tra loro poiché concorrono entrambi ad una visione futura meno caotica, ove la farfalla che esprime le varie tendenze, si presenta assolutamente più ordinata e di più facile comprensione. Mettiamo quindi a confronto, teoricamente, 100 emissioni numeriche, tutte determinate da un relativo calcolo matematico. Cento casi elaborati mostrano che 60 sono per una tendenza fredda, esempio, mentre i restanti 40 per una situazione non particolare e non divergente dalla normalità del clima o della sua tendenza media. Ecco che la probabilità di accadimento si mostra chiaramente a favore della prima tesi e solo marginalmente sfavorevole nella seconda. Considerando, quindi, il fenomeno (SW) realmente osservato, viene naturale puntare su un'evoluzione che rispetti sia il primo concetto e che tenga conto della probabilità d'accadimento del fenomeno stesso, concetto del probabile.
Antonio Pallucca
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



