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Tra sogno e realtà...

Possiamo considerare in via di conclusione una prima parte invernale che ha visto prevalere condizioni anticicloniche sull'Europa occidentale e il Vortice Polare sul nord Europa. Si cambierà registro e l'Inverno potrebbe rifarsi del tempo perso.

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Ecco come appare, secondo il Centro di Calcolo Europeo ECMWF, il Vortice Polare il prossimo 14 Gennaio. Evidente, alla quota dei 100 hPa, la ricollocazione dei due lobi: uno sulla Russia, l'altro tra Canada e Groenlandia.

C'è chi sostiene che se a Dicembre e Gennaio non fa freddo, anche Febbraio e Marzo lasceranno l'Inverno ai margini dell'Italia. Affermazione che riteniamo quanto mai azzardata, se non addirittura scorretta. Basterebbe prendersi la briga di spulciare i vari archivi modellistici per rendersi conto che molti degli episodi considerati "storici" ebbero luogo nella seconda metà di Gennaio o addirittura a Febbraio.

Con tale assunto non intendiamo dire che necessariamente accadrà qualcosa di grosso, ma che l'Inverno potrebbe mostrare il suo vero volto nella seconda metà stagionale. Partiamo dalla realtà dei fatti. E' innegabile che il Vortice Polare, dopo aver dominato la scena in lungo e in largo, sia sotto assedio. Le pulsioni d'aria calda, nel Pacifico, si sono mosse dall'alta atmosfera verso i piani bassi e sono la causa principale della destabilizzazione della "trottola impazzita".

La prossima settimana assisteremo ad una sostanziale modifica del Vortice, che sarà costretto a scompattarsi e ricollocare i due lobi principali: uno sull'Artico Canadese, l'altro sulla Russia. Entrambi avranno una loro importanza, ma diciamo che il secondo - che farà piombare al gelo molti Paesi dell'Europa orientale - contribuirà a far sì che masse d'aria gelida stratifichino al suolo creando condizioni favorevoli alla formazione di anticicloni dinamici o addirittura termici.

In prima istanza avremo un tentativo di blocco indotto dall'elevazione dell'Alta Pressione delle Azzorre verso il Polo. Gli verrà incontro la struttura altopressoria Scandinava, così da favorire l'espansione a sud del nucleo gelido. A questo punto entrerà in ballo il lobo Canadese, che potrebbe interrompere il connubio altopressorio inibendo di fatto eventuali flussi gelidi continentali verso l'Italia.

E siamo al sogno. La presenza di una massa gelida persistente, peraltro coadiuvata dalla probabile espansione dell'Anticiclone Russo verso ovest, è un elemento da tenerer seriamente in considerazione. Entro fine mese, infatti, un nuovo flusso di calore potrebbe destabilizzare ulteriormente la struttura ciclonica polare, tanto da non escludere una sua completa divisione.

Ma anche qualora non dovesse avvenire la totale separazione dei lobi, ci troveremo dinanzi ad un Vortice Polare allo sbando e pronto a sparare palle gelide sull'Europa. Tra l'altro, un parametro essenziale ai fini evolutivi sono le correnti d'alta quota, che stanno divenendo antizonali anche in stratosfera ovvero con direttrice est-ovest.

Per chi non ha dimestichezza in materia significa che eventuali retrogressioni gelide diverranno plausibili. Infine, riteniamo probabile la strutturazione di un blocco anticiclonico atlantico più ficcante e duraturo. Il tutto avverrebbe tra l'ultima settimana di Gennaio e i primi giorni di Febbraio.

Da qui, il sogno. L'Inverno, se tutti i tasselli si incastrassero a dovere, potrebbe diventare cattivo ed alcune zone d'Europa rischierebbero di vivere un evento da ricordare. L'Italia, affinché possa rientrare nei giochi, dovrà attendere le sorti dei primi imprescindibili movimenti barici. Ciò vuol dire che sognare è lecito...

Ivan Gaddari

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