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Vortice Polare troppo compatto: all'Italia solo le briciole dell'Inverno
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Expert

Il nuovo anno si aprirà sempre sotto la spinta di correnti miti occidentali, legate all'anticiclone delle Azzorre. Si avranno, è vero, almeno un paio di irruzioni perturbate, ma sempre tali da sfiorare solo l'Italia. Probabile fase fredda, forse prolungata, a partire dall'Epifania.

immagine articolo 22191

Nella ECMWF MTG valida per il 7 gennaio, vediamo il vortice collocato tra il Basso Adriatico e l'Egeo mulinare aria fredda sul nostro paese, e portare nevicate sull'Appennino centro-meridionale. Fonte: www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

Dicembre 2011 si chiude stancamente con una veloce onda nord-atlantica che ha riempito di neve i versanti transalpini, ma come al solito ha solo sfiorato quelli italiani, a parte le aree più prossime ai confini e la consueta Valle d'Aosta. Le temperature si mantengono non troppo fredde, a parte le solite inversioni termiche. L'inverno, come avevamo già scritto nel precedente editoriale, è iniziato certamente il 18 dicembre e non si può assolutamente parlare di assenza, ma fino ad ora ha mostrato la sua maschera anonima e incolore.

Le ragioni vanno individuate in un vortice polare potentissimo, che non permette se non a deboli saccature di invadere i territori europei. In altre parole, AO molto positiva. Che la colpa sia da attribuire alla Niña che si fa sempre più forte? O alla stratosfera spesso più fredda del normale? Difficile dirlo: quando si tratta di teleconnessioni si entra in un territorio insidioso, spesso chiaro solo a posteriori.

Dopo un Capodanno sostanzialmente stabile e soleggiato, spesso anche mite, giungerà tra il 2 ed il 3 gennaio una perturbazione più organizzata che avrà il merito di portare nevicate più copiose sulle nostre Alpi, anche se a quote medio-alte, almeno ai suoi esordi, sopra ai 1.000 metri. Nevicherà anche sull'Appennino centro-settentrionale, ma solo oltre i 1.500 metri. Altrove, soprattutto al Centro-Nord, sarà ancora tempo di pioggia, di stampo più tardo-autunnale che invernale.

Già dal 4 gennaio il tempo si rimetterà, grazie alla solita spinta azzorriana, le temperature torneranno a salire oltre le medie e si vivrà ancora questo inverno incolore per almeno un paio di giorni. Intorno all'Epifania, come avevamo già preannunciato nei precedenti editoriali, una saccatura artica si staccherà dal vortice polare all'altezza della Scandinavia e, supportata da una certa elevazione dell'azzorriano, scivolerà verso sud in direzione dei Balcani, come è ben rappresentato dalla ECMWF MTG.

Ancora una volta l'Italia sarà solo sfiorata dall'irruzione artica, e ancora una volta il target sarà la penisola balcanica. Secondo le ECMWF si potrebbe formare tra il Basso Adriatico e l'Egeo un vortice particolarmente profondo nei giorni successivi al 6 gennaio, in grado di mulinare aria fredda sul nostro paese, per lo più secca al Nord, mentre sui versanti adriatici centro-meridionali avrà curvatura ciclonica. In sostanza si potranno avere piogge sulle coste e nevicate a quote relativamente basse sull'Appennino centro-meridionale, soprattutto nel versante orientale. Tale fase fredda potrebbe protrarsi per un paio di giorni, come vogliono le GFS, oppure prolungarsi per più giorni, come sostengono le ECMWF.

In definitiva siamo ancora alla ricerca dell'inverno vero, dell'irruzione gelida e nevosa che possa accontentare i numerosi appassionati del freddo e della neve italiani e di garantire alle nostre montagne quell'innevamento essenziale per rimpinguare le falde acquifere in vista della stagione calda. La stagione è ancora lunga e il sogno di "lei" non è finito.

Auguri di Buon Anno a tutti i lettori del MTG.

Aldo Meschiari - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I commenti dei lettori

simone ha scritto il 05-01-2012 ore 10:35

messaggio rivolto verso ai non amanti della neve:è inutile che continuate a dire che ormai x l'inverno è finita, solo perchè vi piace il caldo, dite che i metereologici hanno sbagliato,se arrivasse tanto freddo lo dovete accettare,io sono un freddofilo e non mi piace il caldo però nei mesi giugno,luglio,agosto quando è 40 gradi l'accetto,quindi basta dire che i metereologhi hanno torto,se hanno detto che arriva l'inverno prima o poi lo dovete accettare. Mi scuso per la scrittura,ho 15 anni e ho 5 a italiano.CIAO A TUTTI SOPRATTUTTO AGLI AMANTI DEL FREDDO E LA NEVE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Flavio ha scritto il 02-01-2012 ore 11:52

PS: carte orrende, stamattina.

L'ennesimo ripensamento dei modelli ci ripropone il vortice polare in rinforzo spaventoso, e struttura anticiclonica russa travolta miseramente. Ripensamento collettivo, questa volta: sia ECMWF che GFS sono andati a braccetto nell'illuderci e nel farci una pernacchia il giorno dopo...

Se perdiamo anche questa occasione diventa sempre più dura sperare in una svolta.

Flavio ha scritto il 02-01-2012 ore 11:48

Eh Luca, che dire?..

La mia modesta opinione è che stiamo a discutere di variazioni insignificanti (2 - 3 decimi di grado su scale decennali) e qualcuno pretende di estrapolare linearmente ad un secolo quello che è successo negli ultimi 10 o 20 anni. Questa non è scienza: è circonvenzione di incapaci, è malafede, è inversione di ogni principio del metodo scientifico. Anche sui ghiacci polari si fa il medesimo esercizio, visto che dati sulla loro estensione sono disponibili da ben poco tempo.

Personalmente sono convinto che l'effetto serra non esista. La temperatura si è innalzata su tutti i pianeti del sistema solare negli ultimi decenni, quindi è una conseguenza dell'attivià solare. Punto e basta.

Chiunque possieda anche il minimo rudimento di termodinamica saprebbe che all'aumentare della temperatura aumenta la concentrazione di CO2 in atmosfera. Quindi qualcuno, in malafede, confonde la causa con l'effetto.

Luca ha scritto il 02-01-2012 ore 00:11

Oppure perché non citare i prestigiosi istituti del nostro vecchio continente?:

http://arctic-roos.org/observations/satellite-data/sea-ice

Perché fanno vedere meglio la verità?

Riguardo ai ghiacci continentali antartici (quelli marini è pacifico che siano in costante incremento), invito a dare un'occhiata (in realtà non si vedono più) a quelle basi dismesse (tra cui una americana) ormai totalmente ricoperte dai ghiacci in pochi decenni. Segno evidente che il Plateao Antartico (in realtà, secondo recentissimi studi e scoperte, non più un Plateau), incrementa il proprio spessore di ghiaccio di decine di metri al decennio (e non potrebbe essere altrimenti, vista la media delle temperature). Ma vogliamo citare i recenti record di freddo antartici (oltre a quelli di caldo)? Vogliamo parlare di paleoclimatologia e dei periodi in cui ghiacci non c'erano?

Luca ha scritto il 02-01-2012 ore 00:09

Caro Flavio, ciò che più fa sorridere è che prima si dice che questo periodo di NAM + e AO +++ non ha fatto bene ai ghiacci artici (immensa bugia) e poi, per avallare il tutto (e per "impressionare" i meno addetti ai lavori), si riportano grafici (a tutti arcinoti) che mostrano un andamento che contempla periodi di NAM - e AO - - (!). Non ci si accorge, nemmeno, che proprio quei grafici puntano ora alla media (ovvero in questo periodo di straordinaria forza del VP). Perché mai, poi, non riportare questo link del medesimo ente?:

http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/N_daily_extent_hires.png

Forse perché conferma ciò che sosteniamo entrambi?

Flavio ha scritto il 01-01-2012 ore 18:56

Confermo quanto detto da Luca: la crisi della banchisa è solo sul settore europeo (dove per altro il deficit sulla novaja zemlja ormai ha assunto caratteristiche di permanenza negli ultimi anni).

La notiziona è che ABBIAMO QUASI RAGGIUNTO LA MEDIA 1979-2000! La deviazione standard è quasi raggiunta, e questo è clamoroso, visto che siamo solo a fine anno. In particolare, c'è un eccesso di ghiacci sul settore orientale russo, e il settore groenlandese - hudson è in ripresa clamorosa rispetto all'anno scorso.

Vediamo se reading conferma la nascita dell'orso. E' questa la variabile fondamentale per dare una scossa all'inverno. Il run delle 00 è ottimo, vediamo quello delle 12...

E buon anno a tutti!

nemboluto ha scritto il 01-01-2012 ore 15:38

Per quel che riguarda lo stato della banchisa artica a dicembre (e a chi dice balle o meno) invito tutti a scaricare queste due immagini: (la prima riferita alla media stagionale 79-2000) e l'altra comparata con gli anni precedenti. L'idea della situazione ve la fate da soli. (e chi vede una "forte ripresa" (!!) a dicembre -ripeto a dicembre- faccia un fischio!)

nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/N_stddev_timeseries.png

nsidc.org/images/arcticseaicenews/20111205_Figure2.png

Un'ultima cosa: sbagliatissimo paragonare la banchisa artica a quella antartica, la seconda e' stagionale e nell'estate australe si scioglie quasi completamente per cui il suo andamente e' prettamente stagionale. (da quelle parti molto piu' importante verificare lo stato dei ghiacciai antartici, quelli si' non stagionali... e la situazione non depone gran che bene visti i recenti record di temperatura massima assoluti appena registrati e corretamente riportati anche da questo sito)

Luca ha scritto il 01-01-2012 ore 12:48

La banchisa artica è in forte ripresa e l'unico settore in deficit, sostanzialmente, è quello europeo. Dunque mente chi dice che non vi è stato alcun consolidamento. Gli anni scorsi l'anomalia era molto più diffusa e generalizzata e non mi stupirei se, intorno ai mesi di marzo e di aprile, l'artico dovesse addirittura andare in surplus. I ghiacci marini antartici, invece, continuano il loro trend positivo nel silenzio di chi prospetta un effetto serra stile Venere, con temperature che farebbero impallidire quelle dell'eemiano (quando pure l'uomo non avrebbe dovuto influire sul clima tropicale europeo). Intanto sono buone le prospettive dei modelli sul medio-lungo periodo.

michele ha scritto il 01-01-2012 ore 12:07

Pienamente d'accordo con il sig.Alderico Pedestrozzi dalla seconda decade di gennaio arriva il vero INVERNO!!!!!

nemboluto ha scritto il 01-01-2012 ore 03:09

Si sa che un vortice polare compatto non favorisce l'inverno qui da noi a e dicembre ha dominato proprio questa configurazione. Pero' questo fatto e' normale e puo' capitare.
La cosa strana sta nel fatto che cio' avrebbe dovuto almeno favorire il cosolidamento della banchisa artica, reduce da un'estate disastrosa (a settembre c'e' stato il secondo minimo di sempre). Invece questo consolidamento a dicembre non c'e' stato, siamo abbondantemente sotto media e a livello del 2007 (anno orribilis per l'artico), anche se un po' sopra al 2010, (ma allora si sa, il freddo si riverso' in europa). Insomma da quelle parti il clima sta cambiando ancora piu' rapidamente che da noi e se pensiamo che la' c'e' il motore del freddo invernale (e ancor di piu' del fresco estivo), per i freddofili (come me) le cose si stanno mettendo irrimediabilmente male. Beh, consoliamoci... se non altro risparmieremo sul riscaldamento (sempre piu' caro)... buon anno a tutti.

Alderico Pedestrozzi ha scritto il 31-12-2011 ore 21:38

Per gennaio arriverà un'ondata di gelo stile 1956 o 1985, non tanto per l'Epifania quanto nella seconda decade di gennaio. Ne vedremo delle belle, signori miei. Auguri a tutti!

campania-ovest monti picentini ha scritto il 31-12-2011 ore 19:25

inverno incolore?qui da me non è affatto vero le montagne oltre i mille metri sono ammantate da neve con neve che cade quasi tutti i giorni da poco oltre meta dicembre(anche stamane è scesa fino a 700 metri,nonostante non era prevista)e ogni tanto,quando arrivano i venti da nord,la neve è arrivata fino a 400 metri qui da me...è accaduto piu di una volta in sto dicembre!!!certo non ci sono state nevicate eccezzionali a ste quote,pero è inverno!!!in quei pochi giorni di alta pressione della terza decade di dicembre la mattina mi svegliavo in un mare di brina...SE NON è INVERNO QUESTO!!!

coscap ha scritto il 31-12-2011 ore 19:25

Grazie e tanti auguri anche a lei sig. Gaudino! Cordiali saluti e che questo sia un anno migliore!

Flavio ha scritto il 31-12-2011 ore 17:09

Una nota di speranza: l'anticiclone sulla Karelia (che finalmente farà congelare il mare di Kara) potrebbe essere l'elemento che spariglia le carte. Se da anticiclone termico riuscirà a sviluppare anche una componente dinamica, allora potrebbe opporsi seriamente al treno perturbato zonale che da Terranova a Capo Nord scorre indisturbato da un anno a questa parte.

Se il disegno si realizzasse, lo stivale resterebbe sguarnito ad est, e sebbene gelo e neve andrebbero a premiare adriatico e sud, il nord avrebbe finalmente la sua dose di gelo polare.

Per le precipitazioni sull NW, per adesso non ci sono le condizioni. Servirebbe un blocco anticiclonico groenlandese con sbilanciamento verso nord e sprofondamento del VP nel mediterraneo occidentale. Vediamo cosa succede. Si cominciano a vedere timidi segnali di cambiamento. Speriamo bene...

berto162 ha scritto il 31-12-2011 ore 16:57

Qualcuno ha ipotizzato: ma con questo VP così compatto, chissà che benefici per la calotta artica... Peccato che fra quattro mesi (ma anche prima) si ricomincerà a parlare di 'Artico in sofferenza... ai minimi termini...' eccetera (e anche l'Antartico, a dispetto degli ottimismi inutili, ha registrato l'estate più calda di sempre al Polo Sud). Nel settembre 2012 avremo un ennesimo minimo storico dell'estensione? Sì, ma solo fino al 2013.
Dubbio profano: ma il male del pianeta viene da nord o, come sempre, dall'altra parte? Un caldo '13 a tutti.