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Inizia la grande attesa: situazione intricata, la reazione del Mediterraneo
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Penetrazione artica in grande stile, il Mediterraneo forgerà una depressione che rallenterà e prolungherà gli strascichi di freddo ed instabilità, specie al Sud

Non è facile sbrogliare la matassa sull'evoluzione nei dettagli che accompagnerà la colata artica nel week-end. Sarà il primo assaggio invernale della stagione ed il mare esalterà i contrasti che verranno in essere dallo scontro che vedrà fronteggiarsi l'aria fredda rispetto a quella più mite.

Ormai siamo ad un passo dal cambiamento tanto atteso per i numerosi lettori che amano il freddo e la neve. L'inverno si degnerà finalmente di strizzare l'occhio verso l'Italia, col benestare dell'anticiclone che finalmente si è messo in disparte (ma fino a quando durerà?) sull'Atlantico, effettuando una prima elevazione verso nord utilissima per far rallentare il vortice polare e permettere così l'imminente penetrazione di un'ondulazione (saccatura) di matrice artica alle nostre latitudini.

La diminuzione termica sarà consistente, pur non trattandosi di un'irruzione artica d'entità così notevole: il raffreddamento si sentirà comunque parecchio (nell'ordine in media degli 8-10 gradi), in quanto l'attuale punto di partenza è contrassegnato da una fase mite con temperature oltre la norma. L'interesse maggiore, si concentra sulle aspettative dei fenomeni ed in questo caso specifico sulle possibili nevicate e la quota di riferimento: non è mai facile una previsione precisa, in quanto l'incognita principale è soprattutto legata alla reazione del Mediterraneo di fronte a questo travaso d'aria fredda dalle alte latitudini che andrà a contrastare non solo con l'aria pre-esistente, ma anche con le acque del mare ancora tiepide.

Si potrebbero facilmente avere sorprese, anche se in linea di massima in queste dinamiche fredde prettamente meridiane saranno le regioni centro-meridionali quelle più esposte a veder fruttare maggiormente i contrasti instabili. Questo accade quasi sempre in questo tipo d'irruzioni fredde, salvo scossoni al momento improponibili perché difficilmente assisteremo a mutamenti di rilievo dello schema barico generale. I dettagli, su cui saremo più chiari nei prossimi giorni, sono invece dipendenti da posizionamento ed approfondimento di minimi barici al suolo, fattori su cui gioca un ruolo importantissimo l'orografia del territorio e la solita difficoltà dell'aria fredda di penetrare direttamente sul Mediterraneo.

immagine 1 del capitolo  del reportage 22074

Mappa incentrata su lunedì 19 dicembre, quando la depressione si potrebbe approfondire sull'Adriatico Meridionale, innescata dagli impulsi freddi richiamati in ambito mediterraneo. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

immagine 2 del capitolo  del reportage 22074

Le nevicate stimate dal modello MTG-LAM per lunedì 19 dicembre: come possiamo notare, molte aree della dorsale centro-meridionale appenninica vedranno neve, anche a quote localmente medio-basse. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

Il Nord sarà quindi in genere al riparo, sotto una prevalenza di cielo sgombro da nubi determinando dagli effetti favonici dei venti settentrionali costretti a scollinare l'Arco Alpino. La variabilità sarà invece dominante sul resto d'Italia con maggiori spazi di sereno sui versanti tirrenici, ma va posta l'attenzione sul minimo barico che dovrebbe scavarsi fra domenica e lunedì quando andrà ad approfondirsi e dirigersi verso il Basso Adriatico. In questa fase si potrebbero attendere le nevicate a quote più basse sui versanti centrali adriatici (anche media-bassa collina), mentre le maggiori turbolenze instabili riguarderanno tutto il Sud e la Sicilia, ma con limiti delle nevicate a quote un po' più alte (circa 600-800 metri).

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I commenti dei lettori

berto162 ha scritto il 16-12-2011 ore 14:48

Qualcuno ricorda il febbraio del '90? Una (brevissima) nevicata e poi la ricaduta. +25° in val padana, Torino più calda del Cairo...

La settimana prossima? Saluti

Redazione MeteoGiornale ha scritto il 16-12-2011 ore 09:38

@andrea: sì, gli avvisi sono stati diramati

andrea ha scritto il 16-12-2011 ore 09:24

Gli allarmi come si deve ,visto che parliamo di "venti tempestosi " e maregg. su coste esposte, possib. caduta d'alberi etc., quindi incolumita' pubblica, son stati diramati?
O facciamo davvero sempre gli arlecchini e poi contiamo danni come per le alluvioni, saremmo proprio un balzello a quel punto..poi si vedra' se andiamo al freddo o al tropico ma mi pare piu' importante cio', sia per il recente passato, sia per il fatto che dopo un autunno cosi' su di media, vi siano concrete possibilita' d'eventi violenti.

Vale ha scritto il 16-12-2011 ore 01:40

Quanto durerà? 48 ore! Anticiclone in spanciamento verso l'Italia e ripristino di condizioni stabili almeno fino a Capodanno.

emanuele scrivano ha scritto il 15-12-2011 ore 22:57

Penso che la quota neve al sud sara' tra i 6/800 metri solo sulla sicilia sud occidentale......citta' come benvento,matera,cosenza da lunedi pomeriggio e fino alla tarda mattinata di mercoledi........rischiano di vedere la loro prima neve!!!..........ed e' un rischio che ci piace.......tanto da non dormire.... Dai che menca poco all'evento!!vai centro/sud!!

maurizio ha scritto il 15-12-2011 ore 22:51

buona sera Meloni, sono di Lucca,vorrei sapere come mai fino ad alcuni giorni fa diceva che si sarebbe formato un minimo tra ligure e alto tirreno, in questo tipo di incursione artica, mentre ora questa possibilita' e' svanita! ma cosa doveva accadere per formarsi un minimo sull'alto tirreno come l'anno scorso di questi tempi? a me sembrava fosse simile la configurazione!!! gradirei la sua risposta, grazie!!

Denis ha scritto il 15-12-2011 ore 22:19

Qui al nord est c'è poco da fare..per nevicate copiose si deve prima formare un cuscinetto freddo bello forte e poi perturbazioni atlantiche a go go..ma non troppo scirocco..

Mauro Meloni ha scritto il 15-12-2011 ore 21:53

@Salvatore: Considerando che si tratta di un'irruzione artico-marittima, più che il mare saranno le Alpi a smorzare leggermente l'entità dell'irruzione fredda. In effetti avvicinandoci all'evento notiamo le termiche leggermente limitate verso l'alto ma proprio di poco, cosa che accade spesso in queste situazioni. Sul brevissimo termine i modelli riescono infatti ad essere più precisi e performanti nel considerare i fattori orografici.

Max - Castel San Giovanni (Pc) ha scritto il 15-12-2011 ore 21:50

Buonasera, ci sarà tanta attesa, ma qui al nord ci sarà poco da attendere...si è vero, farà un po' freddo di notte, ma il tempo sarà bello e asciutto (tanto per cambiare , qui nella mia zona non piove in maniera significativa da quasi 40 gg)..e nel giro di 3/4 giorni svanirà tutto e le temperature aumenteranno notevolmente....ma la cosa più grave è che non si può sperare in nulla di buono neanke per i prox mesi...non ci sarà inverno, non ci sarà neve....bisogna rassegnarsi e aspettare la primavera, sperando che almeno piova...saluti

Salvatore ha scritto il 15-12-2011 ore 21:08

Egregio Sig. Meloni,
Lei scrive che le nevicate, la relativa quota ed in linea generale il conseguente abbassamento delle temperature, dipendono da come reagirà il Mediterraneo, allora volevo sapere se appunto il Mediterraneo possa in qualche modo smorzare l'entità della colata gelida, visto che è ancora tiepido e le temperature non certo consone al periodo, oppure pensa che la colata sia così gelida da cambiare completamente le carte in tavola, se cosi non fosse penso che invece di avere nevicate avremo solo forti temporali causati dal contrasto termico. Grazie saluti

Rex_R ha scritto il 15-12-2011 ore 20:58

Per la neve in centro adriatico dove deve formarsi il minimo? Grazie

Giulio ha scritto il 15-12-2011 ore 20:49

Quindi per noi Veneti niente insomma di chè...voglio freddo e neve!!