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Svolta invernale ormai assodata, preceduta da una depressione burrascosa

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Maltempo e venti furiosi venerdì, a seguito della nascita di una bassa pressione a cui farà seguito l'irruzione artica

Prima del tracollo termico, transiterà una vigorosa perturbazione che innescherà una ciclogenesi in rapida evoluzione dal Mar Ligure verso il mar Adriatico. L'elevatissimo gradiente barico piloterà la potente burrasca di Libeccio, che anticiperà l'ingresso dei venti più freddi settentrionali.

L'aria fredda artica, per sbarcare sul Mediterraneo, ha bisogno di alcuni tasselli che dovranno modificare la loro attuale posizione: il più importante sarà legato allo sbilanciamento verso nord dell'anticiclone sul Vicino Atlantico, che avrà così modo di favorire l'affondo meridiano della saccatura. Tutto si realizzerà in modo molto rapido venerdì, quando si addosserà molta aria fredda verso la catena alpina: una profonda depressione si scaverà (sottovento all'Arco Alpino) sui mari settentrionali italiani, andando così a costruire il trampolino ideale per risucchiare l'aria fredda attraverso la Valle del Rodano e successivamente anche attraverso la Porta della Bora.

Le temperature scenderanno ovviamente in picchiata, anche perché quest'intrusione fredda verrà preceduta da un richiamo di masse d'aria molto più miti sud/occidentali, che proprio venerdì infieriranno su varie zone d'Italia, esaltate dal forte gradiente barico che si rafforzerà proprio con l'approfondimento del minimo barico sul Mar Ligure. La bufera di venti di ponente e libeccio interesserà con maggiore violenza Corsica, Sardegna, regioni centrali e saranno inevitabili le mareggiate sui tratti costieri esposti. Da rilevare come i massimi di vento (ben oltre i 100 km/h) si potrebbero raggiungere più facilmente sui versanti sottovento della catena appenninica e quindi lungo le regioni del versante adriatico. Raffiche di vento tiepide e secche si tufferanno fin verso i litorali, dove questi venti vengono chiamati Garbino.

immagine 1 del capitolo  del reportage 22063

Mappa GFS (altezza dei geopotenziali a 500 hPa e pressione al suolo) incentrata per la seconda parte della giornata del 16 dicembre, dalla quale possiamo apprezzare il minimo barico secondario in approfondimento sul Nord Italia. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

immagine 2 del capitolo  del reportage 22063

Intensità e direzione dei venti stimati per il pomeriggio di venerdì 16 dicembre: notiamo le potenti raffiche di libeccio attese "in caduta" dai rilievi della dorsale appenninica. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

I contrasti termici così marcati esalteranno l'intensità del fronte perturbato di demarcazione fra le due masse d'aria così differenti che si andranno a fronteggiare. La giornata di venerdì vedrà quindi all'opera forte maltempo, soprattutto sul Levante Ligure, zone tirreniche centro-settentrionali e parte del Triveneto: le precipitazioni più abbondanti cadranno a ridosso dei rilievi maggiormente esposti al flusso sud/occidentale.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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