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Voglia d'Inverno che cresce: decennale del Blizzard di Santa Lucia del 2001
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Da molti era stato classificato come Burian ma, nonostante le origini siberiane della massa d'aria, fu semplicemente un potente nocciolo gelido a determinare una rarissima tempesta di neve in Val Padana: riepiloghiamo le dinamiche di quella irruzione così difficile da scordare.
Qualche giorno dopo l'evento, ecco come appariva ancora un po' imbiancata la Val Padana dall'alto del Satellite Meteosat.
Il gelo invernale sembra poter effettuare la prima zampata stagionale nel week-end e oggi, giornata di Santa Lucia, vengono facilmente in mente dei ricordi rimasti scolpiti in maniera indelebile nella memoria di molti appassionati meteo, quelli del dicembre 2001. L'evento di 10 anni fa esatti è passato alla storia per la sfuriata di neve e vento che ha investito la Val Padana, ma in realtà anche sul resto d'Italia gli appassionati meteo si erano illusi di poter vivere un evento storico, che poteva imbiancare città e coste. La traiettoria di quest'irruzione d'aria gelida rimase estremamente incerta fino all'ultimo, nonostante già le tendenze stilate 10-15 giorni prima preannunziavano la possibile intrusione, fino alle nostre latitudini, del nocciolo d'aria freddissima d'estrazione artico-siberiana.
Prima di giungere con moto retrogrado sull'Italia del Nord, la pallottola d'aria gelida si riversò su parte dell'Europa Centro-Orientale: alle ore 00Z del 13 dicembre il fulcro centrale del nocciolo freddissimo , con temperatura di -20°C a 850 hpa, si trovata collocato al confine tra Polonia, Slovacchia e Ucraina (-19,3°C alla quota indicata a Legionowo, Polonia sudorientale). Nelle ore centrali, sempre del 13 dicembre, il nucleo gelido si trovata centrato sulla verticale di Praga per poi traslare verso l'Austria, con temperatura a 850 hpa ancora inferiore a -15°C. Il radiosondaggio di Vienna registrò, a 850 hpa, -11,1°C alle 0 GMT del 13 e -18,5°C alle 12 GMT dello stesso giorno (per risalire a -13,9°C alle 0 GMT del 14), mentre a 500 hpa si scese fino a -43,5°C alle 12 GMT (con altezza di geopotenziale 522 dam).
Questi alcuni numeri per descrivere l'imponenza del blocco d'aria gelida che con tutta forza dilagò anche sulla Val Padana, nonostante i massimi effetti transitarono appena oltralpe. Solo ad appena 24-36 ore dall'evento i modelli matematici furono capaci di inquadrare al meglio l'evento, con il previsto velocissimo transito del nucleo d'aria gelida sulle regioni del Nord Italia, nell'ambito di una situazione molto favorevole a tormente di neve anche in Val Padana. Perché venne coinvolto solo il Nord, senza l'intrusione della bomba bianca sul Mediterraneo? L'inserimento dell'aria gelida determinò la formazione di un nucleo di bassa pressione al suolo sulla Corsica, costringendo così il fiume gelido a deviare rapidamente verso ovest. Dopo aver coinvolto il Nord e la Regione Alpina, il nocciolo ciclonico slittò verso la Francia meridionale e l'area pirenaica.
Naturalmente la complessa evoluzione ciclonica e la presenza d'aria freddissima anche alle quote superiori dell'atmosfera, oltre al forte vento dei bassi strati, esaltarono in modo significativo il peggioramento nevoso sul Nord Italia: nella sera del 13 dicembre, come nelle attese, la tormenta di neve paralizzò diverse località. In varie città, autostrade e strade, si ebbe un autentico "blizzard", con fortissimo vento che portò la temperatura ben sottozero, mentre la neve secca e polverosa si infilava ovunque, depositandosi dappertutto. Il vento batteva così forte da impedire il camminare, il rumore del vento ululava, la neve si poggiava nelle palpebre.
La mattina del 14 dicembre 2001 quasi tutta la Val Padana apparve innevata e congelata. La neve aveva fatto presa sui muri, sulle superfici verticali, e si era congelata infilandosi dappertutto. Fiocchi di neve in varie località della Liguria, sino al mare, così anche in parte della Toscana. Fu un fenomeno atmosferico molto rilevante per la Val Padana, non tanto per la quantità di neve caduta, ma certamente per la qualità dell'evento: a proposito di distribuzione della neve, ben poca quella caduta in Friuli e sul delta padano, da 10 a 20 cm tra la laguna veneta e il pedemonte vicentino e trevigiano, molta neve in Romagna, dove violenti temporali nevosi avevano riversato localmente oltre 20 cm di neve.
In Emilia era stato buono l'innevamento tra Bologna e Reggio, ma verso ovest, la precipitazione non era andata oltre Parma; in Lombardia solo la Brianza e l'area milanese avevano avuto precipitazioni di un certo rilevo, niente neve sul Piemonte orientale, mentre a causa dello stau alpino il manto nevoso aveva superato i 20 cm sulla fascia pedemontana più occidentale. La burrasca aveva interessato tutta la regione padana, superando sulla costa i 90 Kmh e i 100 sul Golfo di Trieste. Sembra davvero storia d'altri tempi, ma sono passati appena dieci anni da un evento comunque più unico che raro.
Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA
I commenti dei lettori
ciro ha scritto il 14-12-2011 ore 13:40
sul piemonte orientale fece dai 3 ai 5 cm (novara)
Emanuele ha scritto il 14-12-2011 ore 11:48
Ricordo benissimo quell'evento ero a Rovigo da mio nonno e fu fantastico. Dopo pochi giorni tornai nel mio salento e dopo pochi giorni anche lì ci fu una nevicata storica con oltre 30 cm in alcune zone del leccese, sono sicuro che non rivivrò più eventi di tale portata :(.
davide gobbo ha scritto il 13-12-2011 ore 23:44
Spettacolare, me la ricordo anch'io benissimo quella bufera. Feci appena in tempo a prendere un pulmann per tornare da Padova, nel culmine della burrasca. Ricordo che ad un certo punto sembrava quasi che stesse smettendo, e poi invece riprese ancora più violenta. A metà tragitto la bufera cessò ma la strada era diventata una lastra di ghiaccio, mentre il vento fortissimo alzava la neve depositata a terra. Il giorno dopo tutto era intrappolato nel ghiaccio, con temperature che avevano toccato anche i - 10: canali, fossati, strade, tutto ghiacciato! Come ha scritto un lettore... una al mese ce ne vorrebbe di bufere così... Altro che questa odiosa e deprimente alta pressione che ci perseguita da agosto!
luca ha scritto il 13-12-2011 ore 23:17
ricordo bene quell evevnto dell 2001 !!! fantastico ..dopo una mattinata serana al pomeriggio si annuvolò velocemente e verso le 18 incomincio a nevicare !! all inizio era una neve moderata e soffice insomma sembrava una nevicata normale ma poi in poco tempo cambiò tutto.. forti raffiche di vento fulimini e neve farinosisima ke scendeva orrizzontale mamma mia ke roba sensazionale sembrava di eesere in siberia!! anker nella mia zona andò via la corrente !! un fenomeno cosi inusuale sulla val padana !!! complimenti per aver messo un articolo in riguardo!! un saluto a tutti !!
effetto albedo ha scritto il 13-12-2011 ore 22:11
Ricordo come fosse ieri, x noi freddofili uno spettacolo indimenticbile. Ce ne vorrebbero uno x ogni mese invernale d questi eventi
Giuseppe Marchese ha scritto il 13-12-2011 ore 21:37
Di quell' inverno 2001/02 si parla molto poco ma ricordo molto bene oltre quell' evento un lungo periodo freddo.
Molto probabilmente è stato uno degli inverni più freddi di sempre non tanto per temperature rekord ma in quanto alle numerosissime notti trascorse sotto zero.
Fenomeni associati furono pochi ad eccezione di quell' evento ma leggevo sempre la città di Torino con temperature molto spesso intorno ai -10.
Questo da metà dicembre fino quasi alla fine di gennaio.
Poi a febbraio si tornò alla normalità ma dicembre e gennaio furono molto freddi.
Qui nel mio nord est il manto bianco durò pochi giorni ma sono sicuro che se la precipitazione del 13/12 fosse stata più abbondante la neve al suolo sarebbe durata almeno 20 giorni.
Massimo ha scritto il 13-12-2011 ore 21:31
Ricordo benissimo il blizzard del 13\12\2001 una serata indimenticabile per la pianura in provincia di Cuneo con neve e vento impetuoso e temperatura abbondantemente sotto zero il tutto esaltato dall'effetto stau che il Burian trova nell'angolo occidentale del Piemonte dopo aver travasato tutta la Val Padana
Arturo MI ha scritto il 13-12-2011 ore 20:47
Io me la ricordo molto bene il terribile blizzard di Santa Lucia, che in pochi minuti fece crollare la temperatura da 3/4° a -6°. Neve che attaccava ovunque, l'anta del mobile in balcone divelta, il vento che ululava, per qualche ora mi sembrò di essere stato preso di forza e trascinato in alta montagna, dove queste bufere sono molto più comuni.
La poca neve caduta quella sera resistette nelle zone all'ombra per un mese e mezzo, fino a fine Gennaio.
Negli anni successivi è accaduto qualcosa di vagamente simile nel Febbraio 2004 e nel Dicembre 2008, tuttavia di portata infinitamente più modesta.
valentino ha scritto il 13-12-2011 ore 20:32
lo ricordo bene, fino al primo pomeriggio il cielo era ancora sereno e il clima quasi mite poi da est si vide all'improvviso il formarsi di nubi sempre piu minacciose prodotte dal contrasto tra l'aria gelida in arrivo e quella preesistente piu mite presente in loco, al calar del buio c'erano -3c° e raffiche pazzesche di vento orizzontale carico di neve polverosa che volava dappertutto e ti facevano percepire molto meno, perfino fulminazioni senza tuoni dal color verdino o azzurrino, presumo per la rifrazione della luce dei fulmini attraverso la massa nevosa in caduta dal cielo. Per concludere uscì la corrente elettrica e restammo al buio con freddo anche in casa visto lo spegnimento del riscaldamento, tutto era silenzioso a parte gli ululati del vento tipo film horror, davvero un'atmosfera irreale mai vista prima di allora e piu vista poi..
dany ha scritto il 13-12-2011 ore 20:23
ho ancora i brividi dietro la schiena
Daniela ha scritto il 13-12-2011 ore 19:20
Quello che ricordo maggiormente di quel pomeriggio è il rumore del ghiaccio che si formava.
Io ero a Mestre, dove la bufera era cominciata già alle 13 per finire dopo 3 ore circa, e il vento non era estremamente forte come sa esserlo a Venezia, ma improvvisamente si cominciò a sentire un crepitio di neve che si ghiacciava fino a formare uno strato compattissimo, con conseguente blocco stradale (Ponte della Libertà chiuso, nessun accesso a Venezia, scambi dei treni gelati alla stazione di Santa Lucia) e tutti i pendolari bloccati per ore in un gelo polare.
Simone83 Va ha scritto il 13-12-2011 ore 19:05
Onestamente non ricordo quest evento, ma ne ricordo altri di simile portata anni fà!!
denis ha scritto il 13-12-2011 ore 18:45
ma ancora meglio sulla Romagna (Ravenna città). Una cosa mai vista prima, siccome ero andato con altre persone a visitare un noto shop recentemente inaugurato per passare la noia di un pomeriggio invernale con qualche velatura qua e là, neanche un'oretta, forse ca. 45 minuti il tempo tra entrata ed uscita;questa pagina ricorda più o meno la situazione: http://www.faroeislands.dk/pages/change_en.htm
Fabio ha scritto il 13-12-2011 ore 18:39
Ricordo che quella sera, a Milano, uscii dopo il lavoro ma dovetti rientrare a casa in fretta. Il vento gelido impetuoso sparava letteralmente la neve in faccia. Inoltre la prima neve, caduta a temperatura di poco sopra lo zero e scioltasi su strade e marciapiedi, congelando aveva prodotto uno strato di ghiaccio vetroso che rendeva difficile camminare e stare in piedi. Solo il manto di neve poi migliorò la situazione. Ricordo il traffico paralizzato (10km/h al massimo!), il paesaggio cittadino fatto di ghiaccio e non più di 10cm di neve, però caduti dovunque.
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



