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Oscillazione Artica alle stelle, le cause di un Inverno che non decolla
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L'altalena delle temperature, ma è la forza delle correnti atlantiche a dominare il contesto europeo

Il Vortice Polare ha solo placato di poco la sua forza e l'indice AO resta ancorato su livelli positivi, che denotano uno stato di forma invidiabile dal quale deriva tutta la serie di basse pressioni tra Nord Atlantico e Nord Atlantico. Ora potrebbe esserci un nuovo picco dell'indice, prima della svolta.

L'autunno si sta divorando dicembre, lo ribadiamo da tempo è la colpa è di un Vortice Polare particolarmente in palla. Cos'è il Vortice Polare? Non è altro che quel lago di bassa pressione che, assieme al serbatoio d'aria gelida, staziona in genere in questo periodo alle latitudini artiche. Quando vi è un indebolimento di questo compatto lago depressionario, succede che il Vortice Polare va letteralmente in pezzi: è quella la situazione ideale nella quale alcuni lobi di esso, letteralmente impazziti, possono scendere di latitudine innescando così cospicue discese di masse d'aria gelide artiche.

Per il momento il Vortice Polare resta invece molto compatto e genera così depressioni a getto continuo per quanto concerne il nostro comparto euro-atlantico a medie-alte latitudini, con conseguente flusso mite zonale che investe l'Europa e a tratti il Mediterraneo. Si intuisce molto bene che, fino al momento in cui permane questa situazione, sarà difficile vedere condizioni invernali catapultarsi fino alle nostre latitudini. Lo stato di salute del Vortice Polare si misura attraverso l'indice AO (Oscillazione Artica), che misura la variazione di pressione tra i 65° ed i 90°N: quando è positivo, significa che i valori più bassi sono sul Polo Nord.

Dal 1° settembre ad oggi l'indice AO è sempre rimasto positivo, tranne delle brevissime pause. Si comprendono quindi facilmente le cause di un autunno così mite e a lunghi tratti siccitoso. Ora la corrente a getto polare ha modo di giungere a latitudini più basse, ma fino al momento in cui l'indice AO non scenderà sarà difficile per le correnti artiche trovate un varco per invadere con decisione il Mediterraneo. Dopo i picchi elevatissimi registrati subito dopo i primi giorni di dicembre, ora l'Oscillazione Artica ha ceduto solo leggermente, ma un nuovo rialzo si potrebbe verificare nei prossimi giorni.

immagine 1 del capitolo  del reportage 22026

Andamento dettaglio negli ultimi mesi dell'indice di Oscillazione Artica (AO). Fonte NOAA.

immagine 2 del capitolo  del reportage 22026

In questo grafico notiamo la possibile evoluzione dell'indice AO, attraverso le tracce in rosso: molto incerta la tendenza da metà mese in poi. Fonte NOAA.

Questo spiega come, per un cambio di tendenza, bisognerà sicuramente aspettare la terza decade di dicembre. Per la parte finale del mese ancora non è molto chiara la strada che prenderà l'indice d'Oscillazione Artica, in quanto le variegate simulazioni modellistiche mostrano ipotesi contrastanti. Tutti si augurano possa essere un Bianco Natale, ma per tracciare questa eventuale svolta invernale è ancora presto.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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