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La pazienza... una virtù che ogni buon meteo-appassionato dovrebbe possedere
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Capita sovente che in situazione di stallo, come ad esempio l'attuale, occorra una quantità smisurata di pazienza nell'attendere che qualcosa cambi. Che sia estate, autunno, primavera piuttosto che estate, poco importa. Ci vuol pazienza.
Conveniamo con Voi. E' una situazione veramente stancante. Qualcuno sostiene che alla luce degli evidenti cambiamenti climatici, dovremo abituarci a condizioni climatiche estreme. Gli eccessi, che un tempo rappresentavano l'eccezione, son divenuti la regola. Capita così che un Autunno, l'attuale, scorra sotto l'ala protettiva degli Anticiclonici. Succede poi che le più piccole perturbazioni assumano le parvenze di incubi. Mostri pronti a destarci da un sonno costrittivo di cui si farebbe volentieri a meno.
E quale arma migliore, di questi tempi, se non munirsi di "pazienza"? Già, la pazienza. Una virtù che tanti possiedono, altri meno. Una virtù che rientra in ogni campo della nostra vita, che ci aiuta, sovente, a superare di slancio le difficoltà di tutti i giorni. La meteo, quale materia di studio o curiosità per milioni d'appassionati, non può certo esimersi.
Chi si occupa, tra il serio e il faceto, di meteorologia sa bene quanto sia difficile commentare certe configurazioni. Non neghiamolo. Se per qualche motivo ci si arrabatta coi modelli, si rientra in quella categoria di meteo-appassionati che affolla le comunità virtuali. Anche noi, previsori o meno, siamo soggetti agli umori modellistici. Non pensiate sia facile, giornalmente, trovare parole diverse da quelle che ultimamente soverchiano le altre: Alta Pressione, stabilità, nebbie, inquinamento.
Se fosse capitato d'Inverno, il nostro umore sarebbe stato nero. Eppure, è bene rammentarlo, la stagione invernale mediterranea è fatta anche di stasi anticicloniche. Non è un caso se Gennaio, se si escludono ovviamente i mesi Estivi, sia uno dei periodi più secchi dell'anno. Direte Voi... ma a noi che ci importa? Noi, amanti del freddo, vorremmo che la neve diventasse una piacevole abitudine. Ma non si può. Se così fosse non sarebbe più Mediterraneo, sarebbe qualcos'altro che si trova a ben altre latitudini.
Ed ecco che entro in gioco la pazienza. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di infonderla a chi legge i vari articoli. Magari non direttamente, piuttosto tra le righe. A volte ci riusciamo, a volte no. L'attuale è uno di quei periodi durante i quali diffonderla diventa una "mission impossible". La lettura dei nostri pezzi, soprattutto quelli che scrutano nelle tendenze a lungo termine, può confortare o sconfortare. Se sconforta, è bene non scordarsi che le configurazioni bariche si poggiano su precari equilibri.
Equilibri talmente fragili che di 6 ore in 6 ore, o di 12 ore in 12 ore, i Modelli si vedono costretti a rivedere le proprie posizione. Però, se ci pensate, è sempre stato così. Forse non quando a dominare era l'Atlantico, capace di sfornare perturbazioni con cadenza regolare. Ma poi veniva l'Inverno ed allora le configurazioni si complicavano. Entravano in gioco altri fattori, talvolta imprevedibili. Un esempio su tutti: il 1985.
Forse non tutti sanno che quell'anno si venne da un Dicembre mite, noioso, snervante. Ma poi entrò in gioco la stratosfera. Vi fu un riscaldamento talmente repentino, ai piani alti atmosferici, che portò alla disgregazione del Vortice Polare. Una parte scivolò, velocemente, sull'Europa e causò le ben note vicende meteorologiche.
Anche allora servì pazienza. Una pazienza che venne premiata, ripagata come meglio non si sarebbe potuto. All'epoca non c'era internet, o perlomeno, non c'erano tutti quegli strumenti illusori che ai giorni d'oggi promuovo sogni e illusioni. Non sarebbe male, ogni tanto, rammentarsi da dove veniamo. In questo modo, forse, si sarebbe in grado di apprezzare la meteorologia per quel che è: una scienza inesatta. E forse, permettetecelo, si ritroverebbe quella pazienza che troppo spesso viene a mancare.
Ivan Gaddari
I commenti dei lettori
nando ha scritto il 29-11-2011 ore 19:50
Complimenti Ivan, come al solito i tui articoli ci regalano delle chicche.Condivido in pieno con te chi ama e lavora in meteorologia si deve armare di tanta pazienza e avere tanta fantasia... soprattutto in periodi di magra come questo.Continuo a pensare che questo inverno ci riserbrerà tante sorprese...
Un cordiale saluto ad Ivan, il MTG e gli appassionati.
Simone ha scritto il 29-11-2011 ore 18:37
Sono d'accordo con il nostro Ivan Gaddari, io infatti sono paziente! amo il freddo in inverno ma apprezzo anche l'autunno, amo il caldo d'estate ma la primavera non mi fa schifo! Ogni condizione atmosferica ha il suo fascino e la sua bellezza, così come ogni staglione.
Noi possiamo pazientare, ma madre natura alle volte no. Mi spiego, una pianta se lasciata per mesi senza acqua si seccherà!
A me piacciono il sole e l'anticiclone, ma vedere l'Arno completamente privo di acqua a Firenze mi da veramente fastidio! E siamo a novembre, mica ad agosto!
per non parlare dei campi secchi e delle piante ormai stremate!
Speriamo che questo atlantico si svegli presto e ci porti tanta pioggia, specialmente qui sul Tirreno e nel nord est, le zone più affette dalla siccità!
Saluti a tutti!
luca ha scritto il 29-11-2011 ore 18:18
... come mai 30\40 anni faceva piu freddo e cera piu neve ? qualcosa di sicuro è cambiato !! uffa vorrei gli inverni di una volta !! a ricordo ke abito in pianura padana nel lodigiano e nn a 2000m di quota e vi assicuro ke qui nevicava molto di piu in quegli anni
luca ha scritto il 29-11-2011 ore 18:13
bell articolo signor gaddari!! si ci vuole molta paziena concordo pero quando lei dice nell articolo "Noi, amanti del freddo, vorremmo che la neve diventasse una piacevole abitudine. Ma non si può. Se così fosse non sarebbe più Mediterraneo, sarebbe qualcos'altro che si trova a ben altre latitudini" un po si sbaglia dice mia mamma ke lei quando era piccola di neve ne vedeva sempre tanta nevicava spesso durante l inverno e faceva molto piu freddo e a volte a fine febbraio cerano ancora i rimasugli di neve spalata !! gia a novembre cominciava ad esserci brina e galaverna con la nebbia ke congelantesi!! eppure anke all epoca eravamo nella fascia mediterranea...
Marchetto ha scritto il 29-11-2011 ore 16:39
anche nel 2006 mi dicevano di avere pazienza..nulla e' scontat,anche di avere un inverno simile a quello..
alessandro ha scritto il 29-11-2011 ore 16:06
buona sera sig. Gaddari,e complimenti per l'articolo, davvero eccezionale!! E' proprio vero, bisogna avere pazienza in tutto, figuriamoci nella meteorologia dove nulla è scontato. Anche io sono un accanito nevofilo, ed aspetto che nevichi, ma se cio' non succede a breve, aspettiamo!! E poi ricordiamoci che non siamo in lapponia..., ma nel mediterraneo, ovvero vicino all'africa. saluti.
giannino ha scritto il 29-11-2011 ore 15:32
Gent.Gaddari, interessante il suo articolo relativo al Gennaio 1985, e qui siamo quasi tutti armati di pazienza, solo che sino all'inizio degli anni '90 sembra non perdurassero anticicloni da Aprile a Dicembre e poi di nuovo da gennaio in avanti. Negli ultimi anni invece, salvo periodi speciali, é una pazienza che dura quasi 12 mesi, però si sa, tutto ciò non dipende dalla volontà di chi si impegna nell'informare il pubblico. Molti saluti e buon lavoro
edoardo ha scritto il 29-11-2011 ore 15:23
Anche troppa ne abbiamo avuta.. sono 3 mesi ke aspettiamo!
simone ha scritto il 29-11-2011 ore 15:11
sono d'accordo dopo tutto quando l'inverno verrà lo sapremo pochi giorni prima e sarà un colpo di scena come quasi sempre...buona pazienza a tutti!!
Sara ha scritto il 29-11-2011 ore 15:06
Trovo questo articolo molto bello e saggio... E vorrei avere davvero quella pazienza di aspettare l'evento, da brava freddofila e nevofila quale sono! Un pò ci voglio credere, sì! Anche quel 1985 sembrava tanto noioso ed invece... lo ricordo come uno dei periodi più emozionanti della mia infanzia! Per ora sogno! E magari mi accontento di vedere almeno in Tirolo la neve al Ponte dell'Immacolata, in modo che anche i mercatini di Natale diventino un pò magici...
Fabio ha scritto il 29-11-2011 ore 14:49
Condivido appieno lo spirito dell'articolo.
Peraltro, per rinfrancare gli impazienti, questo periodo di stasi (peraltro solo sull'Europa centro-meridionale) non sta trascorrendo invano: grazie alla Nina, principale artefice di questa prevalenza anticiclonica, le temperature medie del nostro pianeta stanno nettamente diminuendo e presto scenderanno sotto le medie trentennali di riferimento (1971-2000 e 1961-1990) e forse non di poco. Dunque, se ora ci stiamo annoiando, quando la Nina ci lascerà o si indebolirà parecchio, le cose si faranno molto interessanti.
salvatore ha scritto il 29-11-2011 ore 14:02
un'appello a tutti i freddofili e"maltempofili"come me di questo secolo:emigriamo tutti in norvegia o in islanda!!Almeno per qualche decennio potremo prenderci ancora qualche soddisfazione lissu',ma qui ormai e'tutto cosi effimero ed illusorio!Forza minimi solari e forza energie alternative!!!
Marco ha scritto il 29-11-2011 ore 13:38
E' un ottimo articolo il suo sig. Gaddari complimenti!
Dovrebbero leggerlo bene coloro che quotidianamente dichiarano già che questo sarà un inverno anonimo, che finirà nel dimenticatoio e non di certo negli annali della meteorologia.
E' bello sapere che c'è ancora qualcosa di imprevedibile ogni tanto....e se non fosse cosi anche il vostro stupendo lavoro perderebbe quel suo aspetto "unico".....
Ojmjakon1940 ha scritto il 29-11-2011 ore 13:35
Ma come si fa a avere pazienza.Qua il Vettore e senza neve in altri posti nevica pure a giugnio e non mi dite che non e vero.Chiacchiere e tabachiere come dicono i meridionali.Saluti solo ai freddofili veri.
Stefano Riccio ha scritto il 29-11-2011 ore 13:25
beh posso capire se si tratta di neve o freddo, ma qui si aspetta la pioggia peggio che fosse neve, qui sono 21 giorni che non piove e fra Agosto e oggi è piovuto per soli 10 giorni per un totale che non raggiunge i 100 mm, i fiumi sono ridotti a sassaiole come non si vede nemmeno ad agosto, per avere l'acqua potabile si raschia il barile e a breve potrebbero tagliarla del tutto e come qui anche in Romagna non se la passano meglio, ormai pazienza non si può più avere...
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