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Il rapporto dell'IPCC decreta: meteo estremo e cambiamenti climatici sono correlati
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L'allarme lanciato dalle Nazioni Unite è preoccupante: il cambiamento climatico provocherà eventi meteorologici più estremi nei prossimi anni, rendendo le giornate invernali più fredde e le estati più calde. Il rischio di inondazioni e siccità in alcune regioni del pianeta crescerà paurosamente.

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Lo studio, condotto dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), ha concluso che l'effetto serra provocato dalle attività umane continuerà ad accrescersi e le ripercussioni sul clima planetario saranno gravissime.

Le economie più povere si troveranno ad affrontare condizioni atmosferiche più estreme, con aumento dell'insicurezza alimentare. Inoltre, in molti paesi in via di sviluppo registrerà un netto calo il turismo, ovvero una delle più importanti fonti di reddito.

Piccoli Stati insulari si vedranno costretti ad affrontare l'aumento del livello del mare, la velocità del vento dei cicloni tropicali aumenterà e le giornate di caldo diverranno più frequenti, sostengono gli scienziati. Lo studio lancia un monito ai governi affinché si adottino rapidamente tutte le misure necessarie per mitigare i cambiamenti climatici senza costi significativi.

In conclusione viene citato qualche esempio di quel che sta avvenendo a causa dei cambiamenti climatici: il Texas e il Corno d'Africa stanno affrontando una delle siccità più forti della loro storia, mentre in Thailandia oltre 500 persone sono morte per via delle inondazioni.

Ivan Gaddari

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I commenti dei lettori

giancarlo ha scritto il 21-11-2011 ore 14:28

l'IPCC, allarma sempre con i propri dati, ma sono quelli reali o quelli manipolati per ottenere fondi?, mi sembra che ultimamente siano stati smentiti da numerosi loro collaboratori.

Gianni ha scritto il 20-11-2011 ore 09:18

Gli "scienziati" del IPCC sono proprio patetici.Arriverebbero a dire che persino un generale raffreddameto globale sarebbe causato dall'effetto serra(naturalmente solo quello causato dall'uomo).Secondo me neanche loro credono a quello che dicono.Per favore, mandateli in pensione senza assegno,non ne possiamo più.

marcus ha scritto il 19-11-2011 ore 16:41

col dovuto rispetto, ecchissenefrega! ancora con questo IPCC! ma non sapete guardare altro che questo sterile gruppo di mediocri.
(potete anche non pubblicarlo, tanto il messaggio è per chi scrive e non per i lettori).

joe ha scritto il 19-11-2011 ore 16:04

La relazione tra cambiamenti climatici e eventi estremi puo' esserci o no, non metto in dubbio che la teoria sia plausibile.

Il mio problema e' con l'IPCC... a confronto l'Istituto Luce era imparziale.

Fabio ha scritto il 19-11-2011 ore 15:42

L'instabilizzazione del clima, durante un cambiamento climatico, è da prevedere: i sistemi fortemente non lineari, se sottoposti ad una perturbazione improvvisa, tendono a divenire instabili prima di trovare un nuovo equilibrio.
Dissento però circa il segno della perturbazione: a mio avviso è più probabile sia il "meno" rispetto al "più". Me lo fa pensare la Nina in corso, il segno negativo della PDO (in Oceano Pacifico) e anche il calo delle temperature globali in corso, che ha l'intenzione di proseguire per un bel po. Aggiungendo il ciclo solare debole il quadro è completo.