Zingarate.com - viaggiatori low cost

 
 

Meteo Giornale » Archivio » In Primo Piano »

La colpa è tutta del blocco anticiclonico
4 Commenti » Commenta

Da giorni staziona sull'Europa orientale e non ha alcuna intenzione di andarsene.

Capita sovente che un campo di Alta Pressione, di chiara origine Continentale, stazioni per varie settimane nella parte orientale dell'Europa. Se capita in Autunno può accadere che le conseguenze per l'Italia siano nefaste.

Che lo si voglia o no, nel bene o nel male, le vicissitudini meteorologiche delle ultime settimane hanno visto prevalere l'Alta Pressione. Formatasi nel cuore della Russia Europea, è riuscita ad intrufolarsi sull'Europa sfruttando l'aiuto dell'Anticiclone delle Azzorre. Rammenterete, infatti, che la scorsa settimana si ebbe la chiusura di un ponte anticiclonico che dalla Penisola Iberica si estendeva al di là degli Urali.

Le velleità Atlantiche furono sopite, ma non dismesse. La genesi del peggioramento è da ricercare, sentite un po', nell'irruzione d'aria gelida che nel Ponte di Ognissanti sferzò la parte orientale degli Stati Uniti. Già, l'ampio Vortice ciclonico s'è scavato un varco in Atlantico e si è diretto sull'Europa occidentale. La stasi altopressoria ne ha subito risentito, anzi, possiamo asserire senza dubbio alcuno che gli effetti sono stati devastanti. Pensate, in talune località francesi è caduta una quantità di pioggia che di solito si accumula in 6 mesi. 600 mm, si, avete letto bene. 600 mm in circa 24 ore.

Ma perchè abbiamo scelto di menzionare similitudini col passato? Semplice. Perché alcune delle più grandi alluvioni che sconvolsero il Nord Italia furono causate da un blocco anticiclonico posizionato più o meno come ora. Osservate la prima immagine allegata. E' relativa al 4 Novembre del 1994. Ora, guardate la successiva. Si tratta della configurazione barica delle ore 06Z di stamane. Noterete voi stessi che la somiglianza è inquietante. Le differenze, ovvio, son presenti ma non sappiamo se saranno in grado di imprimere significativi cambiamenti in termini di precipitazioni.

immagine 1 del capitolo  del reportage 21757

La prima immagine, tratta dal sito www.wetterzentrale.de, ci mostra l'impianto barico del 4 novembre 1994. Erano i giorni nei quali la Valle del Tanaro vennero devastate da una tremenda alluvione.

Ovvio, la speranza è che non cada la stessa quantità di pioggia che cadde in quei giorni. Se dovesse succedere, è triste dirlo, le conseguenze potrebbero rivelarsi drammatiche. Il peggioramento è appena iniziato, ma l'evidenza della sua cattiveria è innegabile. Il violentissimo temporale che da stamane sta sferzando il Capoluogo Ligure, Genova, ha già causato lo straripamento di alcuni corsi d'acqua e conseguentemente l'allagamento di alcuni quartieri cittadini. Purtroppo, è notizia di qualche minuto fa, c'è stata la prima vittima.

All'epoca, nel 1994, questa stessa configurazione determinò l'alluvione della Valle del Tanaro. Le Provincie Piemontesi di Cuneo, Asti e Alessandria furono devastate così tanto che la morfologia di alcune valli cambiò irrimediabilmente. Lecito domandarsi... cos'accadrà? Difficile dirlo. Ma se davvero il blocco anticiclonico non dovesse cedere, il rischio che altre alluvioni coinvolgano le regioni Settentrionali è alto.

Dai Modelli si evince la persistenza dello sbarramento. La ragione è semplice. La risalita d'aria calda è così possente che presto si inserirà nel cuore dell'Europa alimentando ulteriormente la figura anticiclonica. Il miglioramento che seguirà il periodo perturbato, difatti, sarà favorito proprio da una riaffermazione dell'Alta Pressione Russo-Scandinava. Affinché possa verificarsi un vero cambio circolatorio, che andrebbe ad incidere profondamente su quel che resta dell'Autunno meteorologico, v'è necessità che il blocco ceda. Vi sono varie ipotesi in merito, ma al momento così distanti nel tempo da considerarsi soltanto abbozzi evolutivi.

immagine 2 del capitolo  del reportage 21757

Le seconda immagine è relativa alla configurazione barica - alla quota di riferimento dei 500 hPa - delle ore 12Z del 4 novembre 2011. La similitudine con la precedente è inquietante. Un profano potrebbe definirle identiche e forse non avrebbe tutti i torti...

Ivan Gaddari

Condividi Meteo Giornale

Inizio Pagina

Lascia un commento

(commento da 100 a 1000 caratteri)

I commenti dei lettori

stefano ha scritto il 05-11-2011 ore 10:28

Caro Ivan,
ottima analisi, come sempre.
Certo la somiglianza è notevole, ma guarda l'isolinea del geopotenziale a 552: va dal Marocco a Capo Nord!
Pauroso...

Complimenti ragazzi, continuate così!

Simone ha scritto il 04-11-2011 ore 17:21

Articolo molto interessante, complimenti!
Qualcuno sa dire che situazione avevamo nel '94 a livello teleconnettivo?
Il mio parere è che queste configurazioni "estreme", con forte persistenza di anticicloni sull'europa alle medie latitudini, siano dovute alla Nina.
E se la Nina continuerà a rafforzarsi, probabilmente possiamo aspettarci un inverno prevalentemente anticiclonico, dalle caratteristiche termiche che dipenderanno dalla posizione dell'anticiclone di blocco.
Insomma, quest'anno vedremo poca zonalità.
Buon fine settimana a tutti!

Lor-gt ha scritto il 04-11-2011 ore 17:01

Non si vede la seconda immagine. A me interessa molto l'articolo, visto che sono di Asti.
A parte questo, saluti.

filippo SUD ha scritto il 04-11-2011 ore 16:52

la colpa è dell'uomo... mi dispiace dirlo.... se avremmo dato la possibilità all'acqua di defluire a mare senza problemi..non seremmo quì a contare i morti!!! Genova ha già subito alluvioni.. ma qualcosa è stato fatto in questi anni x evitare un'altra catastrofe?? vedendo le immagini direi di no! il letto del fiume non esiste... ovviamente non può contenere tutta l'acqua che viene giù... vorrei sapere chi da le concessioni edilizie... quindi anche se questa ondata di maltempo è eccezionale non significa che non si poteva fare niente....