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Affondo della saccatura più incisivo, si accentua il contributo d'aria fredda scandinava

Apporti d'aria fredda dilagano sull'Europa e sul Mediterraneo: domenica da lupi al Centro-Sud, specie su Adriatiche

Correnti di provenienza settentrionale affluiscono su tutto il Paese: gli effetti maggiori dei contrasti apportati dall'intrusione frontale hanno interessato le regioni meridionali, ma nuovi apporti freddi ed instabili determineranno una notevole recrudescenza instabile sulle Adriatiche.

La discesa d'aria polare continua a dominare il contesto europeo, al seguito di un attivo sistema frontale proteso in senso obliquo dal Sud Italia fino alle nazioni orientali e baltiche europee. Il flusso freddo è molto attivo, continuando a rimanere spalancata la porta scandinava da dove si catapulta l'aria artica. Instabilità molto marcata su tutte le nazioni centrali europee, immerse in un contesto molto frizzante con temperature ancora in pieno giorno su valori non superiori ai 10-12 gradi in pianura. In ambito europeo, ora solo sulla Spagna meridionale permane uno scenario molto simile a quello dei giorni scorsi, con punte di 31 gradi ancora in Andalusia.

Quest'aria nordica ha guadagnato maggiore terreno anche verso l'Italia, senza tuttavia avere le caratteristiche instabili che si sono osservate sul resto d'Europa. Il superamento della barriera alpina rende più stabile ed asciutta la massa d'aria, a conferma di condizioni meteo prevalentemente buone su tutto il Centro-Nord. Hanno fatto un po' eccezione solo le zone alpine di confine, interessate da spruzzate di neve perlopiù coreografiche. L'effetto stau, stimolato dai venti settentrionali, ha dato origine a maggiori precipitazioni oltre confine sul versante nord alpino, con nevicate che si sono localmente spinte fin sotto i 1000-1200 metri, con accumuli significativi solo oltre i 1500 metri.

immagine 1 del capitolo  del reportage 21560

Copyright © EUMETSAT 2011, rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale.

L'impulso frontale principale, che ha fatto da apripista all'irruzione fredda, è ormai affondato fin sull'estremo Sud Italia. La persistenza di notevoli contrasti fra masse d'aria di tipologia diversa ha incentivato intensi episodi temporaleschi specie sulla Calabria e sulla Sicilia, ove non sono mancate precipitazioni localmente abbondanti. D'altronde, rispetto alla giornata, il calo termico è stato marcato un po' su tutto il Meridione: basti pensare che in Puglia, dove ancora ieri si misuravano 28 gradi, si sono solo a stento raggiunti i 20 gradi di massima in pieno giorno.

immagine 2 del capitolo  del reportage 21560

Attività temporalesca rilevata nel cuore del pomeriggio su parte dell'Europa: notiamo i temporali vivaci sui mari meridionali, dove appare più marcato il contrasto con l'aria molto mite che permaneva fino alla giornata di ieri, venerdì 7 ottobre. Fonte www.blitzortung.org

La ferita inferta dall'irruzione fredda si acuirà ulteriormente sul Centro-Nord: nuovi contributi freddi dai Balcani getteranno benzina sul fuoco. Già in queste ore formazioni nuvolose si vanno organizzando sul Mar Adriatico centrale, mentre un'area temporalesca si osserva in costruzione anche sul Tirreno poco ad est della Sardegna.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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