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Dalla Valle d'Aosta all'Alta Valtellina, primi collaudi invernali: la neve sui crinali nord
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Spruzzate di neve sulle Alpi di confine, ma non sono questi gli episodi bianchi che servirebbero in questa fase stagionale
Coreografiche nevicate hanno interessato i versanti nord dell'Arco Alpino: i fiocchi si sono spinti fin sui 1200-1300 metri in Val d'Aosta, sull'Ossola e sulle creste dell'Alta Lombardia. Mancano le classiche nevicate autunnali, preziosa fonte d'approvvigionamento per i ghiacciai d'alta quota.
ESERCITAZIONI IN VISTA DELL'INVERNO? Come già accaduto a settembre, anche queste nevicate ottobrine sono determinate da una discesa di correnti fredde da nord e non dalle prime dinamiche perturbate atlantiche: di fronte a queste circolazioni di provenienza settentrionale, i nostri versanti risultano piuttosto riparati e quindi ricevono solo le briciole. Ad essere più fortunati sono i crinali ed i valichi di confine, laddove riescono a spingere le nubi e le precipitazioni in gran parte addossate ai versanti esteri.
Non solo i versanti orientali, quelli dell'Alto Adige, hanno ricevuto lo sconfinamento della neve: nelle ultime ore un'atmosfera quasi invernali si è impossessata di parte della Val d'Aosta, soprattutto le parti occidentali e settentrionali della regione, con spruzzate di neve che si sono spinte anche a quote attorno ai 1200 metri. Scenari non così dissimili anche in Alta Lombardia, sulla parte alta della provincia di Sondrio: precipitazioni comunque non troppo consistenti per poter consentire nevicate anche a quote piuttosto basse, com'era accaduto ieri in Friuli, sul tarvisiano.
Veduta nel pomeriggio della Val Ferret, zona Courmayeur a 1600 metri d'altezza. Fonte webcam www.regione.vda.it
Panorama di Livigno spolverata di bianco, ma la nevicata di settembre fu molto più abbondante. Fonte webcam.valtline.it
Escursione fuori dai nostri confini: notiamo la neve più abbondante sul versante svizzero, località Bos-cha, Ardez 1664 metri. Fonte webcam http://www.richert.ch
Non ci stancheremo mai di ripetere che stiamo vivendo una prima parte d'autunno davvero singolare: le anomalie in essere penalizzano soprattutto le aree di montagna ed in particolare le Alpi dove, a parte questi incredibili saliscendi di temperatura, manca il serbatoio di precipitazioni fondamentale per il ciclo dei ghiacciai. D'altronde servono a ben poco queste brusche discese di temperatura, che poi cedono il testimone a fasi anticicloniche molto calde come quella che seguirà già in avvio di settimana.
Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



