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Sud degli USA fra inondazioni e incendi, situazione catastrofica in Texas

Il Texas continua a bruciare senza sosta, dove la propagazione più massiccia del fuoco è stata favorita dai venti intensi innescati dalla tempesta tropicale LEE, la quale ha portato piogge torrenziali e diversi tornado che hanno letteralmente fatto finire sott'acqua i vicini stati della costa.

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In alto la mappa dei livelli di siccità sugli USA: le tonalità di rosso scuro indicano le zone interessate dalla penuria di precipitazioni più pesante. Fra le conseguenze gli incendi devastanti che bruciano il Texas

I resti della tempesta tropicale LEE, che si muove lentamente verso nord, continuano ad imperversare su parte degli stati USA meridionali che si affacciano sul Golfo del Messico, causando ulteriori tremende inondazioni soprattutto tra Louisiana e Mississippi, dove si segnala anche una vittima travolta dall'acqua. Su New Orleans sono cadute piogge nel complesso superiori ai 300 millimetri, con punte fino a 380 mm. Non piove solo sulla costa, ma anche sull'entroterra e questo aumenterà il rischio di nuove inondazioni a causa dell'ingrossamento dei corsi d'acqua. I danni già provocati dalla tempesta sono incrementati dai tornado mesociclonici annessi al sistema tropicale, riportati in gran numero anche sulla terraferma soprattutto tra Georgia, Alabama e Mississippi.

L'azione della "tropical storm" non ha purtroppo minimamente alleviato la grave situazione siccitosa che pesa come un macigno soprattutto sul Texas e l'Oklahoma, dove vasti territori sono letteralmente divorati da giganteschi roghi. La situazione è purtroppo peggiorata per il rinforzo di venti secchi, che hanno facilitato la propagazione delle fiamme, mentre il caldo continua a non dare tregua. Nella contea di Bastrop (50 chilometri ad est di Austin) la situazione più difficile, con oltre 12mila ettari di terreno percorsi dal fuoco e danni ad oltre 700 strutture abitative. In tutto, nell'ultima settimana gli incendi hanno viaggiato in modo incontrollato devastando quasi 50mila ettari. Diverse migliaia le persone evacuate, anche se purtroppo non si è riusciti ad evitare il decesso di una giovane donna e della sua bimba di 18 mesi, sorprese nella loro abitazione accerchiata dalle fiamme.

Nel frattempo sull'Atlantico tiene banco l'evoluzione dell'uragano Katia, che si è recentemente indebolito passando dalla categoria 4 a quella 2, posizionato a poco più di 300 miglia a S/SW rispetto alle Bermuda. Le ultime proiezioni confermano un movimento verso nord/ovest, ma dovrebbe mantenersi relativamente lontana dalla costa orientale degli USA, senza pertanto ripetere le gesta di Irene. I riflessi più importanti si avvertiranno unicamente sul livello del moto ondoso.

Mauro Meloni - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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