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L'Artico alla prova del fuoco
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Nuovo minimo storico nel mese di luglio per l'Artico. Si rischia un nuovo minimo storico assoluto, come nel 2007? Un'analisi approfondita degli spessori e dell'estensione sembra fugare tale pericolo.
Nel primo grafico troviamo l'estensione per il mese di luglio nel corso degli ultimi 30 anni. Image courtesy: http://nsidc.org/data/seaice_index. Nella seconda carta tematica possiamo osservare gli spessori della banchisa polare riferiti ai primi gironi di agosto 2001 e 2011: col colore blu si indica lo spessore inferiore ai due metri, col colore dal verde al rosso quello uguale e superiore ai tre metri. Image courtesy: www7320.nrlssc.navy.mil/pips2/index.html.
L'Artico continua a soffrire.
Nel corso del mese di luglio 2011 ha fatto segnare il nuovo minimo storico, cioè dal 1979 (da quando si effettuano le misure satellitari). A fronte di una media in estensione di 10,1 milioni di kmq, come possiamo osservare nel primo grafico, ci si è fermati a soli 7,9 milioni di kmq, con un ammanco di ben 2,2 milioni di kmq. Tale dato per l'estensione è inferiore anche a quello del 2007, l'anno del grande minimo.
Tutto farebbe pensare, quindi, che il 2011 possa passare alla storia come il nuovo anno terribile per l'Artico. Ma se approfondiamo la nostra analisi introducendo il parametro fondamentale dello spessore dei ghiacci potremo forse pensarla diversamente.
Ricordo che quando parliamo di minimi o di massimi stiamo parlando di estensione e cioè dell'area della banchisa artica coperta da almeno il 15% di ghiaccio. L'estensione ci dà molte informazioni sullo stato di salute dell'Artico, ma non esaurisce certamente tutte le informazioni. Manca certamente un altro dato fondamentale: lo spessore dei ghiacci, collegato a sua volta con l'età dei ghiacci.
Se ora andiamo ad analizzare la seconda carta qui riportata, vedremo confrontati gli spessori dell'Artico nei primi giorni di agosto del 2007 e del 2011. Ad un'analisi approfondita appare chiaramente come la situazione del 2007 fosse decisamente peggiore dell'attuale. Infatti per entrambe l'area dei ghiacci prossima alla Groenlandia e al Canada settentrionale non presenta problemi, mentre l'area prossima alla Siberia e all'Europa risulta essere quella più penalizzata.
La differenza sta proprio nel grado di penalizzazione di quest'area siberiana. La carta del 2007 indica una vasta area dei ghiacci con spessore inferiore ai 2 metri (colore azzurro e blu), mentre nella carta del 2011 l'area con spessore superiore ai 2 metri (colore verde) è molto più estesa.
Fatte queste considerazioni non ci resta che aspettare.
Ovviamente solo la natura deciderà quale sarà il destino dell'Artico nei due mesi più duri dell'anno, agosto e settembre: la vera prova del fuoco per l'Artico.
Aldo Meschiari
I commenti dei lettori
Roberto Breglia ha scritto il 06-08-2011 ore 09:01
Innanzitutto,bentornato Aldo! Per quanto riguarda la prova del fuoco,dobbiamo sperare che le correnti marine siano favorevoli,nel senso che sono loro che favoriscono,in larga misura,allo scioglimento della banchisa;comunque e' positiva la notizia che lo spessore dei ghiacci sia aumentato. Saluti e buona giornata
Ottone ha scritto il 06-08-2011 ore 08:25
Il fatto che i ghiacci si siano ispessiti, ma non estesi, da' un indicazione solo rispetto alla nevosita' che puo' essere stata piu' intensa in questi ultimi anni, tuttavia l'indicazione termica resta poco promettente
Matteo ha scritto il 05-08-2011 ore 14:04
Salve a tutti, il fatto che vi sia più spessore è già una gran buona notizia! Per quanto riguarda l'ampiezza dei ghiacci si rifaranno nei prossimi decenni grazie al minimo solare
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



