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Into the wild: viaggio in Alaska
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Arrivo in Alaska, prima tappa: il Portage Glacier
Il bellissimo ghiacciaio assume sfumature azzurre e blu nelle giornate di sole, mente si getta nel lago omonimo. Rari iceberg galleggiano intorno alla motonave.
Il volo in aereo sembrava non dovesse finire mai. Prima lo scalo a Francoforte, poi la grande trasvolata: volo diretto sino ad Anchorage. Per arrivare in Alaska si deve sorvolare buona parte dell'Artico, e soprattutto l'incredibile Groenlandia. Il pack è sempre uguale: migliaia di km di mare ghiacciato. Ma la Groenlandia lascia intuire, anche da uno sguardo fugace dall'aeroplano, montagne e ghiacciai che si fondono in un'immagine che sembra uscita da un documentario sulle Ere Glaciali. Poi, infine, l'arrivo ad Anchorage. C'è da rimanere delusi di fronte a questa città di medie dimensioni che sembra uscita da un film sul Midwest. Ma non è certo per le bellezze urbanistiche che si organizza un viaggio in Alaska.
Dopo aver visitato tutta l'Europa settentrionale, spingendomi sino ai confini estremi del Polo Nord, essendo arrivato sino alle Svalbard, non poteva mancare ad un amante dei paesaggi nordici questa terra estrema. Ed infatti appena si fanno pochi km uscendo da Anchorage, ecco che la Wilderness ti viene incontro senza mezzi termini. La bellezza di queste terre risiede soprattutto nelle immense foreste di conifere e di betulle, nella ricchezza enorme di fauna, dall'orso bruno all'alce, nella gioia dell'acqua, in tutte le sue forme, ruscelli, torrenti, fiumi, laghi, acquitrini, e infine negli sterminati ghiacciai che scendono ovunque dalle montagne come assetati, come vogliosi di incontrare il mare.
Che poi mare non è certo la parola giusta. Si tratta infatti dell'Oceano Pacifico, che in queste lande assume un aspetto da bonaccione molto limaccioso. Estremamente affascinanti sono le onde di marea, così potenti e veloci, da sembrare quasi una mareggiata. Ma anche molto pericolose, se solo si compie l'errore di sottovalutarle: si rischia di rimanere intrappolali nelle sabbie mobili che si formano improvvisamente e inaspettatamente.
Oggi mi sono spinto sino al Portage Glacier, una delle lingue glaciali più vicine ad Anchorage. Il mio ingresso nel mondo selvaggio sta avvenendo per gradi, e dopo la rumorosa metropoli iniziano ad apparirmi i primi segnali della Wilderness. Arrivati a Portage, paesotto che si intuisce dalle fotografie e dai lunghi pali di segnalazione essere sommerso dalla neve durante i duri inverni alascani, si può salire su una barca che ti porta vicinissimo alla lingua glaciale. Il bellissimo ghiacciaio assume sfumature azzurre e blu nelle giornate di sole, mente si getta nel lago omonimo. Rari iceberg galleggiano intorno alla motonave. Tra una foto ed un'altra senti il vento gelido del gigante di ghiaccio, e comprendi che finalmente sta iniziando il tuo viaggio into the wild.
In questa prima foto potete ammirare le sterminate distese di valli ghiacciate e montagne rocciose della Groenlandia.
In questa foto troviamo una delle lingue terminali del Portage Glacier.
Un'altra delle lingue terminali del Portage Glacier.
Ecco il Portage Glacier in tutta la sua magnificenza.
In questa foto appare un altro dei ghiacciai montani a due passi dal Portage Glacier.
Aldo Meschiari
I commenti dei lettori
ellekappa ha scritto il 04-01-2012 ore 14:41
sì sono lontre marine
Simone ha scritto il 03-08-2011 ore 10:03
Ciao Aldo!
Un altro viaggio da sogno! O per lo meno nei miei sogni. Da appassionato del grande nord, non posso essere che estasiato nel vedere queste foto!
D'accordissimo sul fatto di rinunciare al superfluo per poter fare simili esperienze.
Nel mio taccuino questo viaggio è in programma oltre alla
Patagonia! Magari l'anno prossimo ci dai un reportage da li! Complimenti ancora!
Marci ha scritto il 01-08-2011 ore 10:54
complimenti per il bellissimo viaggio e grazie per il condividerlo con noi ;-)
mi viene solo il dubbio che gli animali che hai fotografato a cullarsi fra le onde siano lontre marine e non otarie....hai per caso qualche altra foto?
Lucio ha scritto il 31-07-2011 ore 16:04
Semplicemente stupendo, dev'essere un esperienza unica!!!
Andrea ha scritto il 30-07-2011 ore 14:49
Bellissimo report!! ottime foto,davvero suggestive!!!! io rimago affascinato alla vista dei nostri,seppur piccoli ghiacciai(come il Plateu Rosa')..ma andare in questi posti deve essere una esperienza magnifica!!
massimo ha scritto il 25-07-2011 ore 12:39
ciao Aldo,
bravissimo e bellissimi paesaggi
tienici aggioranto la anche con foto della popolazione locale dei paesi piu' remoti
ciao
Ivan ha scritto il 25-07-2011 ore 12:12
Gran bel racconto Aldo, foto magnifiche e gran bel viaggio.
Complimenti e Grazie Infinite x l'ottimo reportage di viaggio !!!!!!!!!
Aldo Meschiari ha scritto il 24-07-2011 ore 08:01
Grazie a te Roberto.
Roberto Breglia ha scritto il 23-07-2011 ore 17:59
Grazie Aldo per questo bellissimo reportage,grazie alla minuziosa descrizione ed alle magnifiche foto,mi è sembrato di essere in quei luoghi meravigliosi e selvaggi.
Ti auguro un ottimo prosieguo di vacanza ed ancora grazie!
Aldo Meschiari ha scritto il 23-07-2011 ore 17:36
Gentile Alessandro, ovviamente servono vestiti adatti, ma il grado della difficoltà della preparazione fisica l'ha scegli tu. I costi sono sempre elevati per questi posti: basta risparmiare sul superfluo.
Ciao e auguri.
Alessandro ha scritto il 23-07-2011 ore 13:34
Ciao Aldo!
Forse la domanda è banale , ma ti volevo chiedere se secondo te è necessario avere una certa esperienza e una particolare attrezzatura per visitare posti così "selvaggi". La domanda mi sorge spontanea visto che da anni sogno di fare un viaggio simile a questo o a quello che hai raccontato l'anno scorso alle Svalbard.
Un'altra cosa che mi frena è il costo. Immagino che si raggiungano cifre ragguardevoli.
Ciao e buon proseguimento!
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



