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Estate 2011: la grande sfida alla banchisa artica
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I quattro mesi della stagione calda rappresentano il momento più drammatico per i ghiacci marini artici: da giugno a settembre, infatti, la banchisa artica è soggetta ad una notevole fusione. Vedremo se quest'anno l'Artico reggerà o se invece sprofonderà in un nuovo minimo storico.

immagine articolo 20882
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Nel primo grafico troviamo l'estensione per il mese di giugno nel corso degli ultimi 30 anni.
Image courtesy: http://nsidc.org/data/seaice_index/
Nella seconda carta troviamo invece l'attuale situazione riguardo la concertazione dei ghiacci marini artici.
Image courtesy: http://www.iup.uni-bremen.de:8084/amsr/amsre.html

La grande sfida all'Artico è iniziata.
Il primo mese estivo, giugno, si è concluso: ne restano altri tre per decretare se il 2011 sarà un nuovo anno terribile per la banchisa artica. È infatti nel corso della stagione calda che i ghiacci marini artici vengono sottoposti ad un notevole stress causato dalla maggiore insolazione, dalle temperature più elevate e infine dalle correnti oceaniche calde (collegate, ad esempio, all'AMO). Tutti ricordano il settembre 2007, quando l'Artico toccò il suo minimo storico, da quando cioè si effettuano misurazioni satellitari (dal 1979).

Giugno si è concluso per l'Artico con un deficit notevole riguardo l'estensione: a fronte di una media trentennale di circa 12,2 milioni di km2, nel mese scorso ci si è fermati a soli 11 milioni di km2, con un ammanco di ben 1,2 milioni di km2, che in percentuale pesano circa per un 10%. Tale scenario è ben visibile nel primo grafico, tratto dal NOAA.. dove si può evincere che giugno 2011 è stato il secondo peggiore di sempre.

Va però ricordato che in questa fase sono soprattutto le aree periferiche dei ghiacci marini artici ad essere penalizzate, come la Baia di Hudson o i ghiacci intorno alle coste groenlandesi occidentali. Il nucleo centrale, quello che rappresenta la vera banchisa artica, rimane ancora intoccato e lo si può apprezzare nella seconda carta, dove si misura la concentrazione dei ghiacci, tratta dal sito dell'Università di Brema.

Diamo ora un'occhiata all'Antartide: qui il mese di giugno 2011 ha fatto misurare un pareggio perfetto rispetto all'estensione dei ghiacci marini: 13,8 milioni di km2.

In conclusione dobbiamo ribadire come questi mesi siano i più delicati per la banchisa artica: come ben sappiamo sono molto le previsioni che vedono la scomparsa dei ghiacci marini in estate nel corso dei prossimi anni. A noi non resta che attendere e osservare.

Aldo Meschiari

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I commenti dei lettori

nemboluto ha scritto il 11-07-2011 ore 03:00

La situazione e' peggiore di quella che l'articolo vuol farci passare. Chi vuol tenersi costantemente aggiornato puo' andare su questo link:
http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/N_timeseries.png
Al 11 luglio stiamo andando peggio che nel 2007. Rispetto la media 79/2000 poi c'è un abisso. Credere che tutto sto scioglimento sia colpa del sole o della stratosfera che si raffredda e' davvero illusorio. I ghiacci si sciolgono solo perche' galleggiano su un mare piu' caldo.
Speriamo che qualcosa cambi nelle prossime settimane altrimenti e' un nuovo record.

Matteo ha scritto il 06-07-2011 ore 18:04

Tutto dipenderà dall'attività solare dei prossimi decenni

Maximiliano ha scritto il 06-07-2011 ore 14:29

per quanto riguarda l estensione nevosa, si sono battuti tutti i record negativi nella zona artica russa dove dal 16 giugno tutta la neve era gia fusa, con un mese di anticipo, poi e stata la volta dell artico canadese nel battere il record della fusione piu prematura, l ultimo baluardo (a livello del mare) e stata l isola Hopen nelle Svalbard il 30 giugno.
Ghiacci quindi molto "sprotetti" in queste settimane.