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Disgelo in pieno giugno, l'eco del super inverno nevoso: fiumi monitorati sugli USA
Nonostante l'avvio dell'estate, si fanno sentire su diverse zone degli Stati Uniti le ripercussioni degli ultimi mesi caratterizzati da elevata piovosità e nevosità in montagna. Il repentino aumento termico degli ultimi giorni sta rendendo molto rapido lo scioglimento tardivo del manto nevoso.
Una veduta aerea di un argine rotto vicino ad Amburgo, Iowa, nella giornata di lunedì 13 giugno, con notevole rilascio di acqua del fiume Missouri, a destra, verso i terreni agricoli. Credit: AP Photo / Nati Harnik
Nelle ultime settimane, dopo l'emergenza tornado e le piogge eccezionali cadute in primavera (in particolare sul Midwest), i fiumi non hanno sempre potuto sopportare l'eccessiva mole d'acqua come abbiamo visto con il Mississippi o il Missouri. La situazione non è ancora del tutto risolta da questo punto di vista, ma anzi si temono ulteriori aggravamenti per via di piogge che, per i prossimi 10 giorni, sono stimate di circa il 150% sopra la norma.
Ulteriori criticità riguardano adesso anche molte nazioni della parte occidentale degli USA, dove si sta verificando un rapido scioglimento della neve caduta nell'arco dell'inverno. Di norma il disgelo si verifica tra aprile e maggio, ma quest'anno da queste parti la primavera è stata piuttosto fredda non consentendo così la fusione del manto bianco, facendo però la gioia degli operatori turistici della montagna e degli sciatori. L'esplosione dell'estate sta ora portando un disgelo eccessivamente veloce sulle montagne, con inevitabili ripercussioni su fiumi e laghi che si stanno notevolmente ingrossando.
D'altronde è bene ricordare che la neve caduta nell'ultimo inverno è stata a lunghi tratti eccezionale su molte zone degli USA, ma in particolare le montagne della Sierra Nevada e del Colorado avevano registrato gli accumuli nevosi più elevati dell'ultimo cinquantennio, con punte di 7-8 metri di neve sulle vette più alte. Ora la neve si è più che dimezzata, ma quella che è rimasta si sta inevitabilmente fondendo in maniera fulminea.
Sale così il pericolo inondazioni, che potrebbe riguardare da vicino anche alcune grandi città, fra le quali Steamboat Springs, Colorado, Salt Lake City, Utah, Yakima. Sempre a seguito del repentino scioglimento della neve dalle montagne, si prevede poi un aumento eccezionale del livello idrico di ben 6 metri nel lago Powell e di 11 metri del lago Mead, che fornisce fra le altre zone anche Las Vegas. Se anche non dovesse piovere nelle prossime settimane (ma abbiamo già anticipato che non sarà così), il problema di quest'estate non sarà certo la siccità.
Mauro Meloni
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



