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I ghiacci artici alla prova dell'estate
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Iniziano con giugno i quattro mesi più lunghi per l'artico, che porteranno la banchisa alla grande prova della stagione estiva. Solo a settembre sapremo quanto l'artico avrà resistito alla pericolosa stagione della fusione.
Nel primo grafico troviamo l'evoluzione dell'estensione dei ghiacci marini artici riferita al mese di maggio. Nella seconda carta tematica abbiamo invece riportate le anomalie nella concentrazione dei ghiacci marini. Image courtesy: http://nsidc.org/data/seaice_index/
Maggio, ultimo mese di primavera, lascia in eredità una banchisa artica non molto brillante in estensione, ma relativamente spessa nella sua parte centrale. Con giugno inizia la grande stagione della fusione estiva che porterà i ghiacci marini artici ai minimi intorno a settembre. Solo allora sapremo se quest'anno la banchisa artica avrà saputo opporre resistenza alla stagione mite o invece avrà toccato nuovi record negativi in estensione.
Maggio 2011 termina con 12,8 milioni di km2 in estensione, contro una media trentennale di 13,6 milioni di km2: l'ammanco si aggira sugli 800.000 km2. Siamo sotto il milione di km2, e questo è già qualcosa.
Nel corso dei prossimi quattro mesi saranno determinanti per la salute dei ghiacci marini artici almeno due fattori. Prima di tutto la maggiore o minore copertura nuvolosa, o in altre parole la maggiore o minore serenità della troposfera: i raggi del sole, infatti, se riusciranno ad penetrare in modo diretto e senza ostacoli, provocheranno non pochi danni alla banchisa artica. Poi la direzione delle correnti calde provenienti dal Nord-Atlantico o dal Nord-Pacifico: anche in questo caso se vi sarà un afflusso diretto e continuo di acque calde oceaniche i danni alla banchisa sarebbero sensibili.
Seguiremo insieme a voi, nel corso dei prossimi determinanti mesi, l'evoluzione dei vari parametri dei ghiacci marini artici, dall'estensione allo spessore. Per concludere diamo un'occhiata ai ghiacci marini antartici, sempre in riferimento al mese di maggio: qui l'estensione si è attestata sui 10,8 milioni di km2 contro una media di 10,7 milioni di km2, confermando una stabilità quasi perfetta.
Aldo Meschiari
I commenti dei lettori
Giorgio Giuliani ha scritto il 13-06-2011 ore 10:39
Purtroppo i ghiacci polari sopratutto al nord si fondono mentre al polo sud durano di piu' perche' hanno uno spessore molto alto di ghiaccio. comunque il clima muta sempre perche' ci sono stati dei periodi caldi e delle ere glaciali. grazie.
Ieri: 08:44Piacenza si è svegliata col TEMPORALE



