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Artico: inizia promettente la stagione della fusione
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Inizia la lunga stagione della fusione per i ghiacci marini artici che porteranno la banchisa ai minimi in agosto-settembre. Il deficit del mese di aprile è contenuto. Deficit moderato anche per i ghiacci marini antartici.

immagine articolo 20445
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Nella prima carta tematica possiamo osservare gli spessori della banchisa polare: col colore blu si indica lo spessore inferiore ai due metri, col colore dal verde al rosso quello uguale e superiore ai tre metri. Image courtesy: www7320.nrlssc.navy.mil/pips2/index.html. Nel secondo grafico troviamo l'andamento dell'estensione dell'Artico per il mese di aprile. Image courtesy: http://nsidc.org/data/seaice_index/.

È iniziata in modo promettente la lunga stagione della fusione dei ghiacci marini artici che porterà la banchisa polare a raggiungere il suo minimo nei mesi di agosto e settembre. Aprile infatti ha fatto misurare un deficit inferiore al milione di km2, precisamente di 800.000 km2, che rappresenta solo il 5% dell'intera massa ghiacciata. In effetti, a fronte di un valore medio per il mese di aprile di 15 milioni di km2, il mese scorso si è fermato a 14,2 milioni di km2, un valore che rientra perfettamente all'interno della deviazione standard, come possiamo notare nel grafico del NSIDC qui a fianco riportato.

Già da tempo però i lettori del MTG sono abituati a valutare la salute dei ghiacci marini artici non tanto dal solo valore dell'estensione, ma anche da quello estremamente importante dello spessore. Sappiamo, infatti, che i ghiacci che hanno un'età pluriennale sono anche i più spessi e quindi i più resistenti alla dura prova della stagione estiva. Osservando la seconda carta tematica, tratta dal sito dell'US Navy, possiamo inferire che la massa di ghiaccio con spessore di almeno tre metri (colore rosso e verde) rappresenta il 60/70% dell'intera banchisa artica. Un dato davvero interessante.

Voglio inoltre ricordare che le aree periferiche dei ghiacci marini artici, come la Baia di Hudson o lo stretto di Bering, assumono un significato poco rilevante quando si parla di banchisa polare vera e propria, quella che dovrà affrontare i terribili mesi estivi. Ora per fortuna i colori delle varie tonalità del blu, che indicano spessori inferiori ai due metri, sono soprattutto collocati in queste aree periferiche, a parte l'area europea e siberiana della banchisa, da sempre la più penalizzata dalle miti correnti atlantiche.

Nei prossimi mesi vedremo come la banchisa riuscirà a resistere all'aumento delle temperature della stagione estiva, sperando che tale forcing positivo non venga amplificato da sfavorevoli flussi oceanici meridionali o da venti miti innescati da pattern meteo-climatici inopportuni.

Infine un breve accenno alla situazione dei ghiacci marini antartici: il mese di aprile ha fatto segnare un valore di 6,7 milioni di km2 contro i 7,3 milioni di km2 che rappresentano la media trentennale.

Aldo Meschiari

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