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Cavalcata dello scirocco: "micidiale attacco" alla neve in Appennino

Neve sui monti messa a dura prova dalla fiammata sciroccale, rischio pioggia fino in alta quota sull'Appennino

Il culmine della rimonta calda nord-africana avverrà fra la notte e la prima parte della giornata di mercoledì, con lo zero termico che si impennerà ulteriormente a quote molto alte proprio nella prima fase del passaggio perturbato. Per la neve potrebbe trattarsi di una batosta molto importante.

In questa prima parte di marzo i rilievi appenninici hanno potuto regalare splendidi scenari, grazie alle abbondanti nevicate, a cui poi è seguita una fase fredda ormai in archivio già da alcuni giorni. Non si è trattato certo di eventi nevosi eccezionali, tutt'altro, semmai a sorprendere è stata la grande penuria di precipitazioni riscontrata per gran parte dell'inverno

immagine 1 del capitolo  del reportage 20054

Splendore bianco a Forca Canapine, nella parte dell'Appennino Marchigiano dell'ascolano a circa 1500 metri d'altezza. Fonte www.meteoappennino.it

immagine 2 del capitolo  del reportage 20054

Panorama delle vette montuose di Roccaraso in Abruzzo, fonte www.altopianimaggiori.com

Lo scirocco è però prepotentemente salito alla ribalta: un'intensa avvezione calda nord-africana si sta configurando in queste ore, con la fase apicale che si concretizzerà fra la notte e la prima parte di mercoledì, proprio in coincidenza del passaggio di un primo ammasso perturbato legato a tutta la "macchina ciclonica" in arrivo dalla Penisola Iberica.

immagine 3 del capitolo  del reportage 20054

Mappa MTG-LAM di previsione dellla quota neve stimata per le ore mattutine di mercoledì 16 marzo: in Appennino l'azione sciroccale rischia di portare fenomeni a prevalente carattere piovoso fino in alta quota. Fonte http://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo

L'effetto del riscaldamento in quota sarà ancora più acuto: lo zero termico potrebbe persino elevarsi al di sopra dei 3000 metri su gran parte della dorsale appenninica, così da confinare le nevicate a quote troppo elevate per poter interessare l'Appennino, persino le cime maggiori, almeno temporaneamente. Danni più limitati sulle Alpi, ove comunque la quota neve potrebbe salire, specie sul comparto centro-orientale, attorno ai 1800-2000 metri.

Mauro Meloni

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