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Bora travolgente: raffiche da "uragano" spazzano Trieste

Punte di oltre 150 km/h, sferzante Bora assedia il capoluogo giuliano

Trieste sferzata dalla Bora, con raffiche crescenti nel corso della giornata: sussiste la possibilità di un ulteriore rinforzo del vento in nottata, per l'ulteriore accentuazione del gradiente barico determinato dalla contrapposizione fra la ciclogenesi mediterranea e l'anticiclone europeo.

Marzo è iniziato con la Bora violenta, quasi a voler mettere in chiaro un fatto ormai assodato: l'inverno è tutt'altro che finito. E' stata una Bora accompagnata dal sole, che poco poteva scaldare l'aria letteralmente ghiacciata (rammentiamo il fenomeno del wind chill, più forte è il vento e più bassa è la percezione della temperatura rispetto a quella reale. Non concede tregua il forte vento nord/orientale già da diversi giorni, tanto che nella scorsa settimana si erano già raggiunte a più riprese raffiche notevoli di oltre 100 km/h.

Quest'oggi la Bora ha fatto un ulteriore salto di qualità, raggiungendo raffiche paurose sebbene non così inusuali. Tra le varie stazioni meteo del capoluogo, spiccano i 152 km/h raggiunti dalla centralina meteo ISMAR sul Molo Fratelli Bandiera, seguiti dai 148 km/h della stazione dell'Aeronautica. Infine, gli strumenti OSMER hanno rilevato una raffica di massima di "soli" 138 km/h.

immagine 1 del capitolo 1 del reportage 19943 Grafico delle rilevazioni della direzione e dell'intensità del vento nelle ultime 48 ore sulla stazione meteo di Trieste Molo dell'Ismar: le crocette in rosso individuano le massime raffiche raggiunti, fra i quali spiccano i recentissimi 42,4 m/s, corrispondenti a circa 152 km/h. Fonte ISMAR

immagine 2 del capitolo 1 del reportage 19943 Un panorama di Trieste: la Bora è evidente se si nota il mare, fortemente increspato dalla furia del vento di terra. Fonte radiopuntozero.it

Nonostante l'abitudine della popolazione alla Bora, è un pericolo uscire dalle case in simili giornate di vento così violento: numerosi gli interventi dei vigili del fuoco relativi allo scoperchiamento di tetti, alla caduta di tegole, infissi, alberi, rami.Un vento così intenso esalta nettamente il fenomeno del wind chill, per cui, anche a fronte di una temperatura di 6-7 gradi, la percezione termica è risultata ben più bassa.

Pubblicato da Mauro Meloni

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