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Neve in gran quantità sull'Appennino Tosco-Emiliano, prima del raffreddamento

Temperature in picchiata, freddo solo sterile ma assai prezioso per il mantenimento dell'abbondante manto nevoso che ricopre le zone settentrionali appenniniche

Gli ulteriori apporti nevosi, sopraggiunti fra domenica e lunedì, hanno rimpinguato il già consistente manto bianco. La parte settentrionale dell'Appennino ha beneficiato in maniera molto favorevole delle recenti fasi perturbate. Ora il calo termico sarà alleato prezioso della neve.

Di recente abbiamo dedicato spazio agli scenari sulle Alpi, finalmente dai connotati vivacemente più invernali grazie al ritorno di quella materia prima, la neve, che così poco si era mostrata in queste prime settimane del nuovo anno. Le nevicate più copiose hanno però interessato più che altro i settori prealpini e, analogamente ad essi, anche la parte settentrionale dell'Appennino.

Ebbene, in una prima fase la "dama bianca" è caduta anche a quote molto basse sull'entroterra appenninico ligure, ma le ingenti cadute di neve non hanno risparmiato nemmeno tutto il comparto tosco-emiliano. Le ultime precipitazioni, in qualche caso significative, sono cadute a seguito del passaggio perturbato di domenica e della prima parte di lunedì, con sconfinamenti spesso fino a quote inferiori ai 1000 metri, soprattutto nelle fasi con fenomenologia un po' più decisa.

immagine 1 del capitolo  del reportage 19880

Comprensorio del Cimone, il panorama si riferisce al pomeriggio del 21 febbraio. Webcam tratta da www.cimonesci.it

immagine 2 del capitolo  del reportage 19880

Ecco il Cimoncino (1430 metri s.l.m.). Webcam tratta da www.cimonesci.it

immagine 3 del capitolo  del reportage 19880

Neve al Rifugio Del Freo (1180 metri), sulle Alpi Apuane. Lo scatto è stato realizzato domenica mattina da Francesco Bracci.

immagine 4 del capitolo  del reportage 19880

Scorcio panoramico dell'Abetone. Fonte webcam www.aptabetone.it

Nel complesso, a quote mediamente attorno ai 1500 metri, gli accumuli nevosi superano localmente i 60-80 cm nei principali comprensori montuosi dell'Alta Toscana e sui confini emiliani. Naturalmente tutta questa neve venuta giù adesso potrà godere del previsto ulteriore raffreddamento: non sono attese nuove precipitazioni, ma il brusco calo della colonnina di mercurio darà una preziosa mano per il mantenimento delle attuali "scorte di neve".

Mauro Meloni

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