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Spagna in agosto: sempre e solo caldo? (prima parte)
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La nostra esperienza conferma che il paese iberico è climaticamente molto più variegato di quanto molti non pensino. Complice anche il fatto che siamo stati soprattutto nel nord, abbiamo avuto più fastidi dalla pioggia che non dal caldo, al massimo moderato e oltretutto molto secco.

immagine articolo 1980
immagine articolo 1980

Nella prima foto Segovia vista dall'Alcazar in un mattino nuvoloso, nella seconda il Palazzo della Granja a Sant'Ildefonso, in un luminoso pomeriggio. Foto di Giovanni Staiano, del 12 agosto 2004.

L'inizio del nostro primo viaggio in Spagna era previsto per l'11 agosto. Considerando che né io né mia moglie siamo amanti del caldo, nell'impostare il tour avevamo deciso di privilegiare le regioni settentrionali del paese, escludendo del tutto i settori più caldi, in particolare l'Andalusia. Malgrado questa precauzione eravamo comunque preparati a qualche "botta" di caldo, perlomeno diurno, soprattutto nelle tappe castigliane, ma anche incuriositi di sperimentare i 33°/34°C con sole ardente e 15% di umidità relativa, affatto insoliti per esempio a Madrid, e probabilmente ben più sopportabili dei 29°-30°C di molti pomeriggi estivi pisani, accompagnati da cielo bianchiccio e 55-60% di umidità.

Il 9 agosto la Spagna è stata interessata da una perturbazione che ha portato una decina di mm di accumulo anche a Madrid, evento non frequente in agosto. Al seguito di questa perturbazione si è instaurata una circolazione relativamente fresca occidentale. Il nostro itinerario prevedeva, dopo un paio di giorni nella regione madrilena (Escorial, Segovia) lo spostamento verso ovest giusto in coincidenza con una moderata avvezione calda che avrebbe dovuto riprendere possesso di quasi tutto il paese, escluso appunto il settore nordoccidentale, facendoci patire un po' di caldo forse giusto il giorno 14.

Con la previsione di passare il Ferragosto, e il giorno seguente, nella fresca Galizia, sembrava di avere ulteriore fortuna in seguito, in quanto una nuova saccatura proprio dalla Galizia avrebbe dovuto spostarsi verso est a partire dal 17 agosto. Addirittura la situazione era tale che, avendo in mente di fare una escursione in montagna nei Picos de Europa (Asturie) il 18, il giorno prima di partire mi sono preparato un programma alternativo per spostare l'escursione al 19, visto che proprio per il 18 era previsto il transito della perturbazione tra le Asturie e il nord della Castiglia.

Partiti da Pisa, in aereo, nel solito pomeriggio caldo-umido, ci siamo goduti un bellissimo volo, sorvolando Marsiglia, il Golfo del Leone e Barcellona, avendo durante il sorvolo della Catalogna anche la bella vista dei nevai pirenaici. Superata Barcellona, l'aereo ha lasciato il mare e sotto di noi è apparsa la steppa, il giallo a perdita d'occhio della campagna della Valle dell'Ebro prima e della Castiglia meridionale poi, entrambe semideserte e bruciate dal sole intenso e dalla mancanza di precipitazioni, caratteri tipici dell'estate in quel settore della Spagna. Scesi a Madrid, però, siamo stati accolti da un luminoso pomeriggio, con ottima visibilità, piacevolmente rinfrescato dal vento occidentale. Oltre a non esserci la fastidiosa umidità, c'erano, alle 16, solo 27°C, praticamente una favola da quanto si stava bene.

Presa a nolo l'automobile (e quando mi hanno dato la possibilità di scelta, aver preferito la Opel Corsa non è dipeso solo dalla similitudine dei comandi con la mia auto, della stessa Casa, ma anche dalla presenza sicura del termometro!), siamo usciti facilmente dall'area aeroportuale, contenti per questo piacevolissimo clima, ottimo viatico per una bella vacanza.

Nostro primo obiettivo Segovia, per raggiungere la quale da Madrid occorre superare la Sierra de Guadarrama. Lasciata l'autostrada, la famiglia Staiano, appassionata com'è di montagna, non può che attraversarla sulla strada ordinaria, peraltro ottima, che la valica a quota 1880, al Puerto de Navacerrada. Qui alle 17.30 la temperatura è 17,5°C, splende il sole e il vento da ovest/nordovest spira vivace. Dal Puerto in direzione nord il verde delle foreste di conifere (prevale il pino di Svezia) si interrompe all'improvviso, in basso, nel giallo della campagna castigliana.

Proprio verso questa campagna ci dirigiamo, superando il Palazzo Reale di Sant'Ildefonso, che visiteremo il 12, per fermarci ai 1050 metri di Segovia, dove lo stupore è d'obbligo quando, girata una curva, appare imponente l'Acquedotto Romano.

Sistematici in un buon Hotel a meno di 1 km dall'acquedotto stesso, che vediamo infatti bene dalla finestra, scendiamo in città per una prima presa di contatto e per la cena. Alle 19, quando siamo appunto ad ammirare da vicino le arcate dell'acquedotto, ci sono 23°C. Il giro serale prosegue poi sull'asse principale del centro storico fino alla Plaza Mayor, strategicamente dominata dall'abside della Cattedrale.

Presso la chiesa di San Martin troviamo un bel locale dove consumiamo una buona cena segoviana, con "sopa castellana" e il classico "cochinillo asado", ovvero il maialino da latte arrosto, vera specialità della Castiglia e di Segovia in particolare. La città, oltre alle sue bellezze artistiche, è infatti nota anche per la sua cucina e in particolare per la tradizione degli arrosti.

Gli orari spagnoli sono, come a molti è noto, piuttosto particolari e se stasera ci siamo messi a cena dopo le 21 per scelta, volendo prima fare il giro in centro di cui si è detto, nei giorni successivi vedremo che questo orario sarà obbligatorio, come minimo (non pochi ristoranti iniziano a servire la cena alle 21.30). Le 20, il nostro orario per la cena, in Spagna è invece l'ora della "tapa", ovvero dello stuzzichino con l'aperitivo, un vero rito sociale che affolla i tavolini dei locali sulle piazze delle città come in quelle dei piccoli centri. Naturalmente questo tirar tardi istituzionalizzato si ripercuote sulle abitudini mattutine e, almeno in questa stagione, fino alle 9.15-9.30 le città spagnole dormono. In questo spostamento generale degli orari rispetto ai nostri, non può fare eccezione il pranzo, che viene in genere consumato intorno alle 14.30-15.

Torniamo a Segovia, per concludere la giornata dell'11 agosto con l'annotazione dei 20°C, sempre con un bel venticello e ora anche con qualche nuvola in cielo, intorno alle 23.

Il 12 agosto sorpresa mattutina: strade leggermente bagnate, cielo molto nuvoloso, ancora vento fresco da ovest, con 15°C alle 9, quando iniziamo la nostra giornata di turisti. E'piacevole nella calma del mattino il centro storico di questa città, come lo era nell'animazione della sera precedente. Visitata la Cattedrale, è poi all'Alcazar, scenograficamente posto all'estremità occidentale del centro, la tappa più significativa. E da questa fortezza irta di pinnacoli, fantasiosamente ricostruita dopo un'incendio nell'800, si apprezza da un lato la veduta della città con le sue guglie e torri, dall'altro quello che è un po' una caratteristica di tutte le città castigliane, che sono quasi delle oasi nel deserto.

Volgendo dall'Alcazar lo sguardo verso le campagne, si osserva come il centro urbano si interrompa "di botto", senza corollario di paesi di hinterland o città satellite. Finita la città, si piomba di colpo nel nulla, in campagne scarsissimamente popolate, dove pochi campi irrigati soccombono rispetto a vaste distese a magro pascolo, dove le vacche non trovano certo la bella erbetta fresca delle loro "colleghe" alpine. La Meseta è un altopiano, con le sue dolci ondulazioni, e non di rado questa morfologia permette, appunto a causa del niente che circonda le città, di riconoscerle da decine di chilometri di distanza, grazie anche alla trasparenza dell'aria e all'arditezza dei campanili.

Durante lo scorrere del mattino del 12 agosto il cielo è andato progressivamente schiarendo e verso le 13, quando abbiamo ripreso l'auto per fare un giro delle mura, splendeva un sole bellissimo. Mi hanno colpito, confesso, la nitidezza dei cieli di Castiglia e il blu intenso del cielo, così raro d'estate dalle mie parti. E' un sole ardente quello che splende in questi cieli, senza il filtro della cappa di foschia, un sole che stordisce (e richiede tanta crema da sole ai chiari di pelle come me...) ma non fa sudare, contrariamente a quello pallido ma "umido" delle nostre bassure. E se era normale non sudare nei freschi 21°C del mezzogiorno segoviano, questa piacevolezza del clima asciutto l'apprezzeremo ancor più in giornate più calde, come racconterò poi.

Lasciata Segovia, la tappa successiva è il Palazzo della Granja di Sant'Ildefonso, una sorta di Versailles d'altura (si trova a circa 1200 metri), già alle prime pendici nord della Sierra de Guadarrama. E'il parco il pezzo forte di questo palazzo, con le sue numerose fontane e i bei giardini. Già nella parte di parco che introduce al palazzo, stupiscono alcuni stupendi esemplari arborei, in particolare un maestoso cedro del Libano e una enorme sequoia. Nel pomeriggio fresco (21°C alle 15), asciutto e ventilato, è stato davvero piacevole passeggiare nel parco, alternando sensazioni di caldo nei momenti che eravamo in pieno sole ad altre decisamente "fresche" quando passavamo all'ombra.

Scavalcato nuovamente il Puerto de Navacerrada (20°C alle 16), questa volta in direzione di Madrid, abbiamo però lasciato la direttrice che porta alla capitale per dirigerci a San Lorenzo dell'Escorial, dove l'omonimo convento-palazzo, costruito nel sec.XVI, è uno dei monumenti più famosi di tutta la Spagna. San Lorenzo è a 1040 metri, come Segovia, ma sul versante sud della Sierra de Guadarrama abbiamo trovato condizioni sempre piacevoli, ma nettamente più calde, visti i 25°C alle 18.

Essendo il palazzo già chiuso, il tardo pomeriggio è servito a fare un po' di acquisti per i nostri "spuntini" (come sempre nei nostri viaggi a metà giornata la pausa pranzo è breve e frugale) e a rifiatare un po' in albergo, prima della cena, per la quale abbiamo dovuto attendere le 21.30, con qualche problema di "tenuta" di Alessandro, che arrivato al secondo ha iniziato una dura battaglia contro il sonno, comprensibile visto che al mattino non si era alzato all' "orario spagnolo".

Parte successiva www.meteogiornale.it/news/read.php?id=9716

Giovanni Staiano

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