Meteo Giornale » Archivio » Blizzard »
La tormenta di neve del 13 dicembre 2001 a Reggio Emilia
2 Commenti »
Commenta
Rivediamo che cosa accadde nel dicembre del 2001 quando si scatenò la più violenta tormenta di neve degli ultimi anni, passata alla storia meteorologica locale come il "Blizzard di S. Lucia".
La foto dal satellite del 16/12/01 mostra imbiancate le aree più interessate dal fenomeno del
13-12-2001.
Marco Pifferetti: 12-12-2004 ore 10:37
Dicembre inizia con il dominio dell'anticiclone atlantico, tempo nebbioso e temperature miti; tra il 6 e il 7 l'Anticiclone Atlantico si salda con quello russo e aria più fredda inizia ad affluire da Nord Est, le temperature diminuiscono gradualmente.
Come spesso accade con tale situazione, solo le regioni meridionali sono interessate da locali nevicate, mentre al Nord il tempo è stabile.
Le fredde correnti da Nord Est, infatti, raccolgono umidità sull'Adriatico, ma riescono a portare nevicate rilevanti anche al nord, solo quando l'afflusso freddo si manifesta anche in quota con una depressione "retrograda" cioè in movimento da Est verso Ovest, la cosiddetta "goccia fredda", capace di produrre irruzioni di aria siberiana sulle nostre zone e di porre fine alla stabilità atmosferica.
Era quello che stava per succedere: già dall'8 dicembre, i meteorologi seguivano con attenzione l'evoluzione di una profonda depressione che dalla Siberia si muoveva verso l'Ucraina, puntando successivamente verso le Alpi, tale depressione avrebbe rapidamente attraversato le nostre regioni tra il 13 e 14 dicembre, scatenando il "blizzard di S. Lucia".
Il 13 dicembre si apre, a Reggio, come una normale giornata invernale, fredda ma soleggiata, le minime sono intorno -4 C°; l'allerta meteorologica è confermata, la pressione scende in modo deciso, si attende da un momento all'altro la sfuriata dell'est , si ha già notizia del rinforzo della bora sul Golfo di Trieste e delle prime nevicate in Romagna; tra i "freddofili" l'attesa è palpabile.
Nulla accade fino alle 16.30, intanto la temperatura è risalita fino a +3°C; ormai qualcuno comincia a pensare ad un clamoroso fallimento delle previsioni, quando il cielo si annuvola rapidamente e comincia a cadere neve granulosa sospinta da violente raffiche di vento; alle 17 la precipitazione si intensifica rapidamente, la neve granulosa lascia il posto a fiocchi sempre più fitti, asciutti e turbinosi per il forte vento, la temperatura precipita in poco tempo a -3°C, favorendo l'immediato attecchimento della neve al suolo; è l'ora di punta del traffico e sulle strade più frequentate, la neve si trasforma immediatamente, sotto le ruote dei veicoli, in una patina di ghiaccio sempre più spessa e scivolosa, provocando la paralisi completa del traffico; per diverse ore nemmeno i mezzi spargisale e di soccorso riusciranno ad aprirsi un varco; intanto la neve cade sempre più fitta e turbinosa depositandosi in modo molto irregolare a causa del forte vento, le linee elettriche e telefoniche cominciano a subire danni e si verificano diverse interruzioni, solo dopo le 20, col cessare della precipitazione, la situazione migliorerà gradualmente.
Alla fine la breve ma intensa nevicata depositava al suolo un manto bianco di 10-15 cm in pianura, 40 sui primi rilievi ed oltre un metro sull'alto Appennino; ad Albinea si misuravano mediamente 17 cm con locali accumuli molto maggiori a causa del vento, la cui velocità aveva raggiunto i 70 Kmh ( Università).
Se la burrasca di vento aveva interessato tutta la regione padana, superando sulla costa i 90 Kmh e i 100 sul Golfo di Trieste, ben diversa era stata la distribuzione della neve, che molto capricciosamente, aveva interessato alcune zone risparmiandone altre vicine e lasciando quasi completamente a secco l'arco alpino. Poca neve in Friuli e sul delta padano, da 10 a 20 cm tra la laguna veneta e il pedemonte vicentino e trevigiano, molta neve in Romagna, dove violenti temporali nevosi avevano riversato localmente oltre 20 cm di neve. In Emilia, buono l'innevamento tra Bologna e Reggio, ma verso ovest, la precipitazione non era andata oltre Parma; in Lombardia solo la Brianza e l'area milanese avevano avuto precipitazioni di un certo rilevo, niente neve sul Piemonte orientale, mentre a causa dello stau alpino il manto nevoso aveva superato i 20 cm sulla fascia pedemontana più occidentale.
La neve avrebbe nuovamente imbiancato il reggiano il 26/12, il 15/1 e il 15/2 rispettivamente con 5, 10 e 7 cm (misurati ad Albinea ); buona la durata del manto nevoso ( 46 gg ad Albinea), grazie alle temperature molto rigide di dicembre e gennaio e della totale assenza di precipitazioni piovose fino al 24/1.
Fonti di informazioni
Archivio personale
http://www.ossgeo.unimo.it/meteo/
http://www.dst.univ.trieste.it/OM/OM.html
http://www.meteoromagna.com/
Marco Pifferetti
I commenti dei lettori
davide gobbo ha scritto il 18-12-2009 ore 18:17
Io abito nella bassa padovana, e quel giorno ero a Padova all'Università quando si scatenò questa tormenta fortissima, un autentico spettacolo, la nevicata più bella che mi ricordi
giannino ha scritto il 14-12-2009 ore 22:29
gent. Pifferetti, indimenticabile anche qui a Piacenza, sebbene sostenga la precipitazione non oltrepassò Parma, in reltà uno spettacolo mai visto sebbene con scarso accumulo ma grandioso effetto, certamente nulla di paragonabile al flop odierno dove veramente i fiocchi non hanno risalito la via Emilia oltre Parma



Lascia un commento