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Sole in bianco da 812 giorni
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Dopo il top raggiunto a settembre, l'attività magnetica è tornata a livelli molto bassi e le macchie sono scomparse. Ma le interconessioni col clima terrestre restano da dimostrare.
Ultima immagine solare fonte NASA
Per quattro giorni il Sole è andato in bianco. Il ciclo 24, che a settembre aveva raggiunto la punta più alta dal suo inizio (SN, cioè Sunspot number, 25,2), dal 6 al 9 ottobre è tornato a quell'evoluzione lenta che ne ha contraddistinto il minimo. Il trapasso fra i cicli 23/24, che ha preso avvio il 27 gennaio 2004, ha così raggiunto gli 812 giorni senza macchie, di cui 41 nel corso del 2010. Si tratta del totale più alto dal trapasso dei cicli 14/15 (1908-'16), quando si inanellarono 1.019 giorni complessivi. Il ciclo attuale, il cui esordio matematico è avvenuto nel dicembre 2008 (altri criteri di valutazione fissano però il punto d'inizio all'agosto 2009), sta facendo molto discutere per la sua presunta debolezza: la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) prevede il massimo a SSN (Smoothed sunspot number) 84,6 nel giugno 2013, il più basso dal 1928 (SSN 78,1). È un fatto che gli spotless days che si presentano in questi giorni, a quasi sette anni dal primo, non trovino riscontro nei cicli recenti. Il trapasso dei cicli 22/23 si manifestò il 2 aprile 1994 e l'ultimo giorno senza macchie, il 309º, si ebbe il 7 gennaio 1998; il trapasso dei cicli 21/22 ebbe inizio il 22 novembre 1983 e, dopo 273 giorni spotless, si concluse il 14 luglio 1987; ancora: il 23 luglio 1973 cominciò il trapasso fra i cicli 20/21, che culminò il 18 luglio 1977 con un totale di 272 giorni senza macchie; e per venire al più modesto fra tutti, l'1 novembre 1961 si contò il primo spotless day del trapasso fra i cicli 19/20, mentre l'ultimo si ebbe il 10 agosto 1966 con appena 227 giorni totali.
Quel che desta attenzione nel ciclo 24, è l'ipotesi che la scarsità di macchie possa entrare in relazione alle variazioni del clima terrestre e che, per la prima volta, sia possibile monitorarne il trend. Va detto che gli elementi a supporto della tesi sono ancora molto vaghi: l'apice della Piccola età glaciale si raggiunse durante il Minimo di Maunder (1645-1715), periodo caratterizzato da una quiescenza solare ben più accentuata dell'attuale, ma ancora si discute se esista un legame di causa - effetto, o si sia invece trattato d'un evento casuale. Quanto alle fluttuazioni di minore entità del magnetismo solare, come quella che caratterizzò il Minimo di Damon (1856-1913) e quella che il ciclo 24 sembra preludere per i prossimi decenni, se una lieve diminuzione dell'energia che raggiunge la Terra è documentabile, potrebbe anche confondersi con le normali fluttuazioni della circolazione generale dell'atmosfera.
Può essere interessante, in proposito, notare qualche correlazione fra andamento dei cicli solari e temperature medie annue di due località climaticamente diverse, ovvero Lugano e Zurigo (nord e sud dell'arco alpino). Le loro serie, risalenti al 1864 e sottoposte a omogeneizzazione da MeteoSvizzera, appaiono particolarmente affidabili; in base a esse, è stata ricavata una media mobile undecennale, sovrapponibile alla durata approssimativa dei cicli solari. Entrambe le curve mettono in mostra una diminuzione delle medie annue a partire dal 1879, in corrispondenza col minimo del ciclo 12 (1878) e del successivo trend che, nel 1883, condurrà a un massimo di SSN 74,6. A Zurigo, la tendenza prosegue sino al 1896, a Lugano al 1896-'97, toccando il livello più basso dell'ultimo secolo e mezzo. Da quell'anno, la curva delle due località riprende a salire, anche se molto lentamente e con qualche stop a Zurigo: e ciò, malgrado il ciclo 14 raggiunga un massimo di SSN 64,2 nel 1907 (il più basso dal 1816). Nel 1920, a Lugano la curva punta decisamente verso l'alto, mentre a Zurigo rimane piuttosto stabile; dopo una lieve flessione nel 1938, a Lugano la salita riprende nel 1942 e raggiunge il culmine nel 1952, in perfetto accordo con quella di Zurigo: siamo nel pieno del ciclo 18, il cui massimo tocca SSN 151,8 nel 1947. Ma il successivo ciclo 19, che col massimo di SSN 201,3 nel 1957 è il più forte storicamente documentato, si apre con un trend termico in discesa, che in entrambe le località elvetiche si concluderà nel 1972-'73, rimanendo però di 0,5 °C superiore ai limiti del 1897. Dopodiché, l'ascesa è pressoché ininterrotta a Lugano, un po' più contrastata a Zurigo, ma il risultato è che la media undecennale passa da 11,4 °C per il periodo 1963-'73 a 12,9 °C per il 1999-2009 a Lugano, e da 8,1 °C a 9,8 °C a Zurigo per gli stessi periodi.
La seconda metà del XX secolo e gli inizi del XXI cronologicamente definiscono il Grande massimo moderno, un periodo di attività solare che ricerche multidisciplinari indicano come il più pronunciato degli ultimi 11.000 anni. È correlato l'aumento termico descritto? Fermo restando che due località così prossime sono ben lungi dall'esprimere un indicatore di carattere globale, possono comunque fornire un primo indizio delle difficoltà insite in una disamina di questo tipo, difficoltà amplificate dai caratteri geografici e da andamenti locali che possono scostarsi, anche fortemente, dal trend generale. Il rapporto fra cicli solari e clima terrestre, seppur possieda un indiscutibile fascino intrinseco, è ancora troppo misterioso per condurre ad affermazioni apodittiche; serviranno nuove ricerche e, soprattutto, serie cronologicamente molto più estese, prima di ricavare qualche risposta certa, poiché l'uomo del 2010, malgrado la sua tecnologia e l'ampliamento delle conoscenze, ragiona su spezzoni temporali che sono un nulla rispetto alla storia del mondo e dell'universo.
Stefano Di Battista
I commenti dei lettori
Stefano Di Battista ha scritto il 31-10-2010 ore 11:42
Egr. Francesco, il grafico di Lugano può vederlo in
http://www.meteogiornale.it/notizia/12776-1-appunti-di-storia-del-clima-insubrico-parte-ii-note-metodologiche.
Quello di Zurigo invece, non l'ho ancora realizzato.
francesco ha scritto il 31-10-2010 ore 10:32
bell'articolo come sempre.
dove si può trovare il grafico che descrivete? inserirlo nell'articolo avrebbe aiutato.
Antonio F. ha scritto il 14-10-2010 ore 21:07
La P.D.O. tornata negativa (cooling Trend) come negli anni '50-'70.Attualm. una NINA Strong,(anomalie T. negative record)l'ultima NINA di tale intensità risale al lontano 1955/'56. Un Minimo Solare Storico da 3 anni, anche il suo massimo rivisto debole (Solar Flux) sarà a 105..pari ad un N° Sunspot.50,il ciclo piu debole dal Ciclo Solare 6 " Minimo Dalton (1810/1823). Questo forse potrebbe bastare per un probab. Cooling Trend. I record Termici negativi già iniziati "Siberia"... Trend positivo attualm. per l'Artico stanno confermando tale Tendenza.
Ottone ha scritto il 13-10-2010 ore 23:47
Global cooling? Per il momento c'e' solo la Nina "al lavoro" (in accordo con la normale ciclicita' oceanica, nulla piu'). Mentre si va' dicendo che il GW e' sostanzialmente stabile negli ultimi anni, seguendo gli articoli di Meteogiornale si nota che lo sfondamento di record termici positivi si sussegue imperterrito nel mondo, non altrettanto avviene per quelli negativi, assai piu' rari quando non del tutto assenti. Mi sia dunque lecito anche dubitare dell'effettiva stasi del GW stesso. Inoltre deduco che per un cooling reale occorrerebbe una causa aggiuntiva piu' sostanziale del sole in bianco, tipo un altro Pinatubo od un meteorite
Stefano Di Battista ha scritto il 13-10-2010 ore 19:14
Lei è criptico, caro faber. Provi a spiegarsi meglio, perché qui nessuno copia.
faber ha scritto il 13-10-2010 ore 10:09
già cose dette dal dott. Madrigali.In questo mestiere a volte si deve rischiare e non scopiazzare.Ad maiora.
Stefano Di Battista ha scritto il 11-10-2010 ore 13:27
Tutto può essere, egregio Cotamax. Finora però, al di là di ragionevoli supposizioni, nessuno è ancora riuscito a dimostrare nulla.
cotamax ha scritto il 11-10-2010 ore 13:19
una domanda da profano interessato: l'attuale nina strong potrebbe avere, tra gli altri fattori, origine anche da un'attività solare cosi' bassa? se così fosse sarebbe un indizio notevole anche se non certo decisivo a favore della teoria sulla stretta correlazione temporale attività solare-clima terrestre.
andrea ha scritto il 11-10-2010 ore 08:03
Egr.Di Battista,Lei ci ha riportato un bell'articolo,punto.Poi ci saranno sempre coloro che stanno da una parte e dall'altra,d'altronde gli si chiede un commento per quello.Pero'fa bene a rimettere in sesto le cose se per cosi' dire s'esagera un po';anche a me pare un po' poco che bastino 812 s.d. per farne un minimo di Maunder.O viceversa ritornare sul rical.glob. Bisogna prendere atto dei dati da Lei tirati,analizz. e fare il punto della situaz.Sol cosi'si fa ricerca,studio.Sbilanciamenti in un senso o in un altro,fanno perdere solo l'ago di bussola.Saluti
Ottone ha scritto il 10-10-2010 ore 22:48
La mia impressione e' che si celi una certa aspettativa (probabilmente sovradimensionata) rispetto a questo minimo, un'aspettativa di possibile raffreddamento o di eventi meteo relativi al "freddo". Lo si confronta con altri minimi anche lontani temporalmente: per questo ritengo improbabile il contemporaneo ripetersi di periodi ed eventi freddi di quella portata (tipo 1929). Credo invece che gia' abbiamo sotto gli occhi un qualche effetto sulla media termica mondiale, che a quanto sembra da un paio d'anni a questa parte ha smesso di crescere e nell'estremo sud del pianeta pare scendere.
Antonio F. ha scritto il 10-10-2010 ore 21:13
Certam. la cronaca odierna sono gli 812 Spotless in quasi 7 anni, sembrereb. non indicare ad un minimo simile al Maunder, ma potrebbero essere rilevanti, poichè è bene sottolin.anche che sono più di 15 anni che la Forza del Campo Magnetico Solare è in continuo e progress. calo, indipendentem. dal Ciclo macchie Solari, inoltre il vento Solare(Enorme emiss. in forma di plasma da parte del Sole) è il più basso valore energetico mai misurato nell'Era Spaziale iniz. più di 40 anni fa.Secondo Rapporti(WUWT)Astron.e Fisici le macchie Solari nei prossimi anni potrebbero scomparire del tutto.Ovviam previs.da confermare ma pur sempre basati su decenni di studi e dati concreti.
nando ha scritto il 10-10-2010 ore 20:08
Caro Stefano Di Battista, la ringrazio per l'ottimo articolo così affascinante e nello stesso tempo così ricco di mistero... Spero che torni più spesso a trattare questo argomento.
Un cordiale saluto Nando
Stefano Di Battista ha scritto il 10-10-2010 ore 19:26
Sig. Antonio F., quelle di cui lei scrive sono teorie: supportate da argomenti d'un certo interesse, ma pur sempre teorie. Se rimaniamo alla cronaca odierna, nulla indica un minimo simile al Maunder. Pronto a riconoscerlo nei prossimi mesi / anni, se accadesse: ma 812 spotless days in quasi sette anni non sono nemmeno confrontabili al Minimo di Dalton.
Fabio Nervegna ha scritto il 10-10-2010 ore 18:56
C'è un'altra questione, di cui finora non è parlato molto: il comportamento del ciclo 24 rispetto ai cicli solari precedenti. Ebbene, ad un anno e mezzo dal minimo (giugno 2010) il sunspot number (nella versione "smoothed", cioè media mobile su più mesi) segnala che l'attuale ciclo 24 è in ritardo rispetto a tutti i cicli degli ultimi 300 anni (cioè quelli di cui esiste una ricostruzione del sunspot number) ad eccezione del ciclo 6, che fa parte del Minimo di Dalton.
Antonio F. ha scritto il 10-10-2010 ore 18:47
Caro Stefano Di B. ,..la probabilità che il ns. Pianeta possa entrare in un Minimo di Maunder è ora superiore a quella che il ns.Pianeta finisca in un ulteriore Riscaldam.Glob.,..sono Esperti Astronomi e Fisici Solari a sostenerlo,..l'American Geophysical Union, ipotizza un altro Minimo di Maunder,.indipendetem. dalla relaz. al ciclo delle macchie solari,..l'intensità delle macchie solari sono in calo, e se questo continua allo stesso modo (come si prevede) come gli ultimi anni , nel complesso si riduce significativam. l'emissione energetica solare e potrà indurre ad un Raffreddam.Glob.quindi Ciclo attuale anche se meno accentuato non sembra poi tanto lontano dal "Minimo Maunder".
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