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Prima crisi settembrina: Sud Italia tartassato dal maltempo, infiltrazioni instabili lambiscono il Nord

Bassa pressione afromediterranea: rovesci diffusi e forti temporali sulle regioni meridionali, anticiclone su lidi troppo settentrionali

Un intenso fronte perturbato, con fenomeni a prevalente carattere temporalesco, sta assediando le regioni del Sud Italia. L'anticiclone non protegge più la nostra Penisola spostandosi sempre più verso nord e lasciando strada libera alla scorribanda d'infiltrazioni instabili dall'Europa Orientale.

Mauro Meloni: 03-09-2010 ore 16:24

Il cambio stagio+nale è pienamente in atto, si fanno sentire i primi ruggiti autunnali: sono le regioni del Sud Italia quelle più colpite dal passaggio di una perturbazione di matrice afromediterranea, quelle che a settembre potenziano i loro effetti grazie al contributo di calore e d'energia del Mare Nostrum. Quest'improvviso peggioramento al Sud va spiegato con il fatto che l'anticiclone ha arretrato il proprio raggio d'azione verso ovest e verso nord: ciò ha significato lasciar la strada libera verso il basso Mediterraneo ed i mari meridionali italiani ad un vortice ciclonico in precedenza centrato sulla Penisola Iberica.

Non vi è solo la perturbazione mediterranea da monitorare con attenzione, in quanto la mancanza di un'adeguata protezione anticiclonica* sta esponendo nuovamente le regioni del Triveneto e l'Emilia al tiro delle correnti instabili nord-orientali, legate ad una forte area di bassa pressione centrata ad est della Finlandia, sulle nazioni baltiche. Per il momento l'anticiclone riesce a tenere ancora distanti le perturbazioni atlantiche, ma molto presto capitolerà anche di fronte all'assalto delle umide correnti occidentali.

immagine 1 del capitolo  del reportage 18674

Copyright © EUMETSAT 2010, rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale.

Il contributo delle correnti caldo-umide africane, assieme all'innegabile energia rilasciata dal Mediterraneo (dopo l'accumulo di calore della stagione estiva), hanno incrementato gli effetti della perturbazione sul Sud Italia. Le regioni più colpite dalle piogge sono la Sicilia, la Calabria, la Basilicata e la Puglia con accumuli pluviometrici superiori ai 140 millimetri sulle aree ioniche del cosentino e del crotonese, mentre in nottata un notevole diluvio ha creato grossi allagamenti in alcune aree costiere della Sardegna orientale.

immagine 2 del capitolo  del reportage 18674

Cielo cupo e pioggia forte a San Marco in Lamis (FG): il maltempo ha raggiunto anche la Puglia. Scatto fotografico a cura del lettore Alberto.

immagine 3 del capitolo  del reportage 18674

Il grafico in alto (fonte rete Arpacal) consente d'apprezzare l'andamento pluviometrico della giornata sulla stazione meteo di San Mauro Marchesato, con le prime piogge iniziate dopo le 3 del mattino

Scenari instabili anche su parte del Nord Italia, già dal mattino e soprattutto sulle zone costiere, quando un forte temporale ha colpito la città di Venezia e le zone limitrofe. L'incremento dell'instabilità si deve alle infiltrazioni d'aria fresca sospinte dall'Europa Centro-Orientale e che continueranno a scorrere anche nei prossimi giorni, mantenendo condizioni di spiccata variabilità.

immagine 4 del capitolo  del reportage 18674

Immagine radar dall'Arpav, sulle precipitazioni in atto nel pomeriggio fra il Triveneto e l'Emilia.

Prospettive di miglioramento poco deciso e a ciò si aggiunge il previsto arrivo del maltempo sulle regioni centro-settentrionali tra martedì e mercoledì, ad opera di un'organizzata depressione in avvicinamento dal Vicino Atlantico.

Mauro Meloni

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